Pensieri segreti di una commessa
Il marito stordito al supermercato

Rieccoci con il seguito del manuale etologico per la sopravvivenza delle commesse. «Se conosci il tuo nemico e te stesso, la vittoria è tua», diceva Sun Tzu. Sulle commesse non c’è poi tanto da sapere in questo caso, loro vogliono semplicemente sopravvivere alla giornata. Per il resto, ci sono qua io. Il prossimo esemplare che incontriamo oggi è, come preannunciato:

Il pidocchio. Il suo scopo quando entra nel vostro negozio non è comprare ciò che gli serve, ma risparmiare. Su qualsiasi cosa, che si parli di pane o di viti. È più forte di lui, non può accettare di pagare una cosa al prezzo indicato sull’etichetta. Quindi passa ore a studiare tutti gli articoli, un po’ come il precisino, che però a differenza sua lo fa solo per darvi fastidio. Invece il nostro Scrooge mira a trovare un difetto per potervi poi fare la fatidica domanda: «Me lo fa un po’ di sconto, visto che è difettato?». Torno a ripeterlo, per tutti i pidocchi in ascolto: il potere della commessa di cambiare il prezzo di vendita è pari al vostro potere di camminare sull’acqua. Quindi, o siete appena risorti, oppure smettetela di chiederci cose soprannaturali. Non vi faremmo lo sconto nemmeno se la scarpa che state comprando fosse priva di suola e ve la stessimo vendendo come impermeabile. Fine del discorso.

 

 

Differente dal pidocchio è: il risparmiatore seriale. Come suggerisce il nome, ha affinità con il maniaco seriale. Lui sa tutte le promozioni a memoria, non solo del vostro centro commerciale, ma di quelli di tutta la provincia. Gira con una cartellina piena di volantini e buoni sconto, che consulta ossessivamente per trovare il prodotto. Che in realtà non gli serve affatto, ma vuoi non fare una scorta di scope ora che sono in offerta? Che ne sai, magari un domani gestisci una caserma e chi le trova poi le scope per tutte quelle reclute. Caricano carrelli con quantità di latte o patatine bastanti per una mensa, svuotano bancali come se fosse una missione e poi arrivano a un articolo che è già terminato. Sgomento. Disperazione. Fermano uno scaffalista per un braccio con il panico negli occhi. «Non avete più la vernice per cantine verde oliva?». «No», è evidente, pensi che sia nascosta dietro i pacchetti di fiammiferi? «E ora come faccio?» esclama accasciandosi nel carrello, come se la sua cantina si stesse sgretolando proprio ora. «Se ne ha bisogno, vendiamo quella bianca, ma non è in offerta». «No, non è la stessa cosa», dice afflitto. La verità è che lui deve fare a tutti i costi l’affare della vita, non importa quale. Non ce l’ha nemmeno una cantina, ma nel caso volesse scavarsela, gli sarebbe servita quella pittura.

 

 

Lo spettacolo migliore però è: l’inviato speciale. È sempre uomo, è disorientato e ha una lista della spesa che striscia a terra. La moglie l’ha probabilmente convinto a fare le commissioni mentre lei cucina per gli ospiti o prende i bambini o salva il pianeta dagli acari; perciò ha reputato che farsi aiutare dal marito facendogli fare la spesa fosse il male minore. Gli ha messo la lista in mano e l’ha chiuso fuori; ora lui è qui che vaga in corsia, leggendo il suo foglietto come se si trattasse di un testo in sanscrito contenente maledizioni. Dove saranno mai le olive sott’olio? E i biscotti che mangia il bambino, quali sono? Trascinano il carrello su e giù senza pace e soprattutto senza una logica, sperando forse che la moglie abbia scritto in ordine di scaffale gli articoli che lui deve comprare. Certo è, cari uomini alle prese con la spesa, che non date prova di adattamento all’ambiente in questi frangenti. Insomma, il nostro avo Sapiens si risentirebbe molto vedendovi vinti dalla semplice caccia di un pollo Amadori. Attivate i vostri sensi primordiali da cacciatori impavidi, sintonizzatevi sulla stessa lunghezza d’onda delle fette biscottate, acuite l’ingegno per scovare gli astuti pacchi di spaghetti. Insomma, leggete ‘sti cartelli sopra la vostra testa, no? Ma il cervello del marito medio viene spento dalle corsie dell’ipermercato.

 

 

Lo recuperiamo noi commesse, di solito nel reparto copertoni perché è un ambiente familiare, quando ci chiede: «Scusi, sto cercando la farina». Siamo sempre clementi con loro. «Guardi, non è esattamente nella corsia giusta, ma in effetti ci si confonde facilmente, tra farina e catene da neve, è un attimo». Lui ci guarda con la lista davanti a sé, sperando forse di ricevere aiuto, almeno per un articolo o due. Non esageriamo, la commessa può essere cortese, ma mica è una filantropa. «La farina è nella terza corsia a destra, scaffale in alto, dopo il dispenser con il sale in offerta». Lo ritroveremo a chiusura, che rovista in qualche cesto di mutande in cerca delle olive.

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