Il cinema è più bello al cinema
E Uci a Oriocenter fa il boom

«Non veniva più nessuno. La crisi, la televisione, le cassette… Oramai il cinematografo è solo un sogno». Così diceva a malincuore Spaccafico, proprietario di una sala cinematografica ormai decaduta, nello storico film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, che gli valse il premio Oscar. In effetti, il timore di un tramonto della magia della sala cinematografica è presente da molti anni. Alla televisione e ai dvd oggi si aggiungono il pullulare di canali e lo streaming. Può ancora farcela il vecchio cinematografo? È una sfida che si combatte su diversi piani, ma soprattutto a colpi di tecnologia. E di atmosfera.

Uci, il successo. Lo sanno bene i gestori delle sale cinematografiche, lo sanno bene in particolare quelli dell’Uci che nel 1999 aprirono a Curno la prima multisala Uci d’Italia. La catena si è sviluppata in modo importante in tutte le regioni, per poi tornare in terra bergamasca portando l’apice dell’innovazione. Il più grande e dettagliato schermo d’Europa: l’Uci Cinema di Oriocenter. Quando il centro commerciale “grande e unico” ha deciso di espandersi e di aggiungere il cinema tra le altre possibilità di intrattenimento, non poteva che rivolgersi a Uci, il miglior offerente per quanto riguarda il cinema per famiglie. «L’Uci di Oriocenter – dice Roberta Zonca, assistente dell’amministratore delegato di Uci Italia, Andrea Stratta – si distingue dagli altri della nostra catena per gli spazi e per l’architettura, che prevede un design moderno e più vicino al gusto estetico dei giovani. Abbiamo eliminato, per esempio, gli elementi cartacei come veicolo di informazione, per puntare tutto sulla virtualità, uno strumento ordinato, più veloce e più efficace».

 

 

L’avveniristica sala Imax. Il fiore all’occhiello della struttura, però, è l’innovazione tecnologica, che si concretizza in special modo nella sala Imax. «La sala Imax – spiega Roberta Zonca – è dotata di 420 poltrone ed è quindi decisamente più grande delle altre. Il vero impatto visivo, però, è dato dall’immensità di uno schermo di 490 metri quadrati, che lo rende il più grande Imax d’Europa. Tutto questo, insieme alla tecnologia del doppio proiettore 4k con sistema laser che rende l’immagine molto nitida e il sistema audio potentissimo, con i bassi molto accentuati e canali sonori sia posti sia lateralmente che sul soffitto, dà una sensazione di totale immersione nel film». Totale immersione nell’esperienza proposta dal film. Immagine, definizione, suono. La sala Imax può ben valere il prezzo più alto del biglietto. Tutte le poltrone della sala Imax sono “sliding ”, ovvero scorrevoli, in grado di allungarsi leggermente per rendere la visione ancora più piacevole. Non tutti i film possono essere proiettati in questa sala, perché quelli idonei sono stati realizzati con telecamere particolari, propriamente in formato Imax. Ma, come dice Zonca, «stiamo cercando di portare in sala Imax anche altri film. Ovviamente la differenza si noterà, ma potranno comunque essere fruiti con il plus tecnologico proprio di questo ambiente».

Il food super cool. Per quanto riguarda la programmazione generale dell’Uci di Orio, invece, i film sono rivolti soprattutto a un target familiare, «perché pensiamo al tipo di persone che frequentano il centro. Ovviamente, però, cerchiamo di inserire altri film che prevedono spettatori diversi, come anche documentari e opere liriche». Infine, non si può non menzionare la sezione food. «Oltre alla parte trainante dei pop corn – continua Zonca – abbiamo tre grandi novità. Una è il gigantesco pick and mix, letteralmente prendi e mischia, che consiste in un’intera parete ricoperta di caramelle che si possono scegliere e mettere in un sacchetto da portare in sala». La caramelleria è grande e colorata, gli scomparti arrivano fino ad alcuni metri dal suolo: come arrivarci? Spiega Roberta: «Sono tutte caramelle vere, ma quelle che stanno in alto semplicemente non sono in vendita, finché non vanno a sostituire quelle delle file in basso, che si esauriscono».

 

 

La seconda novità è il distributore di frozen yogurt, che si può farcire in vari modi, con praline e smarties, cioccolato e fragola. In ultimo, ma decisamente non meno importante, è il bar vero e proprio, di nome Backtstage, nel quale, oltre al caffè, si può consumare un aperitivo, in attesa della proiezione. Roberta illustra la novità del bar: il bubble tea. «È una bevanda a base di tè di origine coreana, alla quale vengono aggiunte delle palline di mais di vari gusti. Il risultato è un liquido coloratissimo e molto gustoso, che i giovanissimi adorano. Anche perché, diciamolo, è molto fotogenico».

I numeri. Non saranno sicuramente soltanto il bubble tea o le caramelle ad aver attirato 350mila persone soltanto da maggio a dicembre 2017. Il picco di presenze si è avuto il giorno più felice e familiare dell’anno, Santo Stefano, con circa ottomila spettatori. Per il 2018 la speranza è di raggiungere quota 800mila persone.

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