La verità è che siamo tutti matti
L’amore esagerato per i cani

Camminando per la strada mi colpisce la quantità sempre crescente di cani. Cani ovunque, cani per tutti, cani sempre. Cosa è successo? Forse c’è una invasione di gatti ed è un ripopolamento, come si fa con i serpenti contro i topi. Forse una nuova epidemia ci sta rendendo tutti ciechi. Ma no, è solo il nuovo spirito guida di questo decennio. Il nuovo totem vivente, il feticcio preferito dell’essere umano più all’avanguardia. Il cane. Il fedele amico dell’uomo, che come tutti gli amici, anche quelli migliori, se ce l’hai sempre in mezzo ai piedi ti stufa.

Ssssssh, no! Non si può dire che odi i cani! Sei pazza? È più grave che essere apertamente razzista, più grave di dire che sei una donna che non vuole figli, più scorretto persino di essere una che non vuole avere un iPhone. Bisogna amare i cani, che sono così belli e intelligenti e fedeli e non tradiscono mai. Dall’undicesimo comandamento che Dio si è affrettato ad aggiungere sulle tavole, altrimenti c’era del disappunto anche per lui. Ora, non è che io ce l’abbia con chi vuole un cane, ma qui la cosa ci sta sfuggendo di mano. Se abiti in centro e hai un appartamento di venti metri quadri calpestabili, sarà il caso di prendersi un terranova/un San Bernardo/un alano? Un cane che pesa come un umano e per giunta è stato pensato per il salvataggio acquatico/soccorso montano/la caccia al cinghiale? Io non vivo in città, quindi non posso essere sicura che dentro quei palazzi non ci siano in realtà laghi e boschi nascosti dove far scorrazzare queste bestie, ma così a occhio mi sembra che i volumi non lo permettano.

Eppure vi vedo scendere da quei portoncini di città da cui a malapena si passa con le cassa dell’acqua tenendo al guinzaglio quei bestioni. Passeggiate per le vie di sanpietrini con il vostro vitello al fianco (che secondo me è abbastanza infastidito dalla folla umana che lo pressa) o forse è più corretto dire che «surfate» attaccati alla bestia scalpitante. Vi ha atteso tutto il giorno per la sua ora d’aria, e siccome ha totale fiducia in voi, si aspetta che lo stiate portando in un prato a correre e innaffiare alberi felicemente. E invece dopo mezz’ora che cammina comprende che gli tocca fare la pipì sul cestino dei rifiuti di via Tasso. Le sentite le unghie che grattano sull’asfalto dopo la defecazione? Non deve essere molto soddisfacente, povero cane. Ma finché si tratta dei marciapiedi, che sono suolo pubblico, non è grave, tanto meno delle vostre abitazioni, del resto ognuno è libero di dividere la casa con l’essere peloso che preferisce (conosco donne che scelgono di sposarsi, per esempio). La lenta discesa verso la follia si nota nei luoghi aperti al pubblico. I cani ora sono ammessi dappertutto. E quando dico dappertutto non scherzo.

Va bene, il cane deve sentirsi parte del nucleo familiare, ma sarà proprio necessario portarlo anche: al ristorante, al supermercato, dal fornaio, alle mostre, all’aperitivo, nella sala d’aspetto del dottore, in libreria o in ogni luogo dove il suo umano vuole andare? E perché? Perché non può stare a casa da solo. Non può stare a casa da solo. Vorrà dire che distrugge la casa? Be’, è inevitabile e direi pure che fa bene, visto che pesa sessanta chili e divide quaranta metri quadri con voi (pure!). Poi però comprendo che il problema non è la casa distrutta, ma è la solitudine. Penso ai cani della mia vita, cani di montagna che passavano ore e anche giorni interi nel giardino in solitaria a fare la guardia. Chissà quali traumi ho causato loro… Magari avrebbero preferito venire in biblioteca con me. No, anzi, il top per un cane è sicuramente andare al ristorante. Stare sdraiato in un posto pieno di cibo invitante che non può mangiare per motivi inspiegabili è certamente bellissimo per lui. Quasi bello come per me che ceno con una bestia che cigola di disperazione, che sbava in terra per l’acquolina/bevendo e che a volte copre pure l’aroma del mio piatto con la sua puzza.

Dai, sdoganiamo pure questa notizia: i cani puzzano di cane anche appena dopo che li si lava, e tra l’altro non potete lavarli sempre. È il loro odore, va bene, ma gradirei che non si mescolasse alla mia cena. Comunque non odiatemi dai, è che non ne capisco niente di psicologia canina, io il mio pastore tedesco lo portavo a correre nel bosco e stop. Sono una padrona basilare. Ah, com’è che il cane deve seguirvi h 24 e invece i bambini stanno parcheggiati all’area bimbi mentre fate la spesa?

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