Furto in diretta a casa del Bepo
Il rigore dato alla Fiorentina

«Bepo, sa gregnet? (cosa ridi?)».

Ultimi secondi di Fiorentina–Inter, l’arbitro Abisso di Palermo punisce un tocco di petto di D’Ambrosio su cross di Chiesa con il rigore. Dal Var lo mandano a controllare, l’errore è evidente, ma il direttore di gara conferma incredibilmente la decisione e la Fiorentina pareggia. Siamo a casa del Bepo per vedere insieme la partita, Mariuccia ha appena portato un amaro, ma il Bepo ride. E di gusto anche.

«Se go de fà Fabio, spacà ol veder de la finestra? (cosa devo fare, spaccare il vetro della finestra?). Questi sono senza vergogna. Senza vergogna».

«Ci sono delle cose che non si possono spiegare, faccio il giornalista ma la follia di un errore così non è ammissibile. Però c’è un lato positivo».

«Positivo? Fabio set cioc? (sei ubriaco?)».

«Pensaci bene, tutta Italia ha visto. Mercoledì non potranno che essere attenti gli arbitri che manderanno. La Fiorentina, non è la prima volta, è stata palesemente aiutata. Anzi, stavolta gliel’hanno regalata. E mercoledì non può succedere di peggio, quindi giochiamo 11 contro 11».

«Brao giornalista, ta me fet ragiùna (bravo giornalista, mi fai ragionare). Comunque io sono fiducioso, anche se nelle ultime due abbiamo perso, la squadra è viva. E recuperiamo anche il Papu».

 

 

«Io a Torino, per tutto il primo tempo, ho visto la solita Atalanta che comanda le operazioni. Certo, Zapata e Ilicic magari sono stati un pelo sottotono ma eravamo in controllo».

«Poi è arrivato Paperisha. E l’è finit ol cinema… (ed è finito il film)».

«In effetti è in difficoltà in questo momento…».

«Secondo me, Fabio, è un portiere mediocre, alterna buona cose a errori madornali e a fine anno qualche ragionamento bisognerà farlo. Lo dico per lui, per i compagni e per l’Atalanta: se comincia ad arrivare qualche fischio, è durissima».

 

 

«A me è piaciuta la difesa, Djimsiti e soprattutto Masiello si sono davvero ben comportati e sul 2-0 gli errori sono di quelli che lasciano crossare. Non certo del nostro numero 5».

«Anche il Kulusevski, si vede che non è pronto, ma se Gasp insiste e lo ha comunque voluto promuovere e inizio gennaio c’è un motivo».

«Che non è certo legato al mercato. Bepo, ta diset giöst: inizio gennaio. Perché già a Cagliari in Coppa il mister ne parlava bene e se uno come lui ci punta è giusto che ci si creda anche noi. Non è pronto adesso, ma i giovani bisogna riproporli per farli crescere. Pazienza, serve pazienza».

«Certo, come in campionato. Ci sono 13 partite, manca öna eta… (in campionato manca ancora una vita)».

 

 

«Mercoledì è importantissima, per il risultato e per il prossimo periodo».

«Fabio, ma chi el ol bigol che l’ha decidit de specià due mis per giöga ol ritorno? (Chi è lo “scienziato” che ha deciso di mettere due mesi di attesa per il ritorno) Laur de macc…».

«Anche qui, Bepo. Non è del tutto negativo. Adesso va tenuta aperta, certo vincere sarebbe decisivo ma importantissimo è tenerla aperta in vista del ritorno. Giochiamo in casa a fine aprile, occasione colossale per andare in finale».

«Vai giù? Io sono con “Chei de la Coriera”».

«Certo Bepo, sono in treno con Mayer. Lo so che sei con la Coriera, hai visto la roba del defibrillatore?».

«Siete grandi Fabio, grande cosa avere un servizio di sicurezza come questo. Da Firenze, ogni trasferta ci sarà un bus con a bordo il defibrillatore e se qualcuno ha bisogno si può intervenire tempestivamente. Bravi davvero, unici!».

«Lissa e Marco dono davvero persone squisite, merito soprattutto della loro idea!».

«Dai Fabio, böta zo l’amaro…».

«Bepo, ghe rie mia: con il Montenegro ho brutti trascorsi».

«Pota Fabio, se biet?».

«Sambuca, con la mosca».

«La mosca? Mariuccia, ghé -3 gradi e chesto al völ la mosca (ci sono 3 gradi sotto zero e questo vuole la mosca)…».

Interviene Mariuccia dalla cucina dove sta caricando la lavastoviglie.

«Bepo, la mosca l’è ol chicco de café… (la mosca è il chicco di caffè)».

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