I consigli di lettura di Libri di Sport
Manu Ginobili, più di un giocatore

È nato un nuovo progetto editoriale. Giovane, fresco, moderno. Si chiama Libri di Sport e ha un obiettivo: raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cuiLibri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Tutto questo viene inoltre arricchito da una scelta grafica accattivante che dà al progetto un’impronta ben definita e che ambisce ad abbinare l’estetica alla letteratura, passando per il contenuto. Per tutti questi motivi, BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori, settimanalmente, alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“Manu Ginobili” – Edoardo Caianiello
di Alberto Coghi

Per molti ragazzi cresciuti ad inizio anni 2000 Emmanuel David Ginobili, per tutto il mondo cestistico Manu, è stato il secondo sportivo più famoso della storia di un paese con più di 40 milioni di abitanti come l’Argentina. Se però consideriamo che in termini di mediaticità e di talento (e tenete conto che stiamo parlando di un giocatore che di genio ne aveva parecchio), Ginobili non può nemmeno aspirare ad avvicinarsi a mostri sacri del calibro di Maradona e Messi capiamo di trovarci di fronte a qualcosa di pazzesco. La storia che Caianiello ci racconta è quella d’El Narigon (Il Nasuto) di Bahia Blanca: l’uomo che ha portato il basket in Argentina e uno dei più grandi esempi di uomo-squadra che si possano ricordare.

Argentina e Italia. Bahia Blanca, l’Andino La Roja e l’Estudiantes sono l’introduzione al mondo della pallacanestro per il Gino: prima 1300 km lontano da casa per incantare (anche se nel corso della partita più importante fece un flop che ancora oggi si ricorda) e poi il ritorno a Bahia Blanca per incontrare Marianela. L’esperienza italiana di Manu viene trattata da Caianiello in modo straordinariamente formativo: Reggio Calabria con Montecchia sono gli anni dei primi assaggi di un basket più fisico e intelligente, mentre con la Kinder di Messina si arriva sul tetto d’Europa. Il secondo anno a Bologna, che poi è l’ultimo di Ginobili tra i “mortali”, rasenta la perfezione con due istantanee: la stoppata su Myers in finale scudetto e gara 4 di Eurolega (quella dove Flavio Tranquillo coniò “l’anguilla di Bahia Blanca”).

I trionfi in Nba con gli Spurs. Descrivere Manu Ginobili e la sua avventura agli Spurs è tutto fuorchè complicato, anzi è come una barzelletta: ci sono un francese, un argentino, un caraibico e…

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