Pensieri segreti di una commessa
Il risveglio del make up oculare

La primavera sta arrivando, si comincia a essere vestite in modo più colorato e sbarazzino e improvvisamente tutte le donne si ricordano di essere un po’ vanitose. Dopo i lunghi mesi di calzini di pile e berrette di lana in stile andino, le donne recuperano la loro pochette di trucchi e iniziano di nuovo a curare il loro aspetto. Togliere il sottostrato con le ghette del nonno di Heidi e avere l’istinto di restaurarsi il viso pare avere un collegamento ben preciso. L’universo dei cosmetici è un labirinto intricato di cui io non possiedo la mappa. Non so come vi immaginiate che io sia, ma a qualsiasi immagine vi siete fatti di me, levate subito il trucco. Possiedo una matita nera per gli occhi, la stessa da quando ho quindici anni. Fine. Perciò è con un po’ di timore che mi avvicino ai negozi di cosmesi che spesso hanno già da soli un aspetto poco incoraggiante; più che in un negozio entri nella sala teletrasporto dell’Enterprise.

 

 

Avviso a tutti i lettori maschi: quelli che sto per scrivere sono nomi di trucchi realmente esistenti e anche se li leggete ad alta voce non vi faranno perdere la virilità o altre cose simili. Iniziamo con le cose semplici. Matite per gli occhi, di ogni colore esistente. Ne esistono anche di molto grosse tipo le matite da cantiere; fino a ieri immaginavo con timore che servissero per le “ciclopi chic”, ma ho appreso che servono invece per sfumare il colore, un po’ come se fosse ombretto. Se volete uno sguardo intenso, meglio usare il kajal. Anche se vi ricorda un fluido corporeo bergamasco, è semplicemente una matita orientale molto pastosa, che però si sbava facilmente, accipicchia. Ed è qui che la scienza ci è venuta in aiuto inventando le matite waterproof. Una collega commessa mi ha ampiamente illustrato le meraviglie di una matita che resiste a qualsiasi liquido. Non so se voi abbiate davvero bisogno di essere truccate in piscina o se la usiate per le serate in cui avete intenzione di essere tragiche o, ancora, se sudate veramente molto proprio dalle palpebre. In tutti questi casi, la matita non si sbaverà nemmeno di un millimetro; nel caso in cui non voleste più essere Nefertiti l’unica soluzione è l’acquaragia.

Per mani veramente ferme c’è invece l’eyleiner. Che quando è ben messo, me ne rendo conto, fa veramente effetto Cleopatra; ma quante di voi si sentono davvero in grado di contornare il proprio sguardo con tratto sicuro usando quel minuscolo pennellino che molto spesso si impatacca? Restare a mezz’aria col gomito senza disegnare un sismogramma sulla palpebra è molto complesso. La mia collega, in seguito, ha iniziato a non guardarmi più negli occhi, ma a fissarmi in modo inquietante appena sopra, facendomi credere di avere finalmente aperto il mio chakra dell’illuminazione. Invece: «Tu non ti ritocchi le sopracciglia, vero?». Oddio, ho scoperto con la maggiore età che si poteva strapparle per evitare di sembrare un cercopiteco, il ritocco non lo afferro proprio. Esiste una matita anche per questo, forse per quando vi fate prendere la mano e vi depilate come Mina o forse quando volete giocare alle maschere Kathakali.

 

 

Per gli occhi abbiamo anche tutta una gamma di ombretti per colorare, sfumare, ombreggiare, sottolineare con tutti i colori della tavolozza e anche di più. La tavolozza degli ombretti, ho appreso, si chiama “palette” e la dimensione varia dal pacchetto di sigarette alla valigetta ventiquattrore. Non credo mi basterebbe una vita per usare tutte le polverine magiche contenute in una di queste scatole, ma tant’è. Mi chiedo solo se riuscite davvero a usare tutti quei colori, anche il giallino evidenziatore e il viola quaresima che però, a ben pensarci, potrebbe intonarsi alle mie occhiaie. Ancora più kitch, a meno che abbiate dodici anni, gli eye gloss. Come gli ombretti, ma lucidi e se ci va proprio di lusso brillantinati! Se essere una Bratz vi fa sentire attraenti, siete sulla strada giusta. Che dire poi del mascara? Da questo pennellino magico pretendete veramente molto; ricercate volumi e spessori da Medio Oriente, ciglia ricurve che quasi si arrotolano su se stesse. Rassegnatevi, tre peli dritti avete e quelli vi tenete. Anche se le pettinate, le impomatate e ci fate la permanente, il risultato è solo quello di farvi assumere uno sguardo allucinato da fumetto con in più il fastidio di portarsi dei grumi di nero in punta di ciglia. E non siamo ancora scese sotto gli zigomi…

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