Il cafonometro da matrimonio
Dieci tipi wedding da evitare

È agli sgoccioli la stagione dei matrimoni. Da maggio la nostra homepage di Facebook sembra il quaderno degli appunti di Enzo Miccio (lo amiamo). L’occasione mondana è ghiotta e l’umanità variegata. Alcuni di noi sono stati anche invitati e hanno sicuramente incontrato almeno uno di questi soggetti.

 

10) La frignona

Esemplare di sesso femminile, si colloca in una fascia di età fra i venti – grande abbastanza per comprendere l’importanza del vincolo – e i 100 anni – saggia abbastanza per comprendere l’importanza del vincolo. Costei inizierà a piangere dall’applicazione del mascara. Si scioglierà in lacrime alla prime note dell’Ave Maria e all’arrivo della sposa starà ormai singhiozzando rumorosamente. I vicini di sedia saranno in costante preoccupazione, il soggetto in questione iperventilerà tanto che nessuno dei presenti potrà essere sicuro che non stia invece soffrendo di shock anafilattico. Si sventolerà il viso con le mani, le verranno offerti dei fazzolettini, che inzupperà con le sue calde lacrime. Si soffierà il naso con prepotenza e il suo lamento disturberà la funzione. Che sia l’amante dello sposo, tutti lo penseranno, nessuno lo dirà. N.B. L’eventuale amante vera è la collega invitata che darà buca all’ultimo.
Livello cafonaggine: molto basso.
Piace perché: dopo la funzione torna a essere un’invitata gradevole.

 

9) Il simpaticissimo

Ogni matrimonio che si rispetti, porta con sé il catalogo di giochi spiritosi, battute a sfondo più o meno sessuale, sfide più o meno alcoliche. Ma uno tra gli amici buontemponi dello sposo ama strafare, solitamente è un amico di vecchissima data, poi perso di vista, che la sposa ha visto una sola volta. Si preparerà dall’alba con trombette e petardi, lancerà il riso con cattiveria, al rinfresco sarà quello che fa partire “viva gli sposi” e brindisi casuali durante il discorso del nonno della sposa e prenderà la parola per fare apprezzamenti sulla mamma dello sposo, che è come se la ricordava alle medie. I suoi scherzi fanno sorridere per la genuinità del tentativo. All’ennesima trombetta di coriandoli, fra i tavoli si chiederanno dove il soggetto nasconda le munizioni, articoli dei quali è gelosissimo.
Livello cafonaggine: molto basso.
Piace perché: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

 

8) L’architetto

Uomo, parente di grado lontano, tendenzialmente colto, non voleva essere lì. Costui incrocerà le braccia dietro la schiena, dal basso osserverà la chiesa e, rivolgendosi a un passante sconosciuto capitato nei paraggi per caso, che si sentirà obbligato a prestare attenzione, inizierà a parlare di storia dell’architettura dei luoghi sacri. Il soggetto scambierà il lampo di sbigottimento con luce di interesse negli occhi del passante e lui, per farlo contento, provvederà a illustrare le influenze artistiche delle statue, commenterà gli affreschi. Al ricevimento farà lo stesso. Si aggirerà per la tenuta, farà speculazioni sul valore dell’immobile e commenterà la crisi del mercato immobiliare.
Livello cafonaggine: medio basso.
Piace perché: utilissimo se cerchi il bagno.

 

7) La wedding planner

Assolutamente parente prossima o cara amica della sposa, con molto gusto, spesso anche testimone. Costei è la mente dietro molti dettagli della cerimonia, ha assistito in lacrime alla prova abito e adesso è il suo momento. La sua giornata inizia a casa dei genitori della sposa, dove vigilerà affinché fotografo, parrucchiere e make-up artist facciano diligentemente il proprio dovere. Poi arriverà in chiesa ma sarà in contatto con la macchina della sposa. Si impossesserà del microfono, farà vari annunci organizzativi di vario genere, correrà poi affannandosi inutilmente fra i tavoli, aggiornerà gli altri invitati sui successi passaggi della festa, scaletta a suo esclusivo appannaggio: “Voi non venite a prendere un sorbetto?” esclamerà improvvisamente alla spalle del commensale momentaneamente abbioccato.
Livello cafonaggine: medio
Piace perché: vuole fare del bene.

