Finalmente è tempo di Sanremo
(tra chiacchiericcio e canzonette)

Sono la Nazionale e il Festival di Sanremo, i più grandi spettacoli dopo il Big Bang per noi abitanti del Bel Paese. Siccome con la Nazionale ci sta andando male ultimamente, non ci resta che il Festival di Sanremo per trovarci tutti uniti e provare a sentirci fieri e allegri di quel che resta di una bandiera.

 

 

Da Favino e Hunziker a Bisio e Raffaele. Direzione artistica del «dittatore» – autodefinizione – Claudio Baglioni per la seconda volta di fila. Lo scorso anno la performance è stata molto buona, anche grazie al contributo di Favino (su Twitter la tensione sessuale colava sulla timeline, eravamo tutte – e tutti – impazziti per lui) e di Michelle Hunziker, bellissima e brillante di sorrisi come sempre, anche se, se proprio vogliamo farle un appunto, un po’ troppo presa dal sottolineare quanto è bello il marito, da quanto tempo non vede il marito, quanto le manca il marito (un po’ di rispetto, c’è gente che non riesce a farsi offrire una birra. Ma, del resto, non tutte sono Michelle). Quest’anno Sanremo capita in un momento delicato, la politica è una fucina di meme giornalieri, un continuo chiedersi se l’hanno fatto davvero oppure è uno scherzo della pagina Facebook degli Hipster Democratici. Quando Baglioni ha detto la sua sui migranti, gli è stato intimato di cantare e basta e lui – senza il minimo di intonazione – ha risposto di non essere un juke box, che funziona a monetine. Iniziamo bene. A proposito di monetine: classica polemica sul cachet degli altri due conduttori, Claudio Bisio (450mila euro) e Virginia Raffaele (350mila euro). Potrebbe valere lo stesso discorso fatto per Michelle (c’è gente che sogna di notte l’acconto Irpef e diventa antipatica perché non ha pensato alla sua sedia in banca, quello sì che significava salvarsi), ma non può andare sempre tutto bene nemmeno alla Hunziker visto che i cachet dello scorso anno erano più bassi.

I cantanti e le canzoni in gara. Due comici al fianco di Baglioni quindi, due personalità gigantesche e un altissimo livello di professionalità: sappiamo che questi esperimenti al limite della perfezione possono esplodere come un fuoco di artificio o afflosciarsi come un sufflé, ma lo vedremo a fine mandato. Lo scopo dichiarato è farci ridere. Come tutti gli anni, il direttore artistico promette un festival «canzonecentrico» (sia mai che fiori, abiti e polemiche prendano un sacrosanto sopravvento) e propone: Nino D’Angelo con il rapper Livio Cori con il brano Un’altra luce, Ex-Otago con Solo una canzone, Patty Pravo e Briga con Un po’ come la vita (ma quando arriva stasera??), Boomdabash con Per un milione, Francesco Renga con Aspetto che torni, Arisa con Mi sento bene, Achille Lauro con Rolls Royce, Daniele Silvestri con Argento vivo, i Negrita con I ragazzi stanno bene, Enrico Nigiotti con Nonno Hollywood, Federica Carta e Shade con Senza farlo apposta, Mahmood con Soldi, Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me, Il Volo con Musica che resta, Ghemon con Rose viola, Paola Turci con L’ultimo ostacolo, Simone Cristicchi con Abbi cura di me, Nek con Mi farò trovare pronto, Motta con Dov’è l’Italia, Irama con La ragazza col cuore di latta, Ultimo con I tuoi particolari, Anna Tatangelo con Le nostre anime di notte, gli Zen Circus con L’amore è una dittatura e Einar con Parole nuove.

Il programma (viva i duetti!). La polemica sul mancato raggiungimento delle quote rosa non ha tardato ad arrivare. Stasera (martedì 5 febbraio) sentiremo tutte le 24 canzoni, mercoledì e giovedì ascolteremo dodici brani a serata per la classifica parziale. Venerdì grande attesa per la serata dei duetti (chi non ammette di guardare il Festival soprattutto per questo mente) che, come sempre, regala momenti di televisione da ricordare. Ci sono Fabrizio Moro con Ultimo; Ermal Meta con Cristicchi; Brunori Sas con The Zen Circus; Manuel Agnelli con Silvestri; Beppe Fiorello con Paola Turci; Neri Marcorè con Nek; Paolo Jannacci con Nigiotti; Rocco Hunt con Boomdabash; Guè Pequeno con Mahmood; Irene Grandi con Bertè (non aspettiamo altro); Syria con Anna Tatangelo; Bungaro e la Abbagnato con Francesco Renga; Enrico Ruggeri e Roy Paci con i Negrita; Nada con Motta; Tony Hadley con Arisa; Noemi con Irama; Caccamo con Pravo-Briga; Jack Savoretti con Ex-Otago; Morgan con Lauro; Cristina D’Avena con Carta-Shade; Sottotono con D’Angelo-Cori; Diodato e Calibro 35 con Ghemon; Biondo con Einar; Alessandro Quarta con Il Volo. Il sabato, poi, ultima serata.

I tanti ospiti (ma Fiorello?). La lista degli ospiti è sempre la solita bomba a orologeria, con l’eterno punto interrogativo: Fiorello viene o non viene? Sicuri Bocelli, Mengoni, Venditti, Fiorella Mannoia, Alessandro Amoroso, Eros Ramazzotti ed Elisa, Ligabue, Luis Fonsi (sì, quello di Despacito, «pasito a pasito, suave suavecito»), Serena Rossi con il suo meraviglioso omaggio a Mia Martini (prossimamente su Rai Uno, non perdetevelo assolutamente) e infine, a scaldarci il cuore, il duo che ha risposto alla domanda cosa resterà di questi anni ’80: Raf e Tozzi. Non ci resta che aspettare qualche ora. Ma lasciateci sognare per qualche giorno, ché siamo stanchi. Vogliamo chiacchiericcio e canzonette.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.