Il cafonometro dei regali di Natale
(fate prima a chiedere cosa serve)

L’angoscia da ottobre, la tragedia di questi giorni, la condanna inevitabile, la spada di Damocle, l’ansia da prestazione e, diciamocelo, i gusti cafonissimi della gente sotto Natale, una psicofesta che fa impazzire tutti. Gente molto distinta che improvvisamente arriccia nastri rossi metallizzati, fieramente, con sguardo perso e le lucine che si riflettono nelle iridi acquose. Passerà, ma intanto toccherà scartare cadeaux di dubbio gusto e conclamata cafonaggine. Ecco i peggiori.

 

10) Il pacchetto

Fa inevitabilmente schifo. Ammaccato, graffiato, riccioli di nastro adesivo raccolgono polvere e briciole. La busta carina di cartone è la soluzione, ma denuncia il fallimento dell’operazione incartamento del pacchetto. Dolersene e soprassedere.

Livello cafonaggine: carta da regalo oro.

Piace perché: tutti sulla stessa barca.

 

9) Il biglietto

Un piccolo cartoncino di cafonaggine. Non ne esiste uno carino. Non esiste una frase sul Natale che non sia un trionfo di banalità tanto ovvie da essere provocatorie.

Livello cafonaggine: santissimo Natale. “-issimo” eh, mai santo normale.

Piace perché: c’è sempre chi ne fa di più orribili dei tuoi.

 

8) Chi non li fa

EROI. Gente coraggiosa, gente che si ama, persone adulte, mature, equilibrate, che amano talmente tanto il Natale da rifiutarsi con forza strenua e silenziosa – pertanto letale – di trasformarlo in una autoprodotta, autoinflitta, autoprocurata rottura di palle.

Livello cafonaggine: lista civica.

Piace perché: l’opposizione che cerchiamo.

 

7) Il cesto

La cornucopia della cafonaggine: sughetti e salsine di dubbia provenienza e gusto, prosecco al sapore di crusca grezza, riccioli filanti di carta di plastica per non far ammaccare i barattoli, pappardelle colori giallo canarino o bianco ospedale. Un fiocco moscio, un nastro appiattito. Triste, tristissimo tentativo di regalo utile. Cafone, scomodo da trasportare.

Livello cafonaggine: mostardina di castagnetta su formaggella arancionina.

Piace perché: non è Natale senza cesto.

 

6) Il panettone artigianale

Mr Super Cafone Christmas Edition, il panettone che passa da ristoranti stellati, da influenze locali, da ingredienti selezionati, da colate di glassa super maiale, incartato con cura con carta opaca e dettagli lievemente lucidi. Euro 40,00 ben spesi (?). Cafone, certo, ma buono.

Livello cafonaggine: cultural appropriation.

Piace perché: se non te lo regalano, cambia amici.

 

5) «È una cavolata»

E allora perché me la regali? Ti ho fatto qualcosa? Mi merito forse cavolate? Pensi che la mia casa sia così grande da contenere cavolate? Dai, riprenditela e vai a comprarmi una Montblanc, per favore. Sarebbe bello rispondere così, eh?

Livello cafonaggine: inflazionata.

Piace perché: è un pensierino.

 

4) L’oggetto incomprensibile

«Beeeeello!». Fermarsi. Non aggiungere mai quel “ma cos’è?” che il cuore in realtà domanda. Per una misteriosa legge karmika, l’oggetto verrà depositato su qualche superficie piana, dimenticato dai più, quando un visitatore, mesi dopo, casualmente posando lo sguardo sul suppellettile abbandonato esclamerà: «Ah, ma hai un trinciapollo di peluche!». Allora si comprenderà che il posizionamento accanto ai profumi non è il domicilio naturale dell’utensile, che verrà destinato a più congrui scaffali.

Livello cafonaggine: mistero del grande amore.

Piace perché: ma dove li comprano, dove?!

 

3) Il regalone

Tu hai comprato un set di bagnoschiuma all’ananas con palla di sapone effervescente da far sciogliere nella vasca da bagno a una che nel bagno di casa ha solo la doccia; lei si presenta con il sacchetto verde Tiffany, ed è subito figura di… Inevitabile, capita ogni anno, è l’amore non corrisposto, è il fraintendimento, è la diversità di opinioni. Ostentare convinzione. Non cadere nella tentazione di cui al punto 5.

Livello cafonaggine: divergenze di obiettivi.

Piace perché: pensa se da Tiffany fossi andato tu.

 

2) «Non dovevi»

E allora perché me l’hai fatto anche tu ‘sto regalo se non dovevamo? Cosa stiamo facendo, siamo tutti improvvisamente folli, impossessati da una forza coercitiva irresistibile che ci porta ad acquistare candele a nastro dal 4 dicembre al 26 dicembre? Dai, basta, prenditi ‘sti sali da bagno e tanti cari auguri. Vattene. Non voglio vederti mai più. Purtroppo tutto questo non lo diremo mai.

Livello cafonaggine: ipocrita.

Piace perché: proposito del 2019: basta regali inutili.

 

1) «Dimmi cosa ti serve»

I migliori. Dimmi cosa vuoi, per l’amore del cielo, e te lo vado a comprare. Utile, pratico. Sacrificando l’effetto sorpresa (punto di onore per chi la fa, la sorpresa, non per chi la riceve e dunque la rinuncia a tale successo per chi dona è già un atto di generosità e sincera amicizia) ci si assicura la certezza di aver fatto cosa gradita al donatario.

Livello cafonaggine: jingle bells.

Piace perché: sincerità, vera amicizia.

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