Colori sgargianti e filosofia naturale
È il regno di Lush a Oriocenter

Profumo intenso, colori sgargianti, cosmetici sui generis dalla forma strana e divertente. Queste sono le prime impressioni suscitate dallo stand Lush, situato al piano terra della parte vecchia della galleria di Oriocenter. Ma Lush è molto più di questo.

Prodotti bio e naturali. La catena è nata nel 1995 in Inghilterra grazie all’idea innovativa di Mark Constantine di creare cosmetici fatti a mano di cui conoscesse il contenuto. Ad oggi Lush ha novecento negozi in tutto il mondo, compresa l’America e, da poco, il Giappone. «In Cina non è ancora stato possibile aprirne uno – spiega Gaia Stroppa, commessa del negozio di Oriocenter – perché lì testano sugli animali». Gaia indica una grande lavagna all’ingresso, che declama il loro codice etico e la loro filosofia. Ci guida poi, punto per punto, attraverso il testo. «La qualità degli ingredienti – spiega Gaia – è fondamentale per Lush. I prodotti sono composti da frutta e verdura fresche e biologiche e oli essenziali naturali. Talvolta vengono usati ingredienti sintetici, ma in quantità limitate. Per esempio servono da collante per le creme, oppure da conservanti, anche se stiamo cercando di sostituirli con quelli naturali».

 

 

Equo-solidale. Gaia, però, si sofferma principalmente sull’impegno etico di Lush. Gli ingredienti, infatti, provengono da fonti sostenibili e un team apposito sceglie produttori che non solo forniscano prodotti biologici, ma che necessitino di sostegno per la loro attività. «I prodotti Lush – continua Gaia – sono equo-solidali perché, per esempio, con l’olio di oliva sosteniamo una comunità di donne di Israele, mentre parte del burro di cacao viene acquistato da una comunità colombiana che si è estraniata dalla guerra». Dopodiché, indica il Fun, un prodotto gommoso, tipo pongo, che serve per lavarsi, ma anche a divertirsi. È, ovviamente, colorato e profumato e si può modellare prima di usarlo come gel doccia, shampoo, sapone o bagnoschiuma. Gaia spiega che una parte del suo ricavato è destinata a Fukushima, la località giapponese colpita dal disastro nucleare. Un’altra crema si chiama Charity Pot, il cui ricavato è totalmente devoluto ad associazioni di beneficenza. «Ogni tanto – dice Gaia – Lush organizza i charity party e i soldi raccolti sono donati alle associazioni del territorio».

Plastica addio. Un punto importante scritto sulla lavagna riguarda l’utilizzo della plastica. Come racconta Gaia «stiamo cercando di ridurla al al minimo, visto che alcuni prodotti, come gli oli da massaggio e quelli da barba non hanno una confezione. Abbiamo anche la promozione per cui, riportando cinque barattoli vuoti e puliti, diamo in omaggio una maschera». Anche il prodotto più famoso di Lush, le bombe da bagno, è sfuso e inonda il negozio con un mix di profumi e colori diversi. Per vedere il loro strabiliante effetto a contatto con l’acqua, le commesse vi mostreranno la magia direttamente in negozio.

Fatto a mano e vegan. Un’altra importante causa per Lush è la salvaguardia degli animali sui quali è vietato qualunque tipo di test. «L’80 percento dei prodotti – dice Gaia – è vegan, il 20 percento vegetariano, semplicemente perché in alcuni c’è il miele oppure le uova». Infine, i prodotti sono fatti a mano ogni giorno, tanto che sulle confezioni è stampata, oltre alla data della creazione, una fotografia con il nome del dipendente di Lush creatore di quel prodotto. Gaia spiega che la durata media dei prodotti è di circa un anno, ma già dopo cinque mesi dall’arrivo in negozio vengono tolti dalla vendita, per garantirne la massima freschezza.

Nomi fantasiosi. Oltre al “credo” scritto sulla lavagna e alla irrefrenabile tentazione di annusare (e anche, diciamolo, azzannare) tutto ciò che è esposto, si rimane colpiti dai nomi bizzarri dei prodotti: Non ti scordar di me, Maisenza, Brufolo Bill sono alcuni esempi di detergenti viso, Scioglimi è il nome di un olio da massaggio, A testa alta e Crine tempestose i prodotti per i capelli e Flutti di bosco è il nome di una delle famose bombe da bagno di colore rosso. Se non potevano mancare gli ormai famosi scrub e balsami per le labbra (Baciami, Labbracadabra, Labbrividisco sono alcuni), Lush vende anche prodotti innovativi come le pastiglie lavadenti da portare ovunque, masticare per pochi secondi e risciacquare. Ma, ovviamente, c’è tanto altro e l’unico modo per conoscere a fondo questo mondo, è andarci.

«Crediamo nella possibilità di tutte le persone di muoversi liberamente, ovunque nel mondo» è l’ultima frase scritta sulla lavagna. Se tra le righe si percepisce un velo di amara ironia per la questione Brexit, Lush non scade nella polemica aperta, ma tiene fede al punto di forza dell’azienda: la speranza e la proattività per un mondo migliore.

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