Pensieri segreti di una commessa
Il falso vintage, che è made in Cina

Restiamo dentro all’atmosfera vintage. Ho notato che il sapore retrò piace anche per quanto riguarda l’arredamento della casa. Non è esattamente passione per l’antiquariato, quello è un altro paio di maniche. La roba dell’antiquario è vecchia per davvero e richiede restauri, occhio critico e un certo portafogli per essere acquistata. Quello di cui tratterò oggi è l’oggettistica che ha lo stile della soffitta della nonna, ma è “made in China”. Oggetti sbiaditi, mezzo scoloriti, crepati, che seguono la moda del 1890. La tua casa è “in” soltanto se sembra vecchia. Ci sono alcuni oggetti simbolo di questo stile, che non è solo una questione di gusto, ma è una vera e propria filosofia di vita. Chi compra cose nuove appositamente invecchiate, correggetemi se mi sbaglio, vuole assaporare l’atmosfera di una volta, sentirsi più genuino e ricordare che in fondo la semplicità è il vero valore della vita. Praticamente vuole essere dentro lo spot della Mulino Bianco. Il tutto a prezzi popolari e possibilmente acquistando al supermercato di fiducia la domenica pomeriggio.

 

 

Se quando vi svegliate volete sentirvi in un cascinale toscano pronti a mietere il grano, non può mancare nella vostra casa un baule. Se è un po’ ammaccato e con una serratura che non si chiude ancora meglio. Non importa se per trovare ciò che avevate messo lì in fondo dovete scavare a lungo e alla fine arrendervi all’evidenza che è necessario tirare fuori tutto; vuoi mettere il mistero che crea un baule ai piedi del letto? Vicino al baule poi potrebbe esserci una di quelle sedie con le gambe sottili di metallo e lo schienale di legno durissimo e un po’ scheggiato. Così quando vi sedete o ci appoggiate un vestito è matematico che qualche filo si tiri e vi rovini tutto il maglione; ma non dovrebbe comunque essere un problema visto che le cose vissute sono le vostre preferite. Se la sedia in stile scuola del dopoguerra vi sembra già troppo contemporanea, io consiglio un bello sgabello. Giusto per stare un po’ più scomodi. Appena più in là non può mancare questo quadretto da film in bianco e nero: pila di valigie in scala dalla più grande alla più piccola con appoggiato sopra un mappamondo. So che appena l’ho detto le avete viste. Se poi le valigie nella vostra mente erano anche decorate con adesivi vari/cartine geografiche antiche, vuol dire che il cliché è perfettamente collaudato. Non chiedetemi a cosa servano, non ho mai osato avvicinarmi tanto da aprirle. Ho la sensazione che siano solo una sorta di comodino, ma il mappamondo lì in cima le priva di questa utilità. Forse è un monumento casalingo al turista ignoto.

Ma proseguiamo scorrendo la nostra pellicola anni ’30. Non potete farvi mancare una radio di quelle tondeggianti fatte di radica con tanto di manopole e lancetta che segna le stazioni. Certo è che se comprate un apparecchio di questo tipo poi non potete ascoltarci la tecno, ma solo Bach o al massimo uno swing. Ah, poi la mania del decennio: il giradischi. Intere generazioni di ingegneri per comprimere ore di musica su cd, dvd e lettori mp3 sempre più piccoli, la conquista (ormai data per scontata) di poter ascoltare più di venti tracce audio alla volta e poi tutto d’un botto un salto indietro. I dischi. Giradischi e scaffali pieni di 33 giri che diciamolo, non hanno proprio una dimensione comoda da sistemare. Niente, sempre più persone li comprano. Sì, o grandi estimatori di vinili, so cosa state borbottando: «La qualità del suono è nettamente migliore bla bla bla…». Ma visualizzateli con me e ditemi poi se non è anche un po’ per un vezzo anni ’60 che stanno tornando di moda. Il compratore di dischi ha i pantaloni di fustagno, una camicia con le toppe sui gomiti, occhiali con la montatura sottile e quasi sicuramente le Clark ai piedi un po’ sfilacciate. Ora ditemi, anche il look migliora la qualità del suono?

 

 

Chiudo con il frigorifero vintage che sicuramente tutte le giovani cuoche “glamour” in erba bramano, con quella sua linea così tondeggiante e quella maniglia di metallo così schietta. Tutte sembrano avere nostalgia di questo frigorifero da cucina americana che certamente non hanno mai avuto. Per noi figli degli anni ’80 il frigorifero era certamente a incasso e per nulla al mondo di colori improponibili come il rosso e il giallo (che ne direbbe vostra madre di quelle tinte?). Se fossimo davvero nostalgici dovremmo cercare di recuperarne uno da qualche casa di montagna dove i vecchi elettrodomestici vengono messi a “riposare”. Provate a proporre un po’ di vero antiquariato anni ’90 alle vostre amiche fanatiche del vintage. Svuotate la vostra cantina e provate ad arredarci la sua casa! Ma purtroppo il vero ciarpame non è abbastanza fashion.

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