I consigli di lettura di Libri di Sport
Quando un rigore cambia la storia

È nato un nuovo progetto editoriale. Giovane, fresco, moderno. Si chiama Libri di Sport e ha un obiettivo: raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cuiLibri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Tutto questo viene inoltre arricchito da una scelta grafica accattivante che dà al progetto un’impronta ben definita e che ambisce ad abbinare l’estetica alla letteratura, passando per il contenuto. Per tutti questi motivi, BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori, settimanalmente, alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“L’ultimo rigore di Faruk” – Gigi Riva
di Carlo Necchi

Negli ultimi anni, giornalisti sportivi e tifosi hanno più volte fantasticato chiedendosi: al giorno d’oggi, quanto sarebbe competitiva l’ipotetica nazionale di calcio jugoslava? Non che la risposta sia molto complessa: la compagine balcanica potrebbe contare su giocatori come Samir Handanovic, Aleksandar Kolarov, Miralem Pjanic, Luka Modric, Ivan Rakitic, Sergej Milinkovic-Savic, Mario Mandzukic, Edin Dzeko; nessuna teoria è garanzia di successo, ma ci sarebbe quantomeno da divertirsi. Non fosse che questi campioni, come altri omessi solo per motivi di spazio, sono ormai da tempo abituati a sudare sotto casacche diverse. Il perché è ben riassunto nel libro di Gigi Riva, giornalista bergamasco e omonimo del grande attaccante sardo (nomen omen), intitolato “L’ultimo rigore di Faruk”.

Il passato. Il rigorista in questione è Faruk Hadzibegic, difensore che tra il 1976 ed il 1995 ha indossato le maglie di Sarajevo, Betis di Siviglia, Sochaux e Tolosa. Oltre che, per 61 partite, quella blu con inserti bianchi della ex nazionale jugoslava. Non solo: Hadzibegic è stato l’ultimo capitano di quella selezione, disfattasi ufficialmente nel 1992 assieme al suo paese d’appartenenza. Negli almanacchi, l’ultima esibizione della Jugoslavia calcistica risulta l’amichevole disputata ad Amsterdam il 25 marzo di quell’anno, persa per 2-0 contro l’Olanda. Di fatto però l’ex repubblica socialista balcanica era già da tempo in fase di disgregazione, sciolta dalle correnti laviche dei nazionalismi che, nel prosieguo degli anni novanta, hanno incenerito i legami politici spargendo vittime su tutto il territorio. In un tremendo battesimo di sangue, gli stati che oggi riconosciamo come Bosnia, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia hanno ritrovato…

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