I marchi di moda più amati
dai Millennials (alias i giovani)

In America c’è una convinzione a cui i numeri stanno oramai dando ragione: la generazione di consumatori su cui puntare è quella dei cosiddetti Millennials. Nota anche con il nomignolo di “Generazione Y”, è la generazione di giovani nati tra gli anni ’80 e i 2000, che comprende quella ampia fascia di età che va dai 15 ai 30 anni. Sono i giovani, ma non solo: sono i giovani che stanno vivendo in prima persona un cambio epocale della società, che stanno vivendo il boom della tecnologia e la conseguente rivoluzione di molti aspetti della vita quotidiana. Insomma, sono coloro che suonano la carica del futuro nel presente.

Oltre ad essere i principali protagonisti dell’epoca che stiamo vivendo, i Millennials sono anche una delle fette di mercato su cui le società di diversi settori ambiscono di più a fare presa: condizionare e conquistare i gusti della Generazione Y, significa, molto probabilmente, conquistarsi uno spazio fondamentale per gli anni a venire. E in ambito di moda questo è un discorso molto sentito dalle grandi case produttrici americane, che da un paio di anni hanno deciso di giocare a carte scoperte puntando senza mezza termini alla conquista dei Millennials. Per questo motivo la digital agency Moosylvania sta dedicando molto spazio a ricerche e analisi sui gusti dei più giovani. L’ultimo studio realizzato dimostra che i brand di moda più apprezzati dai ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 sono anche quelli che hanno avuto la maggior crescita o comunque i migliori risultati economici nel 2014. Il mercato di riferimento, logicamente, è quello americano, che sempre più spesso, però, è diventato banco di prova per marchi della moda che sognano di conquistare il mondo intero. Per questo, nella classifica stilata da Moosylvania, sono presenti brand a noi sconosciuti ma che potrebbero invadere, nei prossimi mesi, le vetrine italiane.

 

13) Chanel

Da marchio iconico dell’alta moda a uno dei brand più apprezzati dalle nuove generazioni. Questo perché l’azienda parigina ha saputo sapientemente unire la propria tradizione alle nuove icone del tempo moderno, togliendosi la polvere e rilanciando la propria immagine come marchio non solo “fashion”, ma anche “cool”. Geniale, ad esempio, l’idea di ideare dei veri e propri “freaky show” (spettacoli pazzi) per il lancio delle nuove collezioni, puntando poi su volti noti per la stravaganza per quanto riguarda i propri sponsor: da Cara Delevingne a Kendall Jenner, passando per Miley Cyrus.

 

12) Levi’s

Ancora un marchio di grande tradizione, che però, a differenza di Chanel, ha sempre puntato su un pubblico giovane e casual. E se questo, fino a un decennio fa, poteva essere un limite, oggi è tutto cambiato. I Millennials, infatti, amano vestire i jeans, anche in occasioni più formali. La moda ha abbattuto i paletti del passato, divenendo molto più aperta anche allo urban style. E la Levi’s ha saputo cavalcare l’onda alla grande. L’impressione è che un buon paio di jeans Levi’s non andrà mai fuori moda.

 

11) Victoria’s Secret

È l’unico marchio di lingerie presente nella classifica e la cosa la dice lunga. Certo, Victoria’s Secret oramai non è più solo reggiseni e mutandine, ma è ancora soprattutto quello. In America il marchio di Columbus (Ohio) controlla il 35 percento del mercato dell’intimo femminile, una quota incredibile tenendo conto che i propri prezzi sono superiori a quelli di molti concorrenti (talvolta neppure di poco). Il segreto è, oltre alla sensualità dei capi realizzati, anche la strategia di marketing: la creazione della figura dell’Angelo di Victoria’s Secret, impersonata da alcune delle più belle modelle della Terra, continua a mietere successi. Talvolta il brand viene criticato, accusato di offrire un’immagine della donna irrealistica, ma i conti danno ragione ai dirigenti. E presto sarà anche in Italia

 

