Pensieri segreti di una commessa
Che è ‘sta mania di profumare casa?

Profumatori per ambienti, da quando sono diventati un’esigenza? Non ho memoria nella mia infanzia di qualcosa che avesse il compito di profumare necessariamente la casa. Le stanze profumavano a seconda dei giorni della settimana: sabato detersivo per pavimenti, domenica polenta, da lunedì a giovedì cena della sera prima riscaldata per pranzo, venerdì ragù e poi tutto da capo. A mia madre non sarebbe mai venuto in mente di desiderare che il bagno sapesse di violetta mentre che l’ingresso odorasse di eucalipto. C’era una coerenza domestica degli odori. Invece, nel nuovo millennio, il bombardamento sensoriale è completo e gli odori non fanno eccezione. Scaffali pieni di cose che servono per cambiare odore alle case.

 

 

Esiste una varietà di fragranze tale da profumare tutte le stanze di Versailles in modo diverso per un mese. Dalla citronella alla vaniglia, ne abbiamo veramente per tutti i nasi. A volte anche azzardando un po’, soprattutto sugli aromi dolciastri alla caramella gommosa. Ciò che però mi stupisce ancora di più è la varietà di dispositivi per diffondere questi profumi. Niente più umidificatori in ceramica (che fanno molto loculo) appesi ai caloriferi in cui la nonna buttava al massimo qualche goccia di lavanda. Niente più potpourri, che poi secca, si sbriciola in terra e crea quel fastidioso effetto sottobosco autunnale sotto le ciabatte che gli ospiti non gradiscono. Scordatevi quei barattoli anni ’90 a cui svitavi il tappino in modo progressivo per far fuoriuscire l’aroma e che tanto dopo un giorno erano già esauriti. Sorpassati anche i diffusori da attaccare alla presa di corrente che fanno molto antizanzara (per altro assolutamente inefficaci e dalla durata insignificante rispetto a quella delle zanzare). Adesso vanno di moda quei piccoli contenitori di plastica in cui va inserita una specie di dado di gelatina che a me ricorda molto quello attaccato ai water e che magicamente piano piano si consuma rilasciando odori. Queste magie della chimica non mi sembrano molto naturali e non capisco nemmeno bene come sia possibile per un gel volatilizzarsi.

Comunque non c’è problema, nel caso foste come me delle umili commesse intimorite dalle novità abbiamo sempre i nebulizzatori temporizzati. Dai, quelle simpatiche scatoline con il timer da appoggiare in alto sopra gli armadi così che ve ne possiate dimenticare e farvi poi venire un infarto quando nel silenzio della vostra casa sentirete un fortissimo “PPPPPPPPPPPSSSSSSSSSSSSS”. Vi verrà un arresto cardiaco, ma la vostra salma sarà adeguatamente incensata ogni quindici minuti e quando vi troveranno sarete già perfetti per la pira. Per gli amanti del finto etnico invece abbiamo i profumatori a immersione con i bastoncini. Di quale materiale siano fatti non è dato saperlo, perché una volta che il profumo finisce perdono tutta la loro capacità di assorbire e anche se voleste per caso ricaricarli non si può. Sarebbe come immergere nel liquido dei listelli in acciaio, è legno Ogm. Si può imbibire solo una volta e poi mai più. E se pensate di poter poi creare il vostro profumo fai da te, auguri. Una volta credevo di profumare la stanza di menta mescolando un intruglio di acqua e foglie come la maga Magò, con il solo risultato di creare un grande mojito per zanzare. In alternativa, ci sono quei vasetti ripieni di palline gommose che nei momenti più annebbiati potrebbero indurvi in tentazione poiché assomigliano pericolosamente a delle Zigulì.

 

 

Se invece vi sentite sofisticati potete puntare sugli oli essenziali. Ma preparatevi al salto di qualità, perché un olio essenziale necessita di un apparato adeguato per poterne usufruire. Mica bastano quegli altarini di ceramica che vi hanno sicuramente portato dalla Grecia sotto i quali accendente un lumino e parte il profumo. Adesso si fanno le cose per bene. L’olio essenziale si brucia in un diffusore elettrico che emette vapore come il paiolo della strega, ma cambia colore come una palla strobo e ha lo stesso potere ipnotico di una capsula aliena. Non so perché il profumo deve essere associato a un arcobaleno che ronza e ribolle. E non so quanti di voi lo useranno veramente al buio ammirando con sguardo meditativo i colori cangianti. Ma se domani per profumare casa vi regalaste un bel mazzo di fiori?

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