L’auto che si guida da sé
e quella che fa andare piano il figlio

All’insegna della tecnologia, le novità automobilistiche in arrivo per il prossimo anno sono tante. Toyota, per esempio, ha annunciato la costruzione di un’auto a idrogeno che inizierà ad essere prodotta nel 2015; caratteri fondamentali: il breve intervallo di tempo necessario per ricaricarsi (soli 3 minuti), i 500 km di autonomia e i 130 cv di potenza. Volvo, invece, punta a migliorare il proprio sistema Sensus Connect, per permettere ai guidatori di fare qualsiasi cosa stando comodi sul proprio sedile: grazie a un moderno sistema 3G (trasferimento dati da satellite) si potrà trovare e pagare il parcheggio senza scendere dalla propria autovettura, scoprire nuovi ristornati e ascoltare musica in streaming. L’americana Via Motors, invece, realizzerà una versione elettrica dei mezzi Chevrolet. Tutte queste novità sembrano già un gran passo avanti verso il futuro dell’automobile. Il meglio, però, deve ancora arrivare.

Ford e Intel, l’auto riconosce il proprietario (e suo figlio). Il progetto si chiama Mobile Interior Imaging e il suo scopo è di capire in che modo delle telecamere di sensori dentro e fuori dal veicolo possano favorire un’interazione personalizzata tra guidatore e vettura. L’auto sarà in grado di riconoscere il legittimo proprietario del veicolo attraverso una fotocamera frontale. Nel caso in cui un estraneo si mettesse alla guida, il software invierebbe una foto della persona al proprietario del veicolo, che potrà quindi impostare le autorizzazioni e specificare le opzioni che dovranno essere abilitate o disabilitate. Per esempio, se il nuovo conducente è il figlio del proprietario, potranno essere impostate automaticamente restrizioni che obbligano all’uso della cintura di sicurezza e limitano la velocità. Se a guidare invece è il proprietario, l’auto potrà visualizzare le informazioni personalizzate che sono state impostate, compresi musica e contatti che però saranno disattivati nel caso in cui salisse a bordo un passeggero, per tutelare la privacy. Il conducente inoltre potrà usare semplici comandi vocali per svolgere operazioni basilari, come regolare la temperatura nell’abitacolo o aprire/chiudere il tetto apribile.

 

 

Apple, l’iPhone alla guida. A partire dal 2015, Apple, in collaborazione con diverse case automobilistiche, lavorerà all’integrazione del sistema Carplay, questo il nome del progetto Apple per le quattro ruote. Le finalità del sistema sono tante e lo scopo principale sarà quello di poter sfruttare tutte le potenzialità dell’iPhone stando comodamente seduti in auto. E così, collegando il cellulare al display presente sul cruscotto della macchina, sia grazie ai comandi vocali che a quelli manuali, si potranno inviare messaggi, ascoltare musica, programmare le mappe e fare ricerche su internet.

 

 

Android, il navigatore Google interattivo. Google ha annunciato il lancio di Android Auto, con l’intento di facilitare l’uso dei servizi e delle app di smartphone e tablet all’interno delle autovetture. Una volta connesso il telefono con il touchscreen (schermo tattile) dell’auto sarà possibile accedere ad una infinità di servizi. Tutto ruota intorno al navigatore: le mappe sono state riprogrammate per funzionare con i comandi vocali e rispondere a richieste aggiuntive come gli orari di apertura di un locale verso cui navighiamo, la ricerca di punti di interesse o del prossimo appuntamento in calendario. È consentito anche l’accesso alla propria libreria musicale, che potrà essere ascoltata nell’abitacolo, pur rimanendo nella libreria dello smartphone.

 

 

Google Car, l’automobile che si guida da sé. Dovrebbe essere pronta per il 2018. Google promette che entro quella data sarà metterà  su strada la prima macchina che si guida da sola. Sarà una piccola utilitaria dall’aspetto futuristico e, seppur la sua velocità massima non potrà superare i 40km/h, suscita un grande interesse il fatto che all’interno dell’abitacolo manchino le tre componenti che hanno fatto la storia dell’automobile: volante, acceleratore e freno. Non scompaiono, ma sono sostituiti da una serie di sensori, ad esempio cui un occhio laser montato sul tetto in grado di scansionare in continuo e a 360 gradi l’ambiente circostante. Un sistema software molto sofisticato provvederà ad analizzare in modo dettagliato gli input provenienti dalla strada, a incrociarli con il ricco sistema di mappe di Google e a tradurre il tutto in istruzioni di guida.