Tutti pazzi per i tattoo
E Bergamo non è da meno

Si è conclusa da qualche giorno a Londra la decima edizione dell’International Tattoo Convention, il più grande raduno europeo dedicato al mondo dei tatuaggi. Di cosa si tratta? Di una sfida all’ultima incisione tra gli artisti del ricamo epidermico. La capitale britannica ha ospitato, così, 340 tatuatori di fama internazionale al lavoro sui corpi dei visitatori e ventimila appassionati da tutto il mondo, pronti a sfoggiare i loro corpi trasformati in opere d’arte. Erano presenti anche star della tv come Ami James (Miami Ink & NY Ink),Tim Hendricks (NY Ink) e Phil Kyle (London Ink).

Le convention italiane. L’Italia non è da meno. Nel 1985, Roma ospita la prima convention internazionale italiana, portando alla notorietà gli studi tattoo presenti nel nostro Paese, da Milano alla capitale. Poi, nel 2015, l’Italia ospita la prima Biennale International Tattoo, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Cultura e il Centro Studi sul Multiculturalismo, nata da un’idea del Maestro Francesco Perilli, con la collaborazione di Vittorio Sgarbi, direttore e curatore della 54esima Biennale di Venezia. La Biennale International Tattoo intendeva rivalutare la pratica del tatuaggio come forma di espressione artistica e culturale, evidenziandone l’aspetto storico-antropologico e la qualità delle modalità tecniche di esecuzione.

Una sessione 24 ore no stop, a Bergamo. Se volete immergervi completamente nel mondo dei tatuaggi potete farlo partecipando alla maratona che lo studio Tattoo Ink di Bergamo (via San Tomaso) saltuariamente organizza. Il prossimo appuntamento sarà tra fine ottobre e novembre. Le regole sono semplici: i tatuaggi dovranno avere come dimensione massima 3cm per 3cm, essere solo monocolore nero per un prezzo di 25 euro. Il consiglio? Prendete appuntamento perché l’arte del tattoo impazza e si rischia di rimanere a pelle asciutta.

Il business dei tattoo. Il tatuaggio è stato sdoganato, ha acquisito una sua dignità e soprattutto è capace di muovere un business da 80 milioni di euro che non mostra segni di cedimento. Un mercato che non conosce crisi, con numeri da capogiro: basti pensare che sono circa 3 milioni i tatuati in Italia. Secondo un articolo del Sole 24 Ore del dicembre 2013, il numero delle imprese che propongono tatuaggi e piercing è passato dalle 257 del 2009 alle 1.537 del 2013.

Breve storia del tatuaggio. Fenomeno di moda, il tatuaggio, ma con una storia antichissima: ne sono stati scoperti cinquantasette sulla mummia Oetzi, che risale a 5.000 anni fa, ritrovata nel ghiacciaio di Similaun in Alto Adige nel 1992. Ma il tatuaggio nel mondo occidentale viene messo al bando prestissimo: lo proibisce per primo Costantino nel 325 d.C., facendo riferimento al divieto espresso in un passo del Levitico. Ricomparirà soltanto nel Settecento dopo l’incontro di James Cook con i tahitiani. Da allora, la pratica divenne una moda tra i marinai e si diffuse anche tra i carcerati. È solo dagli anni ‘70 infatti che il tatuaggio cerca di recuperare la propria dignità culturale, soprattutto grazie alle sottoculture hippy e biker.

Se mi lasci ti cancello. Non è solo il titolo del film del 2004 diretto da Michel Gondry. L’aspetto che rende affascinante un tatuaggio è lo stesso che permette ad un ricordo di non perdersi. Il suo essere indelebile. Così se quello dei disegni sulla pelle è ormai un business maturo, la prossima frontiera (economica) del settore si preannuncia quella della loro cancellazione. Sono sempre più i tatuati “pentiti” in tutto o solo in parte, desiderosi – come dimostra il caso dell’attrice Melanie Griffith (che, dopo il divorzio da Banderas, ha eliminato il nome Antonio dal suo braccio destro) – di liberarsi di nomi o immagini diventate inaccettabili. La conferma arriva da uno studio della società di ricerca IbisWorld che ha analizzato il mercato Usa e stima per gli ultimi 10 anni un aumento del 440% delle spese per l’eliminazione di tatuaggi “out”. E’ un business da 75 milioni di dollari destinato a crescere ancora, fino a toccare gli 83 milioni nei prossimi quattro anni, interessante ma ancora briciole dinanzi alla torta da 3,4 miliardi di dollari che gli americani spenderanno in tatuaggi nel solo 2014.

Le ultime tendenze tattoo. Nascono intanto nuove tendenze, come la tecnica della “scarnificazione” (che consiste nell’incidere la cute per ottenere delle cicatrici della forma desiderata), si riconferma l’antica tecnica polinesiana, si rivisitano i concetti maori o si recupera la voglia di riprodurre visi di figli e innamorati.