A/X store, il volto giovane di Armani
ora è sbarcato a Oriocenter

Re Giorgio non lascia, raddoppia. Dopo aver aperto uno store Emporio Armani nella nuova ala di Oriocenter, oggi, venerdì 23 marzo, una delle più importanti e note case di moda al mondo inaugura il secondo punto vendita all’interno del centro commerciale bergamasco. A cambiare è il marchio, visto che questo nuovo negozio sarà “griffato” Armani Exchange (A|X), ma anche il pubblico di riferimento, che si spera sia più giovane e informale.

 

 

Armani Exchange nasce nel 1991 all’interno della galassia di Giorgio Armani, direttore creativo e capo esecutivo dell’omonimo gruppo nato ben quarantadue anni fa. Prima di oggi, però, non ha mai trovato grande spazio, anche a causa di alcune vicissitudini giudiziarie legate alla sua titolarità che si sono risolte soltanto l’anno scorso, quando la casa di moda ha deciso di rivedere la sua organizzazione complessiva per cercare di stare al passo dei nuovi marchi.

 

 

Nell’ottobre 2017, infatti, Giorgio Armani ha annunciato l’accorpamento delle numerose griffe del suo gruppo in tre macro-aree: Giorgio Armani, di cui fanno ora parte Armani Privè e Armani Casa; Emporio Armani, la linea ready-to-wear in cui sono confluiti i capi più costosi della storica linea Armani Jeans; e Armani Exchange (A|X), una nuova linea ideata e pensata per conquistare un pubblico più giovane e meno sofisticato con il preciso intento di provare a tenere testa alla sfrenata concorrenza della cosiddetta “fast fashion”.

Per questo motivo, nel marchio sono confluiti i capi meno costosi della linea Armani Jeans, affiancati però da una nuova collezione dall’impronta fortemente metropolitana, giovane, informale e decisamente più accessibile al grande pubblico in termini di costi. Questa filosofia si riflette anche sulla comunicazione: Armani Exchange è l’unico marchio del Gruppo Armani ad avere dei canali social (Facebook, Instagram e Twitter) espressamente dedicati. In un’intervista rilasciata dallo stilista al giornale di…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 marzo. In versione digitale, qui.

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