Il cafonometro da spiaggia
Dieci tipi di vacanzieri da evitare

È agosto. Abbiamo abbandonato le città per raggiungere le spiagge, tutti noi abbiamo diritto alla nostra pausa di divertimento, costi quel che costi. Nell’affannoso tentativo di rilassarsi, però, qualcuno dimentica delle semplici regole. Di seguito un breve (e ironico, è estate anche a Bergamopost!) decalogo dei tipi da spiaggia più diffusi e fastidiosi.

 

1) Il sub

È estate. Spiaggia affollata, turistica all’estremo, il mare l’ha modellata fra le rocce per millenni apposta per le famiglie, sabbia comoda, balneazione al limite della piscina baby, altezza massima del fondale per 200 mt dalla costa: 1 metro. Lui, però, il padre di famiglia iperattivo sognava la vacanza estrema e il fondale caraibico. Il fatto che non ci sia nulla da vedere non lo ferma. Percorre la passerella equipaggiato di tutto punto. Pinne, muta, occhialini appoggiati sulla fronte, boccaglio in mano. Guadagna la costa, invasa da bambini che lavorano ai loro monumenti di sabbia (il sub ne ha demoliti una decina camminando) e finalmente, addenta il boccaglio e si immerge. Vede due tracine, tre conchiglie, cinque pescetti. Torna alla base, si spoglia e gocciolante esclama «Raga, bellissimo!».
Livello cafonaggine: molto basso.
Piace perché: persevera.

 

2) Lo scalzo

Raramente italiano, spesso biondo, sempre arrossato e molto sorridente. A causa di un pregiudizio culturale, per lui il concetto di “località di mare” esclude il concetto di asfalto o, in generale, di pavimentazione. Che sia in spiaggia, al bar in centro paese, sul marciapiede, costui NON indosserà per principio, con una convinzione che rasenta la buona fede, alcun tipo di calzatura. Le espadrillas fanno capolino dalla tasca a rete al lato dello zaino (sempre di importanti dimensioni) ma non le vedremo che lì.
Livello cafonaggine: basso.
Piace perché: è folkloristico ed è meglio della versione cugina sandalo+calzino.

 

3) La pennichella

Pretendere relax al mare è sacrosanto. Ma c’è chi esagera. Il soggetto sarà munito di cuscinetto gonfiabile e si coprirà, nella giornate un po’ ventose, con un pareo. Determinato ad addormentarsi intimerà il silenzio ai vicini, e pian piano, raggiungerà una piacevole dimensione onirica estiva, nella giornate migliori, anche ventilata. Lentamente il suo viso assumerà delle espressioni che sarebbe meglio tenere private, le labbra si schiuderanno, inizierà a russare ad altissimo volume, si girerà su tutti i lati (il lettino è comunque piccolo e scomodo).
Livello cafonaggine: medio/basso.
Piace perché: è un classico che diverte sempre.

 

4) Il manager

Per alcuni le ferie non sono occasione di riposo, ma condanna all’inattività. Il professionista arriverà in spiaggia con costume a bermuda, mocassino e camicia di lino (di cotone col taschino da quadro in su). Sorriderà pochi minuti. Poi prenderà in mano l’ipad. Sbufferà. Poco dopo, indosserà l’auricolare bluetooth, inizierà a parlare (con qualcuno, ma lo speriamo, non è che lo sappiamo) quell’idioma misto inglese, improvvisamente cambierà accento. Poi tirerà fuori dallo zaino la segretaria in persona, da ultimo si rassegnerà, raccoglierà i suoi effetti e occuperà un tavolo del bar, tra quello del torneo di burraco e il giardino mini club, accenderà il portatile e lavorerà fino all’orario dell’aperitivo. Sul volto un’espressione da cane bastonato, che non nasconde del tutto un piccolo accenno di soddisfazione, al limite col sollievo.
Livello cafonaggine: basso.
Piace perché: c’è qualcuno messo peggio di te.

