Pensieri segreti di una commessa
Il ragazzino e la sigaretta elettronica

Il secondo tipo di cliente che entra nel negozio di sigarette elettroniche è giovane. Non importa che sia stato un fumatore o meno, il mercato è assai democratico quando c’è da svuotare le tasche dei clienti ignari. Il nostro giovanotto un bel giorno entra in questo negozio attirato dall’ambiente asettico e dalle luci bianche (quindi, secondo i suoi canoni, è per forza un locale “cool”). Curiosa nella vetrina e poi varca la soglia del nuovo magico mondo. Il giovane cliente tipico è un cliente che abbiamo già incontrato varie volte in altre occasioni e che anche qui non si smentisce: non sa niente, ma vuole far credere di essere già un profondo conoscitore. Di cosa? Di tutto. Quindi non chiederà umilmente informazioni come il precedente fumatore incallito, ma piuttosto indagherà girando alla larga con domande come: «C’è qualche novità sulle sigarette elettroniche?». Caro cliente, rispetto alla prima foglia di tabacco arrotolata c’è ovviamente un cambiamento. Ma come può una semplice commessa non veggente sapere quale sia la tua conoscenza in materia? Può solo valutare dalla tua faccia quanti soldi potrà spillarti se gioca bene le sue carte. Senza perdere tempo quindi passa subito a illustrare le varie tipologie di sigarette elettroniche, scartando già in partenza il modello base che aveva proposto all’anziano fumatore; non è abbastanza tecnologico per il nostro giovane in procinto di diventare un vero e proprio nerd. Lui ha bisogno di qualcosa di più.

 

 

Per chi non conosce questo mondo, sappiate che c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Sigarette cilindriche, quadrate, con regolatori di potenza, con boccaglio in vetro, fosforescenti, col neon lampeggiante che cambia colore quando si aspira, sottili o spesse come un pacchetto di sigarette, a forma di narghilè con tappeto persiano in dotazione, con bruciatori potenziati per fumate in stile macchina a vapore. Non importa quale sia la potenza realmente necessaria per simulare una sigaretta vera, per il cliente nerd è importante che la sigaretta sia “la più”. La più potente, la più durevole, la più costosa, la più fumosa. Quando poi scoprirà che con una semplice levetta potrà aumentare la potenza dell’apparecchio, non esiterà a comprare quello con il bruciatore in stile “nocciolo di Chernobyl” per fumate veramente galattiche. Cari non fumatori, non potrete mai capire l’ebbrezza di sentirsi il Brucaliffo senza avere l’ansia di bruciarsi i polmoni. Vi vedo, orde di svapatori che impunemente boccheggiate svaccati sulla vostra foglia immaginaria, con la faccia soddisfatta di chi ha aggirato una dipendenza invece di risolverla.

Come vi ho detto, però, non esistono solo gli schiavi della nicotina, ma anche chi inizia a fumare partendo dalla sigaretta elettronica soltanto perché è di moda e perché esistono più gusti di fumo che cibi sul pianeta terra. Ormai non si comprano più le cicche, si compra il liquido al sapore di menta. Solitamente questi gusti sono guardati con disprezzo e diffidenza dai fumatori che sono abituati a sentire in bocca il sapore puro e genuino dell’asfalto e che mai e poi mai si abbasserebbero a fumare qualcosa che sa di fragola. Quindi l’espositore del negozio è suddiviso così: i primi venti centimetri in basso a sinistra per i gusti tradizionali al tabacco o ghiaia di cortile, gli altri quattro metri per tutti i gusti dell’arcobaleno. Sapevate di poter fumare qualcosa che sa di torta alla panna? O di saponetta? Gusto assenzio, frutti di bosco, grappa, bouquet della sposa, arrosto con patate, sette foglie e anche neutro, per chi è un purista delle boccate di vapore. E poi, per chi proprio si sente un pioniere di questo nuovo succedaneo della suzione, c’è la possibilità di mixare i liquidi per creare un nuovo nauseabondo gusto personale.

 

 

Il commesso ha fatto una tirata di mezz’ora su tutto questo, ma sicuramente ne è valsa la pena. Il cliente giovane e cool (che sicuramente nei suoi jeans col risvoltino avrà anche una tasca da adibire al nuovo accessorio) uscirà dal negozio con un vaporizzatore che ha gli stessi Watt della batteria della vostra auto e con una gamma di liquidi da poterci allestire quasi una cantinetta vicino a quella dei vini. Vi ricordo che una volta, dal tabaccaio, esistevano solo le Nazionali.

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