Il cafonometro delle figure di m….
Tipo quel “mi piace” per sbaglio

Siamo tutti impegnati a mostrarci disinvolti, sicuri, sciolti e perfetti. Non può essere sempre così: spesso arriva la figura di emme, la figuraccia, la sciagura, il capitombolo. E sono momenti sempre molto cafoni.

 

10) Il like che scappa

Il like dello spionaggio: la sciagura, il disastro. Ti sei fatto beccare a farti gli affari di qualche estraneo o (peggio) di qualcuno che conosci. Non c’è rimedio: la notifica arriva, ti conviene lasciare il like e lasciare il destinatario nel dubbio piuttosto che toglierlo e denunciare l’attività di stalking.

Livello cafonaggine: diffusissimo.

Piace perché: NUUUOOOO!

 

9) Lo screenshot

Vuoi inviarlo a qualcuno e invece lo mandi nella stessa conversazione. Non provare a inventare scuse, non dire niente, fingiti morto, modifica le impostazioni privacy e sparisci per un po’.

Livello cafonaggine: irreparabile.

Piace perché: seguono sviluppi interessanti.

 

8) L’insalata tra i denti

È bello uscire a pranzo. Sei lì splendida, al tavolo con i colleghi, hai i capelli in piega, sei sicura di te, prendi l’insalata per convincere te stessa e i commensali di tenere all’alimentazione sana. Passi il tempo a sorridere seducente, ti senti bella e ti senti pronta alla vita che ti aspetta. Poi vai in bagno e lei è lì: la foglia di scarola nell’incisivo. Far finta di niente.

Livello cafonaggine: frustrante.

Piace perché: impossibile trovare qualcosa di positivo, in realtà.

 

7) Il saluto

È bello salutare con convinzione vecchi amici dall’altra parte della strada e accorgersi con qualche secondo di ritardo che chi saluti, che intanto è passato dal perplesso allo spaventato, non è chi credevi. Fingere disinvoltura. Continuare a sorridere, comunque.

Livello cafonaggine: miopia.

Piace perché: possono nascere delle nuove amicizie.

 

6) Il refuso

«Cordiali slauti». «Caio». «In attesa di cortesi saluti porgo cordiale riscontro». Ovviamente, in copia c’è anche l’ad del re del mondo.

Livello cafonaggine: piangere in bagno.

Piace perché: l’ad risponderà comunque «k».

 

5) Il vivavoce

È bello dire con sincerità tutto quello che vogliamo, usando anche termini coloriti e folkloristici. Soprattutto se c’è un collega in vivavoce o, peggio, in video conferenza e tu stai facendo con convinzione il gesto dell’ombrello.

Livello cafonaggine: preparare la lettera di dimissioni.

Piace perché: sempre esilarante.

 

4) Presenti esclusi

È giusto esprimere con forza le proprie opinioni. È giusto, ad esempio, dirne peste e corna dei nati sotto il segno dello Scorpione, e poi chiedere: «Voi di che segno siete?».

Livello cafonaggine: stabilisca il candidato il segno zodiacale dei presenti.

Piace perché: è capitato a tutti.

 

3) La caduta

Un classico della comicità. Col tempo si acquisisce una certa agilità nel ridere, stimare i danni all’abbigliamento e al tessuto epiteliale, controllare in quanti hanno assistito al capitombolo in pochi secondi.

Livello cafonaggine: sempre divertente.

Piace perché: non si capisce perché, ma piace.

 

2) Avere torto

Sostenere pubblicamente una opinione, ancorché infondata, con forza, ed essere smentita da Wikipedia subito. Capita.

Livello cafonaggine: «Ah».

Piace perché: le piccole sconfitte fortificano.

 

1) Lo specchio

Controllarsi al volo il trucco, l’abbigliamento, la piega mentre si passeggia in superfici riflettenti: lo facciamo tutti. Controllare che dietro la lastra trasparente non ci siano degli osservatori in visibilio, invece, non lo fa nessuno.

Livello cafonaggine: la faccia che fai quando realizzi la presenza del pubblico.

Piace perché: salutare e sorridere, sempre.

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