Il cafonometro del calendario
Anche i giorni sanno essere crudeli

La settimana scorre tra atroci sofferenze e gioie. Giorno dopo giorno, rincorriamo le incombenze quotidiane, il sonno arretrato, la palestra rimandata, la spesa, il sabato, la domenica. Sempre, naturalmente, tra grandi momenti di cafonaggine.

 

10) Il lunedì

Giorno cafone per eccellenza. Arriva troppo velocemente, si presenta all’improvviso non appena uno comincia a rilassarsi. Il giorno in cui inizia la dieta mai iniziata, un piccolo primo dell’anno che si ripete ogni sette giorni e che porta con sé quel carico di entusiasmo e buoni propositi che puntualmente finisce in una melma di fancazzismo e di conto alla rovescia per arrivare al venerdì.

Livello cafonaggine: com’è andato il weekend?

Piace perché: Non piace. Mai.

 

9) Il lunedì dopo le ferie

Il lunedì non si fa voler bene per ovvi motivi, ma il lunedì dopo le ferie è veramente di una crudeltà impressionante. La gente si aggira per gli uffici in cerca di conforto imbattendosi invece continuamente in incombenze fastidiose. È terribile il traffico davanti alla macchinetta del caffè, gli sguardi depressi di chi ricorda la vacanza da poco lasciata alle spalle e così gli occhi scivolano sul calendario settimanale da scrivania cercando il prossimo agognato ponte.

Livello cafonaggine: allora, com’è andata a Capri?

Piace perché: obiettivamente, come vuoi che sia andata a Capri.

 

8) Il martedì

Giorno di solito molto produttivo, praticamente una trappola, il centro del tunnel. Tocca lavorare molto e molto bene e anche farsela andare bene. Ma, del resto, la vita è quello che succede un martedì, quando hai anche il raffreddore e le scadenze in ufficio.

Livello cafonaggine: inutile.

Piace perché: almeno non è lunedì.

 

7) Il mercoledì

Un onestissimo giorno della settimana che si fa amare in quanto giro di boa, ma con le stesse promesse di produttività ed efficienza del martedì. Lieve aumento dell’umore, su WhatsApp qualche proposta per il weekend arriva. Ondate positive di speranza giungono fino ai nostri schermi luminosi.

Livello cafonaggine: dai che siamo a metà!

Piace perché: si dissocia totalmente dal lunedì.

 

6) Il giovedì

Grande promessa di weekend. Già dal primo mattino è possibile sentire un retrogusto di libertà, di fine, di riposo meritato. Un giorno di intenso lavoro, ma di entusiasmo. La cafonaggine si intravede dalla cravatta sempre più abbandonata su pomelli vari.

Livello cafonaggine: è quasi finita.

Piace perché: è quasi “quasi-weekend”.

 

5) Il venerdì

Molto cafone. Una giornata interlocutoria che attende solo il proprio finale. Al lavoro la gente si trascina fino all’orario dell’aperitivo, tanto che questo giorno è anche conosciuto come “venerdrink”.

Livello cafonaggine: è finita!!

Piace perché: lo faccio lunedì.

 

4) Il venerdì/lunedì festivo

Il vero diamante della settimana. Un regalo che il calendario gregoriano ogni tanto ci concede. Una vera manna per la lunga fila di lavoratori onesti che rincorrono ore di sonno.

Livello cafonaggine: weekend lungo.

Piace perché: si organizzerà una trasferta, dunque il riposo sarà minimo.

 

3) Il sabato

Una gioia. Giornata di speranze, di piani, di cene, di pranzi e un solo pensiero: chissenefrega, domani è domenica!

Livello cafonaggine: estrema.

Piace perché: il vero weekend.

 

2) Il festivo che cade di sabato

Imprecazioni. Parolacce. Sconforto.

Livello cafonaggine: crudeltà pura.

Piace perché: tanto pioverà.

 

1) La domenica

Bisogna decorarla, riempirla, altrimenti parte un sentimento leopardiano invalidante.

Livello cafonaggine: lunedì.

Piace perché: pennichella obbligatoria.

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