Il cafonometro pre vacanziero
E la valigia fatta sempre all’ultimo

La cafonaggine è la regola, ma in questi giorni di pre partenza l’insidia cafona è ovunque, dallo shopping all’ufficio. Una rassegna delle cafonate immancabili prima di partire per le vacanze.

 

10) La valigia

Estrema camurria. Cafonissima tortura. Ci pensate per giorni, ma alla fine la farete all’ultimo minuto, come sempre.

Livello cafonaggine: bagaglio a mano.

Piace perché: aria di ferie.

 

9) L’organizzazione

L’illusione del relax si perderà nel conteggio delle ore adibite alle ferie per la dettagliata scansione temporale della vacanza. Ogni attività troverà il proprio spazio tra le altre già dettagliatamente programmate. Il ritmo pronosticato non sarà sostenibile e, pertanto, già prima di partire si sprofonderà in uno stato di frustrazione immotivato e cafone.

Livello cafonaggine: riposarsi nel 2019.

Piace perché: adrenalina al punto giusto.

 

8) Il telefono aziendale

Super cafone il guinzaglio che la società ci ha avvolto alla cavezza, ovvero il cellulare aziendale (o, per i più aziendalisti, il «telefono privato con accesso all account aziendale»). Potrai così riscontrare una mail inutile per risolvere un adempimento assolutamente rimandabile da una caletta delle Egadi.

Livello cafonaggine: smart working, non solo gioie.

Piace perché: sadomasochismo.

 

7) Il costume dell’anno scorso

Ma che gusti avevamo??

Livello cafonaggine: le persone cambiano.

Piace perché: il girovita pure.

 

6) L’estetista

Per le donne soprattutto, ma non solo. La settimana prima di partire c’è la corsa al restauro. Smalto perfetto, pelle perfettamente depilata, levigata, anche già un po’ abbronzata, pronta a essere esposta sul bagnasciuga in perfetta manutenzione. Il ritocco occasionale pre-partenza è senz’altro provinciale e cafone, ma l’aggiustatina con pinzetta vista mare è il capolavoro della cafonaggine della cafonate da spiaggia (vedi cafonometro da spiaggia).

Livello cafonaggine: influencer da bagnasciuga.

Piace perché: tutti vogliamo esser belli.

 

5) Gli acquisti senza senso

La settimana prima della partenza l’essere umano, per istinto di sopravvivenza, sviluppa esigenze estemporanee, assolutamente casuali, di oggetti oggettivamente superflui che appagano però il desiderio di controllo sull’imprevisto in vacanza. Ciò si concretizza con l’acquisto di sandali fabbricati con materiali inusuali (nessuna via di mezzo: edibili oppure puro carburante), aggeggi per rendere più performanti attrezzature già in possesso e altre amenità varie.

Livello cafonaggine: «Ho assolutamente bisogno del terzo paio di scarpette da scogli».

Piace perché: alla fine si romperà la mascherina e la comprerai in edicola.

 

4) L’abbigliamento della settimana precedente

Abbinamenti che non hanno passato la selezione per la vacanza, capi estremamente professionali, di alto tenue de ville, oppure capi da anni dimenticati, usurati dal tempo e dal costante utilizzo. Si andrà al lavoro vestiti come l’ad quando incontrò gli investitori coreani o come quando il sabato sistemi le piante.

Livello cafonaggine: ciò dimostra che non abbiamo veramente niente da mettere.

Piace perché: inevitabile, ogni anno.

 

3) La risposta automatica della posta elettronica

Che sia standard, personalizzata, impostata per un mese o per due giorni: quanto è cafone l’out of office.

Livello cafonaggine: lo pensano tutti, nessuno lo dice.

Piace perché: inserirla è il momento più bello dell’anno.

 

2) La mail delle 18.30

Scappate!

Livello cafonaggine: leggerete la mail.

Piace perché: è la prova della veridicità della legge di Murphy, esatta e puntuale.

 

1) Pensare al rientro

Un po’ sciagura, un po’ un sollievo.

Livello cafonaggine: l’incanto finirà alla prima mail.

Piace perché: aria di casa.

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