Che faticaccia il post Festival
E da Mara vince Achille Lauro

Ti pare se, per una volta, possiamo stare tranquilli. Ogni volta che finisce il Festival la polemica divampa, inevitabile, ineluttabile, annunciata come se fosse in scaletta. Qualcuno è scontento, qualcuno grida al complotto, qualcuno è sollevato. La domenica del post Sanremo è stata una giornata difficile.

 

 

Facciamo un passo indietro. Inizialmente, il Festival arrancava. La battute non funzionavano, i tre conduttori si alternavano sul palco goffamente, su Twitter la gente si chiedeva il significato delle gag, a un certo punto Baglioni e Bisio facevano pernacchie sul palcoscenico, chissà poi perché. Baglioni suonava il piano su una reclinabile, ma che senso abbia avuto ancora non si sa. È arrivata Michelle Hunziker, compagna di lavoro di Bisio per anni e conduttrice lo scorso anno, ha fatto due minuti di scuola di Sanremo ed è andata via.

Poi, da metà settimana, il Festival ha iniziato a respirare. Certo, abbiamo dovuto barattarlo con un concerto di Baglioni, ma eravamo tutti in piedi a stracciarci la nostra maglietta Fila (cit.) quando cantava lui, che ha duettato con qualsiasi cosa sia passata sul palco. Abbiamo anche dovuto cambiare idea su Pio e Amedeo, e non potete capire quanto ci sia costato. Abbiamo dovuto commuoverci e voler veramente bene a Rovazzi, che si è definitivamente piazzato nel nostro cuore per sempre, ‘sto bravo ragazzo sboccio-acqua-minerale. Abbiamo dovuto, ancora una volta, impazzire di gioia davanti a Ornella Vanoni che «è venuta aggratis, che non diventi un’abitudine» (mantra della vita, da scolpire a fuoco nelle nostre menti, vergare con ossessiva quotidianità sulle nostre agendine) e chiederci come si faccia a invecchiare così, con la leggerezza di una ventenne. Abbiamo dovuto constatare che Serena Rossi, all’Ariston per omaggiare Mia Martini, non per gareggiare, non per condurre, era l’unica vestita bene.

 

 

Qualche avvisaglia della tragedia del fine Festival, in effetti, l’avevamo già avuta. Renga spara la cavolata del millennio – la dice male, ma male – affermando che i cantanti uomini siano in maggioranza perché le voci maschili sono più variegate. Francè, mi intrometto: io capisco il commento tecnico, capisco anche che la sua ex moglie Ambra ha venduto più dischi di lei, con «tappartengoioccitengo» però, #metoo, che ho anche capito cosa voleva dire, devo dirlo, ma dai, si aiuti che qualche angelo si prende cura di Lei.

 

 

Più sollevati e di buon umore, ma preoccupati, arriviamo alla finale e la tragedia si consuma. La giuria di esperti inverte l’ordine del primi classificati secondo il televoto e promuove a pieni voti Mahmood, con la sua Soldi. Il Twitter di Salvini apre le danze e dichiara che avrebbe preferito Ultimo. Volano stracci. La Isoardi cinguetta che l’integrazione è fonte di bellezza (lo so, l’ex dal quale dissociarci ce l’abbiamo tutte), con Mahmood che nel frattempo timidamente ricordava di essere italiano, di non parlare arabo. Insomma, tutte cose che ha dovuto fare anche, che so, Vecchioni? Ultimo, il preferito del ministro dell’Interno, arriva secondo, avveIenato come una vipera. La scaramanzia non era dalla sua, è entrato vincitore e «si è grattato», ha detto. Fa una pena guardarlo adesso: polemico verso i giornalisti, si rivolge al vincitore chiamandolo «ragazzo» (che manco i nostri padri con l’ex di cui sopra), scrive un tweet al fulmicotone, poi lo cancella. Il che è triste, soprattutto perché parliamo di un artista di 23 anni che lo scorso anno ha trionfato al Festival nella categoria “Nuove Proposte” e che si è piazzato secondo in Serie A l’anno dopo. Rosicare bisogna imparare a farlo con classe. Terzo classificato Il Volo, mistero insondabile della musica tutta.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

MARA sei una donna meravigliosa. Sanremo 1969 By Achille Lauro & BossDoms

Un post condiviso da Mara Venier (@mara_venier) in data:

 

Vincitrice morale, perché non c’è competizione alcuna che non vanti il classificato del cuore, Loredana Bertè, fuori dal podio, con il pubblico dell’Ariston che fischiava come in curva. Né lei né Ultimo si sono presentati poi alla consueta puntata di Domenica In post Festival. Mara, influenzata e afona, dichiara l’affetto di sempre all’amica Loredana e si fa un selfie con Achille Lauro, precisando che «io su Instagram sono Mara trattino Venier». Tatuaggi in faccia, educato, rockstar, gentile, animo puro. Achille, insegnagli. Insegnaci.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.