Zapata-Dea, è già folle amore
«Mai visto niente del genere»

Duvan Zapata è enorme ma arriva con la leggerezza di una piuma. Il suo primo contatto con la stampa è semplice, stringe la mano a tutti i giornalisti presenti e regala un sorriso che sembra sincero. Mentre vengono sistemati gli ultimi dettagli armeggia con il telefono e sorride di nuovo, quando parte la serie di domande la sua disponibilità arriva ai massimi livelli e per un quarto d’ora abbondante ci sono solo risposte belle da ascoltare per chi ha a cuore le sorti della Dea.

 

[Foto Atalanta.it]

 

Trattativa lampo, decisivo sentirsi importante. «È successo tutto davvero molto velocemente, non era nei programmi lasciare la Sampdoria ma quando ho visto la determinazione e la voglia del presidente Percassi, dei dirigenti e di mister Gasperini di avermi a Bergamo ho capito che era la scelta giusta. La Sampdoria non ha fatto nulla per ostacolare la trattativa, abbiamo trovato l’accordo e ora sono qui per dare il mio contributo». Il racconto dei momenti che lo hanno portato all’ombra di Città Alta è lucido e schietto, uno così non lo sposti dalla sera alla mattina se sei l’Atalanta eppure Zapata adesso è a Bergamo, davanti ai nostri occhi. «Ho subito sentito un calore incredibile, i tifosi alla Festa della Dea sono stati pazzeschi e io non avevo mai vissuto nulla di simile. In questi giorni di ritiro penso solo ad allenarmi al meglio per mettermi al passo con i compagni e credo manchi poco: la preparazione è molto diversa ma ci metto impegno e nel giro di qualche giorno sarò a posto». Le gambe sono già molto buone, da come risponde si capisce che ha fretta di mettersi al pari degli altri e l’idea di giocare con Ilicic e Gomez lo stuzzica parecchio.

Parola d’ordine: fare gol. «I tifosi e la società si aspettano molto da me, con Gasperini sto lavorando per migliorare i movimenti e fare quello che mi chiede, che è molto diverso rispetto a quanto facevo alla Sampdoria, e il mio obiettivo è migliorare quello che ho fatto l’anno scorso. Guardo sempre avanti, lavoro per raggiungere un livello più alto ogni giorno e sono consapevole che è quello che mi chiedono tutti». L’anno scorso Zapata ha segnato 11 gol con la maglia della Sampdoria, migliorare significherebbe ripetere la doppia cifra, che per un attaccante nerazzurro vuol dire ripercorrere le orme di un certo Denis, ultimo ad essere riuscito a fare tanti gol a Bergamo giocando da centravanti. «Sulla maglia avrò il mio nome Duvan e il numero 91: lo porto da quando gioco in Italia ed è il mio anno di nascita. Non ho un soprannome, magari me ne inventeranno uno nuovo ma intanto devo pensare a come esultare: a Genova mimavo il gesto della pipa, qui devo cambiare ma ci sto già riflettendo. Intanto devo dire che è molto bello giocare in mezzo al tridente con Ilicic e Gomez, arrivano tanti palloni importanti. Sto anche vedendo da vicino Barrow che già avevo notato in tv: è molto forte, possiamo anche giocare assieme». Parole al miele, concetti chiari e obiettivi comuni da mettere in campo il prima possibile.

 

[Zapata in azione nell’amichevole contro il Chiasso. Foto Atalanta.it]

 

Champions e Nazionale? Sogni possibili. «Sono sincero, l’anno scorso non ho seguito molto l’Europa League, e quindi l’Atalanta in quella competizione, perché mi sono ritagliato un po’ di spazio soprattutto per la Champions League: con due bambini piccoli diventa complicato seguire tutto. Però si tratta di una manifestazione molto importante che l’Atalanta ha la possibilità di onorare visti i valori che ci sono. Sogno Champions? Un passo alla volta, l’asticella si può alzare di gara in gara». Considerando la passione che c’è a Bergamo per i colori nerazzurri, sentire il nuovo centravanti parlare in questo modo è esaltante soprattutto pensando che Zapata ha appena sfiorato il Mondiale. «Ero con la Colombia, sono arrivato ad un soffio dalla convocazione ma poi il sogno è sfumato. Mi dispiace, ma ci riproverò. Devo dire comunque che ci sono tanti bravi giocatori e quindi è difficile scegliere o addirittura consigliare qualcuno per l’Atalanta. Ho seguito le partire in Russia, il centravanti che mi è piaciuto di più è Lukaku. Cristiano Ronaldo in Italia? È un giocatore molto importante, sono curioso di vederlo nel nostro campionato». Obiettivi e progetti di Duvan Zapata sono chiarissimi, adesso la parola passa al campo e tutti speriamo che le risposte siano estremamente positive.

Mercato: saluti a Petagna, attesa per Pasalic. Poco prima della conferenza di Zapata, dal ritiro di Castione è partito verso una nuova avventura Andrea Petagna. Il centravanti triestino sarà oggi a Tarvisio nel ritiro della Spal, l’operazione è stata chiusa per tre milioni di prestito oneroso con dodici milioni di riscatto obbligatorio in caso di salvezza. A Bergamo si aspetta intanto l’arrivo di Pasalic: poteva essere oggi la giornata giusta delle visite mediche ma probabilmente slitterà tutto a domani e finalmente Gasperini avrà il suo nuovo centrocampista alla Cristante.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.