Gli stati generali del mais antico
sono in centro (con tanta polenta)

Rostrato rosso di Rovetta, spinato di Gandino, scagliolo di Carenno dalla Lombardia; pignoletto rosso della Val di Cosa, rosso di Aquileia, socchievina, dente di cavallo, resiana e cinquantino dal Friuli; ottofile di Roccacontrada dalle Marche; nostrano di Piadera e biancoperla dal Veneto; ostenga, pignoletto rosso e giallo, mais ottofile dal Piemonte. Mais antichi che ritornano, arricchiscono di biodiversità un’agricoltura che da decenni ha ridotto a poche specie super selezionate il cereale addomesticato dai Maya 10mila anni fa. Dal Piemonte al Friuli, dall’Alto Adige all’Abruzzo i custodi delle antiche varietà si sono organizzati attorno alle rete di Slow Mays. E si ritrovano, ogni tanto.

 

 

Il prossimo appuntamento è proprio a Bergamo, sabato 1 e domenica 2. In programma incontri con mostra mercato di farine di mais locali a impollinazione libera e trasformati, Presìdi Slow Food e prodotti di Comunità da tutta Italia, animazione, street food e Laboratori del Gusto. Una bella festa in stile “Slow” che prevede anche la grande preparazione in piazza di polenta tradizionale abbinata a Presìdi e prodotti del Mercato della Terra, domani dalle 10 alle 17 in Piazza Matteotti.

Gambe sotto il tavolo. Poi c’è la proposta a tema nei ristoranti. Gli chef amici di Slow Food hanno risposto con entusiasmo al richiamo dei mais tradizionali e locali proponendo in carta nei loro ristoranti elaborazioni innovative per i consumatori attenti.

La riflessione. Nelle conversazioni pubbliche di domenica 2 dicembre (ore 10-13) in Sala Viscontea, piazza della Cittadella, che ospita la mostra “Big Picnic: cibo sicuro, responsabile e biodiverso”, si uniscono la riflessione e lo scambio alla convivialità, al racconto e alle testimonianze cercando di presentare un panorama di assaggi concreti nella prospettiva possibile della ricerca di benessere individuale e collettivo complementare e non alternativo alla salute degli ecosistemi e del pianeta.

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo alle pagine 14 e 15 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 6 dicembre. In versione digitale, qui.

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