Il caso delle nozze di Pamela Prati
con un misterioso uomo… invisibile

Era il 7 novembre 1628 quando Don Abbondio, camminando per una stradicciola, incontrò i Bravi. E tutti quanti noi conosciamo la frase che uno dei due sussurrò all’orecchio del povero Don Abbondio con tono perentorio: «Or bene, questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai». E da lì all’Addio Monti il passo fu breve. E sempre di Promessi Sposi si tratta in queste righe, ma siamo all’11 maggio 2019 e ancora possiamo dire: «Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai». Ma i protagonisti questa volta sono la bella Pamela Prati e “l’innominato e forse virtuale” Mark Caltagirone. E più che un «addio monti», questa volta si tratta di un “addio studi televisivi e copertine patinate”. Sì, perché la Pamelona ha fatto arrabbiare proprio tutti, da Barbara d’Urso a Silvia Toffanin.

 

 

Ma torniamo ai fatti: la data del matrimonio era fissata da tempo per l’8 maggio e Pamela Prati da parecchio parlava dell’amore nei confronti di Mark Caltagirone, un imprenditore di 54 anni conosciuto (?) in tutto il mondo in ambito edile. E tutti i fan della Prati erano ben lieti di scorgere dietro le sue parole, osservando i suoi occhi, quella strana luce che appartiene soltanto alle persone innamorate. Sì, perché tutto si può dire, ma Pamela parlava di quell’uomo e del loro rapporto con amore vero e autentica passione. L’esclusiva per le immagini del matrimonio era stata concessa alla trasmissione Verissimo, condotta da Silvia Toffanin. Ma sabato 11 maggio è andata in onda la “tragedia”: alle semplici ma insidiose domande della Toffanin che chiedeva se il matrimonio fosse vero, chi fosse realmente Mark Caltagirone e se ci fossero dei testimoni, Pamela Prati ha perso le staffe. Inizialmente ha cercato di difendersi dalle accuse che il matrimonio fosse soltanto un’abile costruzione studiata ad hoc dalle sue agenti per riportare un po’ in luce il suo personaggio, poi ha dichiarato che «era tutto confermato. Non riesco nemmeno a parlare. Io ho 60 anni, non vado in televisione a dire bugie. Truffa di cosa?». Infine si è alzata e ha abbandonato lo studio.

 

 

Analizzando i fatti, sembra proprio che qualcosa non torni: il fantomatico Mark Caltagirone non è mai comparso in televisione, nemmeno per prendere le difese della sua donna, visibilmente dimagrita. Molti dubbi anche sulla location che, all’ultimo momento, è stata disdetta (quella umbra) e cambiata (a Prato). Nulla si sa sulle partecipazioni né sugli invitati. Sui testimoni, invece, si era fatto il nome di Simone Ventura, che, però, per quella data non era disponibile (chissà se per la prossima sarà libera). Molto scettica anche la bella Rosa Perrotta, ex tronista di Uomini&Donne, che sostiene di non aver mai sentito Pamela parlare al telefono con Caltagirone durante le vacanze fatte insieme in Libia e durate una settimana. Spunta poi, durante una puntata della trasmissione Live – Non è la D’Urso un finto avvocato che prende le difese di Pamela e Mark. Ma da una analisi comparativa sulle registrazioni delle voci risulta che l’avvocato altro non sia che l’agente della Prati, Pamela Perricciolo. E ancora: Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi e amico di Pamela Prati, durante una puntata del Maurizio Costanzo Show ha dichiarato di aver messo in guardia Pamela, ma che oggi non sa se la stessa «sia vittima o carnefice». L’unica che ancora difende Pamelona sembra essere Valeria Marini: «Pamela è incapace di ordire trame, è vittima di qualcuno». Chissà… Intanto il boom di ascolti che ha fatto Barbara D’Urso con il caso Pamela Prati-Mark Caltagirone resta lo share più alto del palinsesto televisivo, battendo anche la sfida Champions che è andata in onda lo stesso giorno.

Così concludono i Promessi Sposi del Manzoni e così concludiamo noi nell’epoca dell’egemonia del marketing mediatico: «Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c’è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta».

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