Pensieri segreti di una commessa
Per tutte ‘ste creme, serve un mutuo

Uscendo dal reparto cosmesi ho guardato il mondo con occhi diversi. Mi sono resa conto di quanto la mia faccia fosse priva di strati e colori. Non sapevo se sentirmi nuda o leggera. Comunque pensavo che dopotutto anche le mie consorelle, una volta rientrate nel loro antro privato, al riparo da occhi indiscreti che le possono vedere senza filtri Instagram, si potessero finalmente struccare. Ma non facevo i conti con tutto un altro settore a me quasi ignoto: le creme viso. Niente, sembra proprio che non si possa stare senza spalmarsi qualcosa sulla faccia. Sì, lo so che la pelle è delicata, invecchia, subisce molti maltrattamenti atmosferici e tutto ciò che gli spot pubblicitari ci hanno martellato nella testa. Pare tuttavia che questi insulti all’epidermide siano molto selettivi e colpiscano ancora una volta solo la metà femminile del mondo. O tutti gli uomini hanno la pelle da rinoceronte che non si scalfisce nemmeno con tizzoni ardenti, oppure c’è qualcosa di esagerato da qualche parte. Non potrei mai vendere cosmetici, lo ammetto.

 

 

Comunque la prima parola che mi salta all’occhio in tema di creme è “idratante”. La quantità di vasetti e tubetti contro la secchezza è impressionante. Leggo un po’ il retro dei prodotti perché voglio capire in quale delle occasioni della vita io, cliente dalla scarsa conoscenza (e dal viso poco umido), posso avere bisogno di irrigarmi il volto. Be’, la risposta è… sempre. Tutto quanto il mondo ha la capacità di seccare la pelle (e anche di seccarmi, ma questa è un’altra storia). Aria condizionata, riscaldamento, smog, sole, vento e penso anche i trucchi con cui le mie consorelle si “valorizzano”, per usare un termine neutro. Esiste una crema idratante per ogni tipo di pelle: pelle secca, pelle grassa, pelle sensibile, pelle normale, pelle spenta, pelle impura, pelle grigia, pelle squamata, pelle di serpente, pelle di pollo. Non so in quale categoria rientro e non faccio uso di nessuno di questi metodi di idratazione. Per un attimo ho timore e scenari apocalittici della mia pelle che si stacca si affacciano alla mia mente. Ho la tentazione di comprare una crema, ma prima voglio proseguire nella mia esplorazione. Crema notte e crema giorno. Leggo una serie infinita di componenti dai nomi alieni che mi sembrano poco differenziati tra loro e mi chiedo come faccia la pelle a sapere che ora è. Forse glielo si deve dire. E la crema giorno la devo mettere prima del trucco o dopo? Ancora una volta mi immagino in situazioni poco eleganti, incerta se mettere crema e poi trucco e apparire una parete intonacata, o se prima truccarmi e poi incremarmi per un più contemporaneo effetto “materico”.

Scopro poi che non tutte le parti del viso possono essere trattate in egual misura. Pare infatti che il contorno occhi goda di uno status speciale. La prima domanda che mi pongo è la seguente: chi stabilisce il confine del contorno occhi? Fino al sopracciglio ci siamo tutti, ma sotto? Come faccio io a capire se è già zigomo o è ancora giurisdizione oculare? E quando diventa naso? Insomma io vorrei prima capire bene il limite, mica che poi spalmo la crema nel centimetro sbagliato e la mia pelle si polverizza come i vampiri al sole. Tengo tutti i miei tubetti magici in mano e proseguo verso il reparto più fornito, quello delle creme anti-age. Mi raccomando, sottolineo l’anglicismo. Se dite antirughe invecchiate già di dieci anni solo per aver scelto un termine così desueto e italico. Anti-age. Da alcune ragazze che chiacchierano lì vicino apprendo che: 1) bisogna prendere una crema che abbia assolutamente un filtro solare perché il sole è dannoso (anche se una delle clienti sembra molto abbronzata); 2) bisogna che la crema sia di qualità (traduzione: devi avere un mutuo aperto per poterla comprare con costanza); 3) bisogna cambiare tipo in base alle stagioni o alle fasi della vita; 4) ma soprattutto, bisogna prevenire l’età. Mica pensavate di vivere tranquille nella vostra gioventù? No care le mie lisce giovincelle, per fermare l’età bisogna partire subito, anzi prima.

 

 

Poi le esperte si spostano ed è qui che scopro le mille e una sfaccettature della ruga. Ci sono barattolini praticamente per ogni singolo segno che compare sul vostro viso. Prime rughe, seconde rughe, rughe a tre quarti, rughe da sonno, rughe d’espressione, rughe gravitazionali (e io, che sono un po’ nerd, ho immaginato una grande ruga dentro cui viene risucchiato tutto il bagno), rughe da sole, rughe da luna, rughe da noia, le mie. Faccio un rapido calcolo dei soldi che dovrei spendere per comprare i barattolini magici che tengo tra le mani. Decido di andare in libreria; per oggi la mia faccia invecchierà ancora.

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