Le birre (artigianali) per l’estate

Uno dei modi migliori per salvarsi dalla calura estiva è quello di ricorre a una buona birra fresca. Se la birra poi è anche un ottimo prodotto artigianale, va ancora meglio, perché siamo certi che la qualità sarà sicuramente più appagante. Non che la birra si debba ridurre solo a una classica bevanda estiva, esistono prodotti classificabili specificatamente come invernali (si pensi solo al gran numero di birre natalizie storicamente prodotte in giro per il mondo), ma certamente durante la stagione calda è piacevole scovare qualche tipologia particolarmente fresca e beverina per darci un po’ di ristoro dal clima afoso.

 

 

Abbiamo chiesto a Simonmattia Riva di darci qualche consiglio per scegliere bene e qualche indicazione generale per capire in che termini si possa preferire una birra piuttosto che un’altra. Simonmattia, classe 1977, di Curno, è un vero esperto in materia, tanto che nel 2015 è volato in Brasile per vincere il titolo di miglior sommelier della birra del mondo. Una vittoria epocale, non solo perché ha portato per la prima volta il trofeo-boccale in Italia, ma anche e soprattutto perché è riuscito nell’impresa, più che mai eroica, di interrompere l’egemonia di Germania e Austria, fino ad oggi uniche protagoniste sul palcoscenico internazionale. Oggi, tra consulenze e corsi, è il publican del Beer Garage in Borgo Santa Caterina, punto di riferimento per gli appassionati di birre artigianali di qualità.

Ma torniamo all’estate: il consiglio del beersommelier è quello di scegliere sempre stili caratterizzati da una bassa gradazione alcolica e preferire quelli che offrono sentori freschi, erbacei e resinosi, a discapito di un ventaglio aromatico incentrato su frutta secca e speziature dolci. Per fare un esempio specifico, si può optare per le classiche Pils, che raccolgono tutte le caratteristiche elencate. Si tratta di birre a bassa fermentazione tipiche della Baviera e della zona della Boemia anche se, negli ultimi anni, l’Italia ha prodotto alcune bottiglie invidiabili. Tra le novità notevoli c’è la Baden Baden del birrificio Argo di Parma: una German Pils molto equilibrata e particolarmente facile da bere, soprattutto in estate, oppure la Bassa Marea del birrificio Lariano, una Indian Pacific Lager ispirata a una session Ipa ma a bassa fermentazione, particolarmente pulita e leggera.

 

 

Tra gli stili classici del periodo estivo si annoverano storicamente le Gose, la cui peculiarità sta negli insoliti ingredienti: oltre al frumento, la ricetta prevede infatti sale, coriandolo e lattobacilli. Questo stile nasce in Germania, nella città di Goslar, in Bassa Sassonia. Tale area geografica era nota per le sue cave di estrazione del sale, che disciolto nelle falde acquifere, ha fatto sì che l’acqua usata un tempo per birrificare fosse leggermente salata. Con il declino dell’industria mineraria anche i mastri birrai si spostarono a Lipsia, e proprio lì la birra Gose divenne la birra più diffusa della Sassonia agli inizi del XX secolo.

Ci sono poi le Blanche, uno stile tradizionale belga che identifica birre leggere prodotte con frumento a cui è solitamente aggiunto un mix di spezie come coriandolo e buccia d’arancia, che offrono una schiuma densa e un aroma di frumento, malto, crosta di pane e spezie, e un gusto rinfrescante.

 

 

Infine le Saison, uno stile tipico della Vallonia, in Belgio, prodotte secondo la tradizione nelle fattorie durante il periodo autunnale e invernale per essere poi consumate durate l’estate. Nella bergamasca due consigli secchi: la Saison Crazy Paul del Birrificio Hop Skin di Curno, rafforzata con pepe rosa del Madagascar, e la superclassica e sempre apprezza Sunflower, la floreale e profumata Golden Ale del Birrificio Val Cavallina a Endine. Anche le birre alla frutta sono un ottima scelta. Qualche esempio? La Moscow Mule del birrificio Lambrate preparate in collaborazione con l’olandese Brouwerij Kees: una Wheat Beer ispirata al celeberrimo drink nato in california negli Anni Quaranta e che prevede nella ricetta l’utilizzo di zenzero e lime. Cheers!

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