 

5) I racchettoni

Coppia sportiva e affiatata o amici appassionati di racchette, non è estate al mare senza la partita di racchettoni. Inizialmente i due si posizionano a una distanza di circa tre/quattro metri, poi, inizieranno lentamente ad allargarsi. I passaggi consecutivi durano al massimo cinque colpi, prima che uno dei due si tuffi di faccia nella sabbia. Emettono i suoni di Nadal quando gioca su prato. Il bagnino distoglierà lo sguardo dai bagnanti e inizierà ad arbitrare. Alla fine la battigia si sarà svuotata, ma gli spettatori saranno catturati dallo svolgimento della partita. Nei casi più fortunati uno dei due o addirittura entrambi, sarà reclutato dal talent scout, titolare dell’elettrauto nonché sponsor della squadra, a partecipare al torneo di racchettoni serale, finale a ferragosto.
Livello cafonaggine: medio.
Piace perché: intrattengono.

 

6) Il social

Piaga degli ultimi anni. Mangia il gelato: post. Nuotata: post. Aperitivo: post. Pennichella: post. Anguria: post. Attività preferita, il selfie disinvolto, mentre adempie ai più elementari passaggi operativi della conduzione dell’esistenza in vacanza. Essere coinvolti nelle sue attività è terribile. Sarà disponibile al confronto per i pochi secondi del click, poi passerà il tempo in silenzio a filtrare lo scatto.
Livello cafonaggine: medio alto.
Piace perché: ti insegna a guardare la fotocamera nel punto giusto del telefono.

 

7) L’estetista

Bella donna. Abbigliata in ineccepibile e bianchissima moda mare Positano, con opportuni inserti azzurri o corallo. Questa febbre dell’inappuntabilità ha un risvolto necessario: il ritocco costante. Così questa creatura esteticamente appagante si abbandonerà inaspettatamente a gesti discutibili, causando sbigottimento nei passanti. Pinzetta alla mano provvederà a estirpare ogni paletto superfluo da sopracciglia, inguine, braccia, gambe e angoli di pelle generalmente non visibili. Il meglio di sé lo darà accanendosi sui comedoni del partner.
Livello cafonaggine: alto.
Piace perché: ha sicuramente il doposole da prestarti.

 

8) Il guardone

Uomo, occhiale da sole a specchio strategico. Ovunque si trovi, provvede a scannerizzazione, soppesare, giudicare ogni bagnante di sesso femminile che abbia raggiunto l’età della ragione. Nessun cuscinetto di cellulite passerà indenne al suo radar, ma tranquille, il guardone ha gusti caserecci. Lo sguardo aggancia l’oggetto di interesse da lontano e lentamente, ma gradualmente, il collo ruoterà seguendo il percorso della bagnante in questione. Costei, per sapere se la corsa e lo yoga invernali hanno sortito gli effetti sperati, dovrà semplicemente girarsi a guardarlo: gli impercettibili movimenti del suo viso, fortemente valutativi, saranno illuminanti.
Livello cafonaggine: molto alto.
Piace perché: è un classico del made in Italy.

 

9) Il palestrato, la palestrata

Per loro, agosto è come la discussione della tesi. Se hai lavorato bene, è qui che si vede. Si sono nutriti di vegetazione, di bacche, di semenze per undici mesi. Si sono svegliati alle cinque del mattino per correre, nuotare, hanno svolto attività mortificanti domenicali, affinché spuntasse quel quadretto di addominale. E allora, che si veda, per l’amor del cielo. Primo step: ungere le carni, secondo step: esibirle. Costoro sfileranno abbronzati lungo la riva tutto il giorno. L’uscita dall’acqua durerà interminabili minuti. Molto spesso anche Social (vedi punto 6).
Livello cafonaggine: altissimo.
Piace perché: qualcuno si è iscritto in palestra a settembre dopo averli visti.

 

10) La mutanda

È lei. La regina della cafonaggine sulle spiagge italiane. Signore e signori, la mutanda. Lo slip aderente. Il maschio italiano indossa questo capo di abbigliamento molto discutibile senza vergogna alcuna. Saranno visibili optional, emozioni e opinioni del soggetto in questione in ogni momento. Nessun segreto occultato, nessuna bugia. Il peggiore la sceglierà bianca, l’incauto verde lime. Che sia per autostima, che sia per vanità, la mutanda è una scelta che tradisce una virilità in bilico tra la strafottenza e l’esibizionismo. Piaga indebellabile, al limite col classico intramontabile.
Livello cafonaggine: estremo.
Piace perché: Sincera e crudele.

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