Se vuoi litigare con Marchionne
prendi una Panda a 8mila euro

Da un lettore attento e preciso nel fare i conti 

Caro direttore,

se vuoi litigare con la Fiat, potresti chiedere all’amico Marchionne (ma probabilmente lo hai già fatto) del perchè pubblicizzino dappertutto la “pesante” offerta della Panda a 8mila euro, quando in realtà il cliente ne sgancia oltre 9.500 di euro: sì perchè la Panda te la vendono a 8mila euro solo se la acquisti tramite finanziamento, che prevede un esborso totale di circa 9.500 euro. Quindi, come hai ben capito, la Panda col cacchio che costa 8mila euro, ne costa appunto 9.500… È il classico esempio italiano di pubblicità allegra… che fa purtroppo un sacco di vittime…

Ciao, alla prossima, e ottima giornata!

Marco

 

 

Spiegazione

Il Gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) ha lanciato sino a fine settembre un’offerta definita “la più pesante”. Perchè, sempre per usare le parole della campagna promozionale del gruppo guidato dall’amministratore delegato (nonché presidente della Ferrari), Sergio Marchionne, con la “Formula mano pesante, la Panda (Easy) è tua a 8mila euro: con 5 porte, clima e radio, anche senza rottamazione”. Offerta interessante, niente da dire. Ma quando si tratta di pubblicità, a volte è bene fornirsi di una bella lente d’ingrandimento e leggere attentamente i dettagli, scritti spesso con caratteri lillipuziani. Oppure andare in una concessionaria sperando di trovare chi te la racconta giusta (per te).

Nel caso in questione, leggendo (in estrema sintesi) i dettagli della promozione, si scopre che in realtà il tanto evidenziato prezzo promo di 8.000 euro è valido se si aderisce ad un finanziamento specifico di FCA Bank, banca per metà detenuta da FCA Italy (l’ex gruppo Fiat), l’altra metà da Crédit Agricole Consumer Finance. Vedremo poi di seguito l’interessante (per la proprietà) collegamento tra la banca e la casa automobilistica in questione.

In base alle informazioni raccolte in un paio di concessionarie bergamasche, la promozione sarebbe inoltre valida solo per le auto disponibili in concessionaria da almeno 2 mesi. Come avrete già capito, portarsi a casa la bella Panda rossa fiammante della pubblicità a 8mila euro pare diventare cosa molto ardua. Perché non tutte le concessionarie hanno macchine “vecchie” a disposizione, e poi, soprattutto, perché il sostanziale obbligo a ricorrere al finanziamento – TAN (Tasso Annuo Nominale) fisso del 5,95% e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale: rappresenta in modo più completo il costo effettivo del finanziamento) del 9,45% – fa lievitare il prezzo della vettura.

Vediamo l’esempio riportato nelle pubblicità. Anticipo zero, poi 72 rate mensili (6 anni) di 157 euro: totale 11.304 euro, a cui vanno aggiunti i costi per l’IPT (l’imposta provinciale di trascrizione, che non va nelle casse della casa automobilistica, ma che comunque dalle nostre di tasche fanno uscire circa 200 euro), e per il PFU (il contributo ambientale per lo smaltimento di pneumatici fuori uso). Nessuno in questo caso vuole discutere i costi di un’auto. Però le pubblicità (e il discorso vale ovviamente per molte altre case automobilistiche, così come per tanti altri settori commerciali) potrebbero (e dovrebbero) essere più chiare. Perché, come abbiamo visto, la Panda non costa 8mila euro, come le locandine pubblicitarie fanno credere.

Il discorso ovviamente non cambia se si ricorre a un finanziamento con durata più breve. I due concessionari a cui abbiamo fatto visita, calcolatrici alla mano, ci hanno spiegato, con molta professionalità e trasparenza, come stanno le cose.  Restituendo ad esempio il finanziamento in 42 mesi (tre anni e mezzo) la rata sale a 240,5 euro, per un totale di 10.437 euro, ai quali vanno aggiunti i costi delle spese d’incasso (3.5 euro per ogni rid) che sono altri 147 euro, per un totale di 10.584 euro. Nel costo della rata, è bene precisarlo, sono però compresi anche i costi assicurativi furto/incendio (circa 700 euro totali per coprire i 42v mesi) e una polizza pneumatici che rimborsa nel caso si rompessero i battistrada. Costi che vanno nelle casse di Fca Bank, quindi sostanzialmente restano nel gruppo FCA. Togliendo le spese per tali assicurazioni, si arriverebbe quindi ad un esborso di 9.884 euro. Circa 400 euro in più rispetto alla proposta (e consiglio) degli operatori da noi sentiti: 9.500 euro pagati cash, e possiamo portarci a casa l’amata Panda (color bianco o avorio, altrimenti si aggiungono altri 500 euro per il metallizzato), senza ricorrere a un finanziamento che, dicono sempre i nostri interlocutori, «sono solo menate per noi e i clienti e fanno guadagnare solo il gruppo. Con la forte concorrenza che c’è tra le varie case automobilistiche – proseguono i concessionari – si abbassano (o per meglio dire, si fa credere di abbassare) i prezzi delle auto per essere più competitivi, tanto poi i guadagni si fanno con gli interessi sui finanziamenti».

 

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E parlando di utili, veniamo al capitolo che collega la vendita di auto con i finanziamenti. Come abbiamo visto il prestito per l’acquisto a rate dell’auto viene concesso (salvo approvazione, perché, chiariscono in concessionaria, se chi chiede il finanziamento ha più di 70 anni, difficilmente ha l’ok) da FCA Bank, banca specializzata nel soddisfare le esigenze del settore automobilistico, nata dalla joint venture paritetica tra FCA Italy (società appunto del gruppo automobilistico globale Fiat Chrysler Automobiles) e Crédit Agricole Consumer Finance, tra i protagonisti nel mercato del credito al consumo. “Nella sua nuova veste – si legge nel comunicato congiunto delle due società del gennaio di quest’anno, in occasione della costituzione di FCA Bank SpA, sede legale in Corso Agnelli, 200 a Torino, 700 milioni di euro di capitale sociale interamente versati – in continuità con il consolidato modello di funzionamento oggi in vigore, FCA Bank proseguirà nel supporto alla vendita di autovetture e di veicoli commerciali di numerosi marchi, primi fra tutti quelli di Fiat Chrysler Automobiles, attraverso la gestione di attività di finanziamento alla clientela finale e alla rete dei concessionari, nonché con la promozione di soluzioni assicurative e di attività di locazione di lunga durata delle flotte di autoveicoli”.

Proporre l’acquisto di un prodotto legandolo a un finanziamento concesso da una banca che fa capo allo stesso gruppo per far quadrare i conti al gruppo stesso è del tutto lecito. Si tratta dell’ennesimo esempio di come la finanza sia entrata (spesso a gambe molto tese) nelle vicende dell’economia reale. Però un pizzico di chiarezza in più verso i clienti non guasterebbe.

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