Oriocenter, giovedì alla food court
Il tifo di una curva da stadio

Giovedì sera, Oriocenter, ore 20. La parte nuova della galleria si riempie in modo inusuale. In settimana i clienti che si addentrano in quest ’ala sono sporadici, esclusivi ed elitari, o semplicemente hanno sbagliato direzione. L’ala nuova è elitaria proprio come i suoi clienti, è la via Monte Napoleone di Oriocenter, che all’inizio intimorisce ma poi regala una vera e propria esperienza sensoriale. Sicuramente visiva, data l’architettura moderna e lussuosa. «Sembra di stare su una gigantesca nave da crociera. Manca solo il mare fuori». Così aveva detto Giancarlo Bassi, il presidente di Oriocenter. Un’esperienza anche olfattiva e gustativa, grazie alla fornitissima food court in cui i ristoranti di alto livello come Caio, Wagamama, Beaudevin, WellDone, e quelli alla portata di tutti come la Toasteria Italiana, Casa Maioli, C. House, si contendono gli ospiti affamati del centro.

 

 

La partita sul maxischermo. Per quanto riguarda l’udito e il tatto, se solitamente quello che si ascolta in un centro commerciale è una leggera musica di sottofondo, e non si viene a contatto con nulla, se non con i capi da provare nei vari negozi, a Oriocenter questi due sensi vengono soddisfatti nel modo preferito dagli italiani: il maxi-schermo con una partita di calcio. Urla di gioia per il primo senso, abbracci calorosi e pieni di tensione per il secondo. Da quando l’Atalanta è diventata una squadra da sogno, il primo piano dell’a la nuova di Oriocenter si riempie all’inverosimile ogni volta che viene trasmessa una partita della Dea. Giovedì scorso, ben mille persone erano accomodate soltanto nella parte della food court, davanti al maxi-schermo, così come anche ieri sera (giovedì 22 febbraio). Per non parlare delle mogli, le fidanzate, le figlie dei tifosi, alle quali sicuramente non è dispiaciuto farsi un giro per negozi alle nove di sera. Insomma, un evento non del tutto convenzionale per un centro commerciale; però funziona.

 

 

La pizza di Caio. Soprattutto grazie a Caio, che provvede a fornire gli spettatori con la classica “pizza e birra” (e che pizza) davanti alla partita, senza che debbano muovere un dito, anzi forse solo uno, quello per chiamare il cameriere. La pinsa di Caio è la classica pizza romana, creata con farina di frumento tenero tipo “00”, farina di riso, di soia e pasta acida essiccata di frumento. Strano a dirsi, ma questa pasta risulterà alveolata e spumosa come una nuvola, quindi altamente digeribile e ipocalorica. Una leggerezza che lascerà con un solo desiderio: mangiarsene un’altra. E nei novanta minuti della partita, sicuramente il tempo c’è.

E gli altri. Per chi vuole qualcosa di più sofisticato, Beaudevin soddisferà le sue richieste, offrendo una selezione di vini d’eccellenza da degustare con salumi e formaggi di qualità, Per non parlare di Wagamama, con la sua autentica cucina asiatica, e Da 30 Polenta, dove si possono riscoprire i veri sapori della nostra terra. Per finire la cena…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 23 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 1 marzo. In versione digitale, qui.

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