I consigli di lettura di Libri di Sport
La grande rivolta di Maradona

È nato un nuovo progetto editoriale. Giovane, fresco, moderno. Si chiama Libri di Sport e ha un obiettivo: raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cui Libri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Tutto questo viene inoltre arricchito da una scelta grafica accattivante che dà al progetto un’impronta ben definita e che ambisce ad abbinare l’estetica alla letteratura, passando per il contenuto. Per tutti questi motivi, BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori, settimanalmente, alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“Maradona è amico mio”  – Marco Ciriello
di Andrea Rossetti

A volte dev’essere veramente difficile riuscire a raccontare qualcosa che si è visto. Gli occhi vanno a una velocità diversa rispetto alla testa. E figurarsi il cuore, la pancia, le viscere. Quelle hanno una grammatica che la lingua non conosce, non può conoscere. Probabilmente è per questo che, a volte, le narrazioni più emozionali finiscono per risultare banali, scontate, finanche melense. Ma quando ci si riesce, quando si becca la congiunzione astrale giusta o, semplicemente, il filo dei pensieri correttamente abbinato alla mano, allora può uscire un libro come “Maradona è amico mio”, del giornalista e scrittore Marco Ciriello (edito da 66th and 2nd nella collana “Vite inattese”, pp. 183).

Non è un libro su Maradona. L’errore è pensare che sia un libro su Maradona. No, non lo è. È piuttosto un’autobiografia, quella dell’autore appunto, che come lancette dell’orologio della propria vita ha scelto Maradona, l’ultimo (forse l’unico?) re di Napoli, il bambino geniale, l’uomo dei chiaroscuri. Ciriello racconta la sua vita in brevi Polaroid di parole dove il Pibe de Oro permette di trovare sempre l’illuminazione giusta. E infatti non è un libro semplice. È “confusionario”, un po’ come Napoli, ma è anche spiazzante, come le giocate di Maradona in campo. Il racconto non segue una direzione precisa, sono quaranta capitoli contraddistinti solo da una città e un anno, ma piazzati a caso, in modo sparso, senza seguire la linea del tempo. Dall’infanzia si passa all’università, da Villa Fiorito a Dubai, poi a Buenos Aires, Napoli, Messico, Napoli, Sudafrica, Napoli. E la lettura corre dietro a questo tourbillon di luoghi, date e ricordi senza mai perdersi. Merito dell’emozionalità narrativa di Ciriello, che lascia da parte l’informazione per andare al nocciolo della questione. Il cuore, la pancia, le viscere.

L’importanza delle ombre. Più che raccontare Maradona, si racconta cos’è stato (e cos’è ancora, per tanti) Maradona. L’uomo della provvidenza, l’incanto. L’estasi sublime, l’epifania di una vita. E tutto questo senza dimenticarne le ombre. Le ombre sono un elemento fondamentale di “Maradona è amico mio”, perché seguendole si può trovare quella linearità che invece manca nel racconto. Ciriello, ad esempio, è “l’ombra sociale” esatta di Maradona: nato in una famiglia borghese con fantastica terrazza su Napoli si trova a impazzire per un guaglione che arriva dalla periferia che più periferia non si può dell’Argentina. E poi ci sono le ombre di Maradona, che solo quando parla e quando ha un pallone tra i piedi pare trovare una sorta di purezza prima, che poi si perde invece nelle pieghe infami della sua vita fatta di eccessi di ogni tipo. Ciriello non sconta nulla al suo idolo: è tranciante nel descrivere gli atteggiamenti di Maradona, il rapporto del campione con Claudia (moglie storica), il Maradona allenatore. Eppure non può non amarlo, non esserne…

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