10) Forever 21

Primo incontro con un marchio sconosciuto, o quantomeno poco conosciuto nel nostro Paese. Fondato a Los Angeles nel 1984, doveva essere un marchio destinato soprattutto ai più piccoli, ma ben presto i suoi ideatori, Do Won Chang e sua moglie Jin Sook Chang, capirono il potenziale di offrire moda a basso costo in enormi negozi. E così Forever 21 divenne sinonimo di una delle più importanti e potenti catene di negozi di moda. Negli ultimi vent’anni la crescita del brand è stata vertiginosa e oggi moltissimi Milleannials americani amano questo marchio, che offre capi belli e freschi a prezzi abbordabili.

 

9) Ralph Lauren

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Come nel caso di Chanel, parliamo di uno dei pochi marchi, noti in passato soprattutto per l’alta moda, oggi apprezzatissimi dai più giovani. A differenza del brand parigino, però, Ralph Lauren non ha voluto ridimensionare la propria immagine, quanto piuttosto investire in campagne pubblicitarie con protagonisti volti che richiamassero l’attenzione delle nuove generazione. Esempio è la scelta di puntare sulla modella Hannah Davis, volto (e corpo) diventato famoso grazie a Sports Illustrated, per l’ultima collezione. Naturalmente a ciò si aggiunge la forte presenza sul territorio: sono 11mila i punti vendita Ralph Lauren in tutto il mondo.

 

8) Van’s

Nel 1966, quando Paul Van Doren con tre soci decise di produrre delle scarpe da skate in quel di Cypress, California, in pochi pensavano che nel 2015 il marchio sarebbe diventato uno dei più conosciuti e apprezzati dai giovani di tutto il mondo. E infatti prima di raggiungere questo successo sono state tante le difficoltà che ha dovuto affrontare la Van’s, a partire dalla bancarotta del 1984. Poi, dopo diversi passaggi di proprietà, il cambio di passo negli anni 2000. Merito di un ritorno al passato: dedicarsi cioè al mercato “underground”, per un pubblico forse più di nicchia ma in grado di apprezzare una moda più ribelle. Il marchio Van’s non punta tanto sulla pubblicità classica, quanto su una forma di marketing alternativa: legare il proprio nome a quello dell’ambiente musicale rock/punk. È così dal 1995, quando ha iniziato a sponsorizzare il festival Warped Tour. Una scelta da molti criticata ma che oggi paga.

 

7) Converse

Un’altra storia di un marchio che ha vissuto molti alti e bassi nella sua storia, ma che ora si è definitivamente caratterizzato come uno dei più apprezzati e amati dai giovani. Prima dei Millennials, la Converse era sull’orlo della bancarotta. Dopo essere state icone della musica (Rolling Stones e Nirvana, per dirne due), a fine anni ’90 erano pronte a scomparire e solo l’intervento della Nike, che acquisì il marchio, riuscì a salvarle. Poi sono arrivati i Millennials, che un po’ a sorpresa si sono letteralmente innamorati di icone come le All-Star, ergendole a simboli di culture alternative o underground. Comode, alternative, coloratissime e camaleontiche: come non amarle?

 

6) JCPenney

Storia strana quella di questi grandi magazzini, veri e propri leader di settore in America negli anni ’60, tanto da convincere i vertici a tentare il grande salto anche in Europa. Grande salto che si rivelò fallimentare: in Italia ci restarono dal 1974 al 1977, quando poi La Rinascente comprò tutti i punti vendita aperti da JCPenney, che si ritrovò con l’immagine smaccata e i bilanci in rosso. Sopravvisse, ma galleggiò nel mercato statunitense fino a un nuovo boom, avvenuto negli ultimi anni. Oggi i 1.106 punti vendita americani sono i terzi più apprezzati dalle giovani donne a stelle e strisce, che quando necessitano di capi d’abbigliamento a costi non elevati non hanno dubbi su dove recarsi.

