Il cafonometro dei modi per provarci
Dieci strategie che è meglio evitare

Dopo i metodi per mollare, una rassegna esemplificativa dei metodi di approccio peggiori. Complici i social e, in particolare, la sovraesposizione fotografica su Instagram, i metodi di approccio si sono molto incafoniti.
Ecco i peggiori.

 

10) Il «ciao» sui social

Una parola, sulla chat privata dei social perché il mittente non dispone del numero di telefono. Una parola, perché il soggetto in questione non sa esattamente cosa dire. Una parola, perché non vuole perdere tempo prezioso in chat infinite che non portano a nulla. Dritti al punto: alla domanda di cortesia si risponde sempre con risposta di cortesia, cosa che potrebbe ingenerare false speranze. Il «ciao» sciolto, invece, riceve risposta solo se il mittente è davvero molto gradito. La tattica è accurata, ma un po’ triste.

Livello cafonaggine: molto alto.

Piace perché: fa risparmiare tempo.

 

9) «Tua madre è una ladra» e compagnia

«Tua madre è una ladra, ha rubato due stelle e te le ha messe al posto degli occhi». Oppure: «Ti sei fatta male quando sei caduta dal cielo?». Approcci purtroppo non ancora totalmente debellati nonostante l’ampio raggiungimento della maggiore età. Ancora più cafone è chi tenta di giocare la carta dell’autoironia. Basta ragazzi, le scuole medie sono finite.

Livello cafonaggine: alto.

Piace perché: discretamente comico.

 

8) Orbiting

Nuova frontiera dei social. Tra le grandi cafonate, noto a tutti è il like sconsiderato, strumentale. Il like costante. Il like certezza. Il like a qualsiasi cosa. Le storie di Instagram commentate con le faccine. I post di Facebook, nessuno ignorato. Ma mai un messaggio. Una domanda. Uno spunto per una conversazione. Niente. L’orbiting è così: ti circonda, ti intrappola, ti intossica, ma non ti contatta. Ti lascia lì a chiederti perché questo assedio di approvazione senza motivo. Verranno pagati i cuoricini, forse? È una tattica subdola e stancante, del cacciatore che ama la quantità dei trofei. Di chi ha molto da fare, ma non vuole perdere i contatti, intrattiene rapporti con poco investimento. Deprecabile.

Livello cafonaggine: tossico.

Piace perché: a tratti, lusinghiero.

 

7) Confidente

La carta dell’amico. Il grande classico troppo spesso bistrattato. Efficacia niente affatto totale, ma non scarsa come diffuso dai suoi detrattori. Strada subdola, strisciante. Fa leva sul bisogno d’affetto, sulla via preferenziale per giungere all’intimità: fingersi un sincero confessore. Il marpione confidente ha stomaco forte: ascolterà senza perdere la pazienza storie di uomini senza scrupoli, lamenti di sofferenze amorose nella speranza che un giorno lei si avveda che la persona giusta è sempre stata lì ad ascoltare quanto fossero sbagliate le altre. Al limite tra la genialità e il masochismo.

Livello cafonaggine: ti vedo solo come un amico.

Piace perché: Max Pezzali ci ha costruito una carriera.

 

6) Alcolismo

Una serata particolare, qualche birretta di troppo, la situazione sfugge di mano. Risatine. Improvviso bisogno di affetto, passo incerto. Il resto è storia. Il momento di debolezza verrà sfruttato al meglio dal rimorchiatore etilico, campione nel dirottare le donzelle brille verso l’appartamento più gradito e tentare direttamente l’approccio fisico nonostante le ridotte capacità motorie e la lentezza di riflessi. Disonesto. Rischioso. Esteticamente penalizzante. Dialettica amorosa sotto i piedi. Raramente efficace.

Livello cafonaggine: ma non potevo stare a casa?

Piace perché: sono state commesse scelte peggiori da sobri.

 

5) Frontale

Diretto, sintetico. Pochi convenevoli di saluti preliminari. «Ciao, come va?»; «Bene, grazie. Tu?»; «Bene. Usciamo?»; «No»; «Ah». Cafonissimo. Scarse probabilità di riuscita. Da evitare. Meglio investire una decina di messaggi in più.

Livello cafonaggine: estremo.

Piace perché: viva la sincerità.

 

4) Scientifico

Lo studio parte da lontano. La preda, i suoi interessi, le abitudini. L’assedio verrà studiato a tavolino, nessun intervento sarà casuale. Ma, si sa, in queste cose il caso, la fantasia e l’improvvisazione la fanno da padroni. Nessuna tattica sarà vincente quanto una casuale e ben collocata, inaspettata, botta di culo.

Livello cafonaggine: storia militare.

Piace perché: sai già che non funziona.

 

3) Artistico

L’opposto dello scientifico. Si sprecheranno poesie, citazioni, libri, canzoni. Se la malcapitata preda ha un nome di fiore, colore o titolo di canzone, ogni tentativo di originalità sarà vano. Possibile far breccia nel cuore di qualcuno sfruttando ad arte belle parole usate prima da altri, ma poi toccherà essere all’altezza degli inizi. Metodo molto cafone, ai limiti del plagio, da utilizzare solo se si padroneggiano le fonti citate. Diversamente, desistere e tentare con l’approccio numero 10, ovvero il ben più sicuro ed ermetico «ciao».

Livello cafonaggine: playlist “Love Songs”.

Piace perché: chi non ascolta almeno una volta al mese la playlist “Love Songs”?

 

2) Colla

La mano sulla spalla. La mano sul ginocchio. Abbraccio furtivo. Passaggio in macchina. Contatto fisico accuratamente involontario. Marcatura stretta, claustrofobica. Improvvisamente molesta. Nessun risultato, solo fastidio epidermico, repulsione, schifo. Evitate. Allungate le mani con innocente cautela.

Livello cafonaggine: adesiva.

Piace perché: affettuoso.

 

1) Nessun approccio

Evergreen di sicuro successo: quello che non ti caga. Poco da aggiungere.

Livello cafonaggine: innamoramento facile.

Piace perché: innamoramento istantaneo.

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