La nuova primavera degli ostelli
che sono diventati super cool

Un tempo erano dei divertenti porti di mare dove potevi trovare di tutto. Oggi sono delle strutture di accoglienza completamente ripensate, moderne, sobrie, pulite, divertenti. È la nuova primavera degli ostelli, gli alberghi per chi viaggia con pochi soldi in tasca. Ma non solo. Nelle grandi città, specie quelle del nord, ne sono nati tantissimi, ciascuno con caratteristiche sue.

La formula vincente. Anche se la formula vincente è uguale per tutti: letti in camerate (in genere 8 o 16 letti a castello) o camerette spartane a uno o due letti. Nel primo caso bagni condivisi. Servizi minimi essenziali: tende come separé, lenzuola pulite ma nessun servizio di rifacimento letto, armadio con chiave, luce per leggere se si soffre un po’ di insonnia. Ma il vero segreto dei nuovi ostelli non è tanto dove si dorme bensì dove si vive. Sono gli spazi comuni a cui vengono destinate aree sempre più ampie. È lì che si respira la magia e anche l’eccitazione dello stare in una casa in cui si possono fare sempre incontri: si comincia la mattina con la colazione allo stesso tavolo, si finisce la sera con partite a calciobalilla o lunghe chiacchierate per raccontarsi sui divani.

L’Ostello Bello milanese. In questi giorni i responsabili di 50 ostelli innovativi della rete Famous Hostels si sono dati appuntamento a Milano, per ribadire che il loro è un trend in netta ascesa. Non è un caso che l’appuntamento se lo siano dati a Milano, perché è la città che ha visto crescere una dei modelli più innovativi d’Europa: è l’Ostello Bello (qui sopra nelle foto) aperto nel 2009 in via Medici, cioè in zona centralissima. In genere eravamo abituati a ostelli relegati in periferia. Invece Carlo Della Chiesa e i suoi amici hanno lanciato la sfida arrivando al cuore di una grande città come Milano. Oggi Ostello Bello è diventato un marchio globale, premiato da molte classifiche, ha aperto una struttura più grande vicino alla Stazione Centrale, un’altra a Como ed è sbarcato anche in estremo oriente, per accogliere i giovani affascinati dal Myanmar.

La ricetta segreta di Ostello Bello e di tutti gli altri è sintetizzata da una parola: condivisione. Gli ostelli hanno imparato ad alzare l’asticella dei servizi, mantenendo intatto lo spirito di condivisione. Il budget non conta più o conta meno; lo scopo diventa entrare a far parte di un social network reale, in cui intrattenere nuovi rapporti e conoscere realtà diverse dalla propria. Chi arriva in una di queste strutture lo fa soprattutto perché vuole essere insieme ad altri, vuole conoscere persone nuove. Insomma gli ostelli sono diventati tanto attrattivi perché sono la risposta alla logica individualista e solitaria di AirBnB.

Il Bergamo Hostel. Anche Bergamo si è messa al passo. Bergamo Hostel (qui sopra nelle foto), una struttura storica, che fa parte della rete dell’Aig, gli alberghi della gioventù Da un paio di anni si è rinnovata e oggi è una struttura che comunica allegria e offre servizi essenziali e puntuali. «Urbano, accogliente e caloroso», si autodefinisce nella pagina di presentazione del sito. Il costo è allineato con quelle delle strutture analoghe: 18/20 euro per il letto in camerata (sono camerate a sei letti). 35 euro per la camera singola. Ma anche camere famiglia a sei letti, da 20 euro ciascuno (i bambini sino a 5 anni non pagano). «La nostra utenza», spiega il direttore Michele Forchini, «è molto varia. Arrivano le famiglie che vanno a Leolandia, ma anche coppie di anziani che alloggiano nelle camere doppie, che hanno tutto l’essenziale». Forchini conferma che la domanda è in netta ascesa. In più servizi che sono dei must per il viaggiatore giovane: connessione wifi a banda larga, servizi di lavanderia e ovviamente spazi comuni. Che nel caso di Bergamo sono anche all’aperto, perché l’Ostello dispone anche di un giardino.

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