 

5) Macy’s

Come JCPenney è un marchio che non è solo strettamente legato alla moda, ma che deve gran parte del suo successo a questa. Macy’s è infatti una catena della grande distribuzione statunitense e che sotto il suo marchio vende abbigliamento dal costo elevato. Dopo aver perso diversi posti nell’indice di gradimento delle donne americane, da un decennio a questa parte è tornato a crescere, merito di una svolta “trendy” data dai vertici dell’azienda ai propri prodotti. È anche vero che se i vestiti vanno alla grande, gli altri settori su cui hanno puntato a Macy’s (tipo prodotti per la casa) si stanno rivelando deludente. Difficile quindi prevedere quale possa essere il futuro di questo brand.

 

4) Adidas

Un marchio che non necessita di presentazioni. Ma, in terra americana, l’Adidas ha perso molto terreno rispetto a pochi anni fa, tanto che negli Usa parlano, senza timore, di “crisi Adidas”. Eppure, negli ultimi 12 mesi, i Millennials americani sono tornati ad apprezzare il marchio tedesco: i vertici hanno finalmente invertito la tendenza, rinnovando l’offerta molto più rapidamente rispetto al passato e puntando su campagne pubblicitarie di forte impatto per le nuove generazioni. Insomma, ha deciso di seguire le orme della Nike, cosa mai fatta in passato, quando invece si voleva che la differenza tra le due grandi rivali dello sport fosse evidente.

 

3) Jordan

Neanche un marchio, ma un sottomarchio (della Nike, chiaramente), ma con un mercato illimitato. O almeno così sembra, visto che i prodotti targati Jordan, dal nome del fuoriclasse del basket americano Michael Jordan, hanno vissuto il loro boom nell’ultimo decennio di carriera professionistica del cestista. E invece, a distanza di oltre 12 anni dal suo ritiro, le Air, nomignolo con cui vengono definite le sneakers da lui disegnate o “brandizzate” per la Nike, continuano a fatturare miliardi. Anzi, per il marchio Jordan è nato un vero e proprio culto, con appassionati che rincorrono i modelli più vecchi sul web, dando vita a un sottomercato per collezionisti più vivo che mai.

 

2) Target

Era il 1995 quando la Target inventò il mercato “cheap chic”, quello cioè di coloro che desiderano vestire bene spendendo poco. E dopo oltre quindici anni ad accontentarsi del lavoro svolto, la Target ha deciso di rinnovarsi, mantenendo però ben chiara la propria stella polare: da tempo sta completamente rinnovando le proprie collezioni grazie a collaborazione con stilisti, alcuni già affermati e altri in rampa di lancio, con l’intento di offrire prodotti di qualità e “cool” anche a prezzi abbordabili. Una politica che sta riscontrando un grande apprezzamento soprattutto nel giovane pubblico femminile americano.

 

1) Nike

Il più ricco, il più potente, il più amato: così si potrebbe riassume lo strapotere del marchio Nike sui mercati della moda. Perché se una volta Nike era sinonimo di sport, oggi è sinonimo di moda a tutto tondo. Forse non elegante, ma certamente apprezzata da tutti i Millennials. Lo dimostrano i dati di vendita delle scarpe da ginnastica: negli Usa il 62 percento è in mano alla Nike, una quota pazzesca. Ma il motivo è molto semplice: in realtà chi compra una Nike non la usa solo per fare sport. Anzi, la maggior parte di coloro che calzano Nike le usano per la vita di tutti i giorni e trovano il loro design bello anche in situazioni più formali. Lo stesso vale per i capi d’abbigliamento, non più solo relegati all’ambito sport e tempo libero, ma sempre più usati e apprezzati dai giovani nella vita di tutti i giorni. Merito di una campagna mediatica senza pari ideata e rafforzata negli anni dal baffo americano, che ha sempre puntato sui personaggi più di spicco in ogni sport, da Michael Jordan a Cristiano Ronaldo, passando per Ronaldo (il Fenomeno) e Anna Sharapova o Serena Williams. La Nike è il primo marchio ad essere riuscito a trasformare lo sport in una tendenza, un segno di potere che pochi altri marchi hanno espresso nella storia della moda.

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