Cocktail stories, il Daiquiri
Rinfrescante e… leggendario

La storia inizia in un piccolo locale che oggi conta quasi due secoli di storia, nel pieno centro de L’Avana a Cuba. Aperto nel 1817 con il nome La Piña de Plata, è passato in seguito nelle mani di Costantino Ribalaigua che lo ribattezzò, facendolo diventare El Floridita. Il mitico El Floridita. Conosciuto universalmente come la culla del Daiquiri, è stato il primo a servire questo cocktail rinfrescante nelle torride giornate caraibiche. Oggi i turisti fanno la fila per assaggiare il famoso drink e sedere al bancone al quale si appoggiavano i grandi personaggi che lo hanno frequentato. Uno su tutti? Hemingway, che amava ripetere: «My Mojito in La Bodeguita, my Daiquiri in El Floridita».

Per il resto, non c’è nulla di certo nella storia di questo cocktail, solo che è nato a Cuba in un qualche momento tra i due secoli passati e che il nome deriva da un luogo dell’isola, anche se non si sa bene se si tratti di una spiaggia o di una miniera di ferro. Solo una cosa si può affermare con certezza, non se ne può parlare senza citare – appunto – il suo più grande ambasciatore, Ernest Hemingway che – si racconta – passava i pomeriggi a sorseggiarlo.

 

Daiquiri

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La base del nostro è il rum bianco, secco. Probabilmente, all’origine, non si trattava del prodotto migliore preparato sull’isola, così, un po’ per diluire la forza pungente dell’alcol e un po’ per arrotondare gli spigoli del distillato, si aggiunsero alcuni ingredienti per renderlo più amabile. Date le latitudini caraibiche è venuto quasi naturale ricorrere al succo di canna da zucchero (che è anche la materia prima da cui si ottiene il rum) e a dell’abbondante succo di lime. Il risultato rinfrescante, nella sua semplicità, ne ha determinato il successo. Eterno.

 

Hemingway Daiquiri

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Il leggendario scrittore americano, grande bevitore e grande appassionato del buon bere, è riuscito a legare il suo nome a una delle tante varianti di questo cocktail. L’Hemingway Daiquiri, nato originariamente con il nome di Papa Dobles, era uno delle versioni preferite del nostro. Questa interpretazione del classico lo rende un po’ più raffinato, più complesso e meno dolce. Rimane ovviamente il rum bianco e il lime, si riduce però lo zucchero per lasciare spazio al succo di pompelmo fresco e ad un tocco di Maraschino.

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