Antipasto di Punk Rock al Goisis
C’è il mitico Nando dei Senzabenza

Il poeta, drammaturgo e filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing è passato alla storia per una frase scritta nella commedia Minna von Barnhelm e che, oggi, è spesso usata come slogan: l’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Senza volerne abusare, ci sentiamo di dire che l’attesa del terzo Punk Rock Raduno (al via domani, 12 luglio, fino a domenica 15, tra Edoné e altre zone della città) è essa stessa il piacere, soprattutto se stasera vi capita di passare per il Goisis. È nel bell’estivo in Monterosso, infatti, che andrà in scena un gustoso aperitivo della kermesse, quest’anno dedicata agli intramontabili Ramones, che porta musica e spettatori un po’ da tutto il mondo.

 

 

Certo, definire “aperitivo” lo show del Goisis è un po’ riduttivo, visto i nomi che andranno in scena. Due live acustici di assoluto livello, che uniscono sotto l’ala del Punk sia gli Usa che l’Italia. Il piatto forte (si parte alle 21.30, ingresso libero) saranno gli Even In Blackouts, direttamente da Chicago a Bergamo. Si tratta, principalmente, di un duo, composto da Liz Eldredge e, soprattutto, dal chitarrista John “Jughead” Pierson, che nel 2002 ha dato vita a questa band dopo la rottura del suo storico gruppo, gli Screeching Weasel. Gli Even In Blackouts sono sì punk, ma con forti influenze pop, cosa che ha permesso loro di andare ben oltre la nicchia conquistandosi un pubblico ampio ed eterogeneo. In apertura però, direttamente da Latina, spazio a Nando Ferdinandi dei Senzabenza, ovvero il leader della band che ha indubbiamente scritto la storia del punk nel nostro Paese. Nati nel 1989, i Senzabenza cominciano a portare in giro per l’Italia le canzoni di mitici gruppi americani quali i Ramones e quando, a metà Anni ’90, il pop-punk esplode anche nel Belpaese conquistando molti seguaci, i Senzabenza vestono anche i panni di “padri nobili” della scena lanciando e supportando diversi giovani progetti. In quest’ottica, il frontman Nando è da sempre visto come una delle figure più influenti del punk in Italia e quando c’è da portare avanti il movimento non si tira certo mai indietro. Per questo è stato un piacere fare due chiacchiere con lui prima del live di questa sera al Goisis.

Nando, lei è una delle persone più importanti, nonché ormai “memoria storica”, del punk-rock italiano. Cosa ne pensa del Punk Rock Raduno e di quello che si sta creando attorno al festival?
«Credo che il Punk Rock Raduno sia un perfetto esempio di come fare le cose con passione possa portare ad autentici prodigi. Non mi viene infatti altra definizione se non “prodigio” per un festival completamente gratuito che riesce ad avere in line-up band e artisti come Queers, CJ Ramone, e in passato Travoltas e tanti altri. Penso che il merito sia del grande entusiasmo che si è creato intorno al festival e che negli anni cresce sempre di più, ma soprattutto della credibilità e dell’impegno di Franz Barcella, Andrea Manges e gli altri, che riescono ad avere grandi nomi di spessore internazionale, il tutto sostanzialmente solo per il piacere di suonare al Punk Rock Raduno».

I Senzabenza sono stati uno dei primi gruppi italiani punk-rock ad avere un tiro più “internazionale” e a raccogliere consensi anche dall’estero. Come son cambiate le cose da allora?
«La mia impressione è che le cose siano cambiate moltissimo e da tanti punti di vista. In particolare mi sembra che la scena sia cresciuta esponenzialmente. Quando nei primi Anni ’90, con Sebi, concepimmo le due compilation Back in the 76 e Flower punk rock, parteciparono praticamente tutte le band italiane (Manges, Derozer, Mondo Topless, Crummy Stuff, ndr) che rappresentavano il nascere di una nuova scena, di ispirazione Ramones/Lookout, dopo un decennio dominato dall’hard-core punk politicizzato. Oggi di ottime punk-rock band ce ne sono moltissime e la scena è molto più matura. Faccio solo il nome di una grandissima band, relativamente “giovane” e che suonerà al Punk Rock Raduno: i The Colvins».

Il vostro rapporto coi Ramones come lo definirebbe? Gli avete aperto dei concerti e uno dei vostri dischi è stato prodotto da Joey Ramone. Felice di rivedere CJ sul palco?
«Penso che sia riduttivo dire che l’esperienza con i Ramones è stata indimenticabile. Ricordo il primo concerto a Roma al “Tenda a strisce”. Essere dentro già dal pomeriggio a vedere il soundcheck dei Ramones pensando che poche ore dopo saremmo stati sullo stesso palco. Mi fa venire i brividi anche oggi. Poi ovviamente l’esperienza in studio a New York, piena di ricordi stampati nella mia memoria, come ad esempio essere rimasto in studio con Joey a mixare un nostro brano, mentre Sebi andava a vedere le prove dei Ramones… senza Joey! Oppure aver ascoltato Greatest hits live dei Ramones con Joey che l’ascoltava in quel momento per la
prima volta insieme a me. O anche avere proposto a Joey il mio disco punk preferito del momento, Punk’s not sad dei Crummy Stuff, e aver visto Joey ascoltarselo dalla prima all’ultima canzone con molta partecipazione. Riguardo a CJ, lo rivedrò volentieri, ma non ho mai approfondito molto la sua conoscenza perché purtroppo ho un carattere molto schivo e quando mi approccio a un artista penso sempre di rompere i coglio…, per cui con lui non sono mai andato oltre i saluti».

Al Goisis suonerà in acustico, in apertura agli americani Even in Blackouts. Che repertorio proporrà?
«Proporrò una dozzina di brani, per uno show di circa 35 minuti. Sostanzialmente Senzabenza old song rivisitate in chiave acustica più qualche cover. Penso che tutto sommato sarà una performance divertente».

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