Pensieri segreti di una commessa
Il magico mondo delle tisane

Dopo il costume nuovo bisogna preoccuparsi del mantenimento della linea per non incorrere in spiacevoli rotoli inediti. Oltre quindi a farvi un elenco mentale dei vostri nuovi propositi salutisti che probabilmente svaniranno prima dell’uscita dal supermercato, vi preoccupate della vostra diuresi e depurazione. Il reparto tisane è in espansione. Gli sprovveduti, soprattutto uomini esenti dalla prova costume, relegano il concetto di tisana all’inverno e un caminetto in montagna. Ma noi tutte dotate di cellulite (o di predisposizione ad essa) siamo state da tempo iniziate ai segreti delle bevande miracolose snellenti-dimagranti-sgrassanti-drenanti-sgonfianti-debilitanti.

Il finocchio, nuova star. La frequentatrice media di questa corsia di solito fa incetta di tisane al finocchio. L’ortaggio star del decennio. Scommetto che vostra mamma considerava il finocchio tutt’al più come contorno gratinato o buttato nel minestrone, e mai e poi mai avrebbe bevuto una tazza di brodaglia che sa di Golia sciolta male. Il finocchio ha un sapore con una “spiccata personalità”, per dirla alla nouvelle cuisine, ma ci hanno detto che il finocchio fa fare tanta plin plin e quindi noi beviamo cisterne intere di infuso di finocchio. In purezza o con la liquirizia e mille altre erbe improbabili, di cui tanto il finocchio copre ogni sapore, vi vedo riempire carrelli interi di bustine. Anche se non funzionasse la tisana, qualche chilo per andare dal divano al bagno dovreste averlo perso.

 

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Tuttavia non di solo finocchio vive la donna gonfia. C’è tutta una vasta scelta di erbe dalle proprietà magiche: tè verde, cannella e zenzero (che a me ricordano i biscotti, ma io sono figlia dei Natali passati), mate, tarassaco, curcuma, ananas per citare solo le più notoriamente dimagranti. Ma se scavate bene ne troverete altre da utilizzare solo durante i sabbah nelle notti di solstizio.

La perfetta. Arriva la prima signora, che ad una prima occhiata non ha motivo di passeggiare in questo reparto. Abbandona il carrello a inizio corsia e inizia a vagare con fare peripatetico e una mano sulla pancia, probabilmente imbarazzata dal suo etereo gonfiore, o dal mio punto di vista alla ricerca dell’adipe perduta. Questa è la cliente che può permettersi di provare accostamenti strani, tipo finocchio e melissa o finocchio e pasta alla carbonara. Ma soprattutto è quella che fa attenzione anche alla provenienza delle tisane che compra; acquista solo tisane bio, che notoriamente stimolano di più i reni tramite salasso del vostro portafogli. Ne compra una confezione alla volta, deve provare la qualità del prodotto. Ce la vedo mentre si siede sul suo divano di vimini equo-riciclato e degusta il suo infuso meditando sui mali dell’intestino pigro.

 

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Quella che ha fretta. Di contro arriva invece la cliente che ha fretta. Si è accorta l’altroieri che è già giugno e lei è rimasta indietro sulla tabella di marcia della cellulite. Passa di gran carriera nel reparto e riempie il carrello di qualsiasi bevanda vagamente snellente, se anche fosse di origine chimica non ci importa. Imperativo assoluto: eliminare tossine. La peripatetica che ancora aleggia in queste zone si fa da parte con la faccia di un sommelier davanti al Tavernello e se ne va nascondendo la sua preziosa tisana pura-che-depura sotto l’ascella. Mentre il saccheggio si compie, entra in scena la terza tipologia di donna. Non capisce un tubo di erbe, forse si è approcciata da poco al mondo delle tisane perché gliel’ha detto la sua amica dello yoga e quindi si lascia trasportare dalla poesia.

I nomi assurdi. I nomi delle tisane, care le mie clienti, sono dei capolavori di retorica pubblicitaria. Andiamo dai semplici titoli descrittivi, come “tisana dopo pasto”, “tisana digestiva”, “tisana depurativa” o “vent re sgonfio”. Ma possiamo alzare di molto il livello. Ora ve ne elenco qualcuna che ho estratto dal mio cilindro, e poi ditemi se non la state comprando perché vi sentite maga Magò. Per esempio tisana “difesa”, da bere prima di uscire in zone malfamate. O anche “mela d’oriente” e “melograno di Persia”, solo se avete in programma di berla con Aladin. “Tisana armonia interiore”, “Mens sana”, “Tisana libera” e “Ayurvedica” credo che si commentino da sole; non le avete comprate perché sapete quali erbe lì dentro vi possono provocare armonia interiore (e se l’avete raggiunta con un’erba, non stava comunque lì dentro). Quella più misteriosa però, che certamente apre le porte per un’altra dimensione di pipì e pance sgonfie è “tisana mamma biologica”. Non so voi, ma prima di berla prenderei le dovute precauzioni.

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