Il cafonometro del ponte pasquale
La guerra delle ferie tra colleghi

Il 2019 è un anno favorevole, i giorni festivi si posizionano con intelligenza sul calendario e permettono delle pause notevoli. Senza rinunciare alla cafonaggine, anzi.

 

10) La settimana precedente

Un solo grande supplizio, una interminabile attesa, una sofferenza, un countdown patetico.

Livello cafonaggine: dai che questa settimana lavoriamo solo un giorno.

Piace perché: siamo tutti stanchi.

 

9) La nostalgia dell’ufficio

È una strana morsa, incomprensibile: verso le 15.30 di un giorno di vacanza, inspiegabilmente, può prendere alla sprovvista quella strana voglia di quotidianità, quella nostalgia del rassicurante spazio di pochi metri quadri in cui passiamo seduti le giornate. La piantina sulla scrivania, come starà? I colleghi staranno innaffiando il bonsai? Non soffermarsi a riflettere.

Livello cafonaggine: vite al limite.

Piace perché: inconfessabile ma diffuso.

 

8) La lite per le ferie

Non può mancare. Davanti alle ferie, i colleghi diventano delle iene assetate di giorni di riposo e c’è sempre il genio rispettoso degli spazi altrui che «ha già prenotato» e ricatta moralmente il team. Offendere pesantemente è lecito.

Livello cafonaggine: fattore umano.

Piace perché: rancori che finalmente si palesano.

 

7) Le offerte dei treni

Vai a Palermo in due dalle 11 alle 12, paghi il 50% in meno a ti diamo le caramelle gommose dure.

Livello cafonaggine: più triste della sorpresa dell’uovo di Pasqua.

Piace perché: ogni tanto è utile.

 

6) I buoni propositi

Ogni occasione è buona per mentire a se stessi. Non riordinerai l’armadio, non sistemerai nulla. Il tempo libero farà la fine che merita: passerà nell’ozio.

Livello cafonaggine: «adesso che ho un po’ di tempo…».

Piace perché: è rassicurante pensarlo.

 

5) La sveglia

Ricordatevi di disattivarla, quella cafona aspetta il lunedì come se nulla fosse.

Livello cafonaggine: 6.47.

Piace perché: impossibile, è una sciagura.

 

4) La mail automatica

«Scusate ma sarò assente per le prossime mille settimane»: chiedersi che tipo di inquadramento CCNL benedica costoro.

Livello cafonaggine: NO REPLY.

Piace perché: le uniche mail che si leggono fino in fondo.

 

3) Chi rimane in ufficio

Un disgraziato che ha perso la gara delle ferie oppure una p.iva in cerca di successo: da comprendere, tanto si vendicherà a Ferragosto.

Livello cafonaggine: c’è sempre chi sta peggio.

Piace perché: sì, sta innaffiando il bonsai.

 

2) I social

Mentre tu stai grigliando le costine nell’unico giorno di riposo che ti è stato concesso, alcuni insospettabili si dividono tra residui di Coachella (influencer), isolotti non geolocalizzati (elegante) o mete culturali ostentate (comprensibile).

Livello cafonaggine: Instagram ha rovinato la vita.

Piace perché: il pettegolezzo è spontaneo.

 

1) Il rientro

Nocivo, crudele, ma necessario. Alle 11 del mattino il ponte sarà solo un ricordo lontano.

Livello cafonaggine: estremo.

Piace perché: settimana lavorativa di 4 giorni.

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