 

6) Buffon

Sorella della sposa, amica, cugina. Costei è fidanzata da molti anni, ma il suo fidanzato non si decide a farsi avanti. Convive, ma questa festa non si decide ad arrivare. Il momento del lancio del bouquet è davvero molto importante per lei. Si posiziona in prima fila, ma lateralmente – non vuole sembrare disperata e poi teme come i fantasmi il lancio di sguincio ed effettato della sposa. Deve acciuffare il mazzolin di fiori e picchiarlo sul nasino del fidanzato. La sposa lancerà infine il bouquet (dopo la prima prevedibile finta, che la farà trasecolare) lei si lancerà in uno scatto felino e con i gomiti, con le gambe, terrà lontane le altre ragazze (tutte pressoché immobili e serenamente sorridenti) ferendone alcune. Il bouquet infine atterrerà sulla cugina di secondo grado minorenne e single che, inerte, stava davvero pensando ad altro quando, oops, un mazzo di peonie le picchia la fronte. Buffon soffrirà dentro, ma dichiarerà di non dare importanza alla “formalità” del matrimonio.
Livello cafonaggine: medio-alto.
Piace perché: merita comprensione.

 

5) La zia menagramo

Ultracinquantenne, tendenzialmente divorziata. Possiamo ancora vedere la ragazza spensierata che era in lei, prima che il matrimonio naufragato le avesse indurito i pensieri. Costei non crede più nel matrimonio, non ricorda più com’era dolce dover progettare ancora tutto, e non vede come altri – nella specie, gli sposi – possano riporre speranze di felicità in un istituto tanto fallimentare. Punterà una vittima e le racconterà tutte le angherie che ha subito, le rinunce che ha fatto, i risvolti più crudeli della causa di separazione e – terribile – scommetterà sulla durata dell’idillio coniugale. A un certo punto, verrà prelevata dal padre dello sposo.
Livello cafonaggine: alto.
Piace perché: c’è anche bisogno di realismo.

 

4) L’ubriaco

Certamente amico dello sposo. Certamente animato da pessime (ma pessime davvero) intenzioni. È entrato in chiesa sostenuto già da un prematuro ma consistente aperitivo, che smaltirà leggermente prima di perdersi nell’open bar del buffet. Un osservatore attento, potrà individuare un tavolo, durante il rinfresco, presso il quale l’andirivieni dei camerieri per il cambio bottiglia, sarà molto frequente: saprà dunque che lì è posizionato l’ubriaco. All’interno di questa categoria abbiamo due sottogruppi a) il depresso, che parlerà incessantemente della ex, che alla fine della conversazione immagineremo con sembianze poco umane b) l’abbracciatutti, oltremodo affettuoso, ma notoriamente distaccato e cinico nella vita, predilige gli sconosciuti.
Livello cafonaggine: molto alto.
Piace perché: un classico.

 

3) Il recensore

Fascia adulta, parente di solito non troppo prossimo. Di mestiere, probabilmente, ha fatto l’invitato ai matrimoni, dal momento che sa confrontare ogni aspetto della cerimonia e del rinfresco con quello di suo cugino, sua cugina, una sua collega, un carissimo amico. Ovviamente, i loro matrimoni erano molto meglio riusciti. Il buffet era tre volte più grande, la scelta più ampia, il vestito più principesco (o più semplice, a seconda dei casi) la musica più travolgente e così via per tutto il tempo. In un momento di profonda e immotivata autostima, si sentirà legittimato a esprimere votazioni con i numeri. Verrà ignorato dalla maggior parte dei presenti.
Livello cafonaggine: alto.
Piace perché: a ogni prossimo matrimonio tesserà le lodi del precedente.

 

2) L’affamato

Costui si approccia alla giornata con l’aggressività del predatore. Non si sa da quanto tempo non venga nutrito, ma la sua voracità è notevole. Sarà l’appetito, sarà la generosità che ha caratterizzato il dono nuziale, che lo fa sentire legittimato a ottenere un indennizzo in cibo, fatto sta che costui spadroneggerà al buffet calpestando piedi e bambini, sgomiterà, non si farà scrupoli a usare le maniere forti per raggiungere il suo obiettivo e riempirà i piattini ottimizzandone l’area intera e sfruttando e sfidando le leggi della dinamica. Al tavolo, non si tirerà mai indietro, anzi, chiederà il bis.
Livello cafonaggine: altissimo.
Piace perché: la sfida man vs. food è uno spettacolo avvincente.

 

1) Il provolone

La star del matrimonio è lui. Complice la commedia americana e la presenza di donne sconosciute, costui interpreterà il matrimonio come un’occasione per soddisfare le sue esigenze affettive e/o sessuali. Attrezzato come in una battuta di caccia, costui avvicinerà tutte le donne non accompagnate presenti. Partirà dalla più avvenente, ritornerà su alcune ragazze più volte durante la giornata. Al momento di ballare, complici l’alcool e il buio, i più audaci della specie tenterà approcci fisici. Falliranno. I più sfortunati, verranno querelati.

Livello cafonaggine: disperato-cinematografico
Piace perché: Owen Wilson.

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