Harley Davidson, Bergamo capitale

Il rumore del “V-Twin”, con i due cilindri a 45 gradi in senso longitudinale, è talmente magico da essere l’unico al mondo coperto da brevetto, in tema di motori. Ma il fascino dell’Harley Davidson si spinge molto più in là: è sinonimo di libertà, grandi spazi, paesaggi conquistati senza l’ansia da prestazione. Sono milioni e milioni sparsi in tutto il mondo gli appassionati delle moto più iconiche della storia. Le Harley Davidson resteranno immortali per le tante immagini impresse in film che hanno fatto la storia del cinema. Per i tanti divi hollywoodiani che le hanno amate ed esibite anche fuori dal set: da James Dean a Elvis Presley, da Jack Nicholson a – ebbene sì – Brigitte Bardot. Per quella naturale ed esclusiva capacità di essere personalizzate al punto di diventare, seppure prodotte in serie, moto uniche, assolutamente originali. E proprio in provincia di Bergamo, a San Paolo d’Argon, c’è la concessionaria che sta portando avanti quel mito come nessun altra in Italia, tant’è che per il secondo anno consecutivo è stata convocata dalla Casa madre a Milwaukee, nel Wisconsin, per ricevere un premio di peso: miglior “filiale” del Belpaese. Splendido riconoscimento per i due titolari Dario Nembrini e Angelo Rebuffini, e per i 15 dipendenti.

 

 

La concessionaria ha dal 2004 la sua vetrina su via Bergamo, a San Paolo d’Argon, ma da un anno e mezzo si è spostata di poche decine di metri in una sede più grande, quasi duemila metri quadrati. Ottomila le moto vendute in questi 15 anni dalla premiata ditta guidata da Nembrini e Rebuffini. L’assegnazione del riconoscimento alle concessionarie migliori avviene in maniera sistematica e rigorosa. Sulle circa 800 concessionarie presenti in tutto il mondo, una cinquantina delle quali in Italia, vengono selezionate le 40 migliori secondo criteri che valutano non solo la quantità delle vendite ma anche quella del servizio offerto, il lavoro svolto rispetto al bacino territoriale di competenza e il riscontro dato dal grado di soddisfazione della clientela che misura l’aspetto relazionale messo in atto dopo la vendita. «È la cura per il cliente la base del nostro successo – spiega Dario Nembrini -. Al giorno d’oggi lavorare sul post vendita è fondamentale: vendere e basta, come si faceva un tempo, non porta lontano. Quando sorge una problematica con la moto non ci si deve sentire nei guai, bisogna poter contare su un’assistenza puntuale». Un esempio? Nessuna chiusura ad agosto, perché l’estate è proprio il periodo in cui si va più in moto e in cui dunque si può aver bisogno di una messa a punto. «Abbiamo anche le moto sostitutive – va avanti Nembrini – in modo che non si resti mai a piedi, neppure quando la propria Harley è in officina. E abbiamo le moto a noleggio, buone anche come mezzi di prova per chi vuol guidare per un po’ la moto prima di acquistarla».

Prima di aprire la concessionaria, Angelo Rebuffini aveva già un’officina autorizzata Harley Davidson; Dario Nembrini era un appassionato possessore di Harley dal ’96. La clientela è cambiata parecchio, negli anni. Un tempo l’harleysta tipo, a Bergamo, aveva 45-50 anni, oggi «andiamo dal 25enne alla persona di 60, 70 anni – specifica Nembrini – perché la nostra moto non punta sulla velocità e sulle prestazioni. Il nostro fruitore vuol godersi la strada, passeggiare, soprattutto in compagnia. Ci sono artigiani, commercianti, manager. Abbiamo tra i clienti anche diversi notai e avvocati. Un po’ di tutto, insomma. Ad accomunarli è la passione per il marchio e per quello che trasmette: libertà alla “Easy rider”, andare in strada dimenticandosi di tutto». Visto che di passione si tratta, la bellezza sta anche nel dettaglio: c’è tutto un contorno di abbigliamento e oggettistica che tanto contorno non è, visto la centralità dell’immagine globale legata al mito americano. «Ci si può quasi arredare una casa con quanto prodotto dalla Harley», sorride Nembrini. Centrale anche l’aspetto socialità, come già accennato. «Abbiamo un nostro club, il Bergamo Chapter, che organizza eventi per gli associati. Harley regala, quando si compra una moto, una tesserina per iscriversi in qualsiasi club italiano. Un bel modo per conoscere gente, andare ai raduni, partecipare a eventi conviviali e gite domenicali. Si creano amicizie nuove».

 

 

La conquista della clientela giovane è passata attraverso l’offerta, ampliata dalla casa madre: le Sportster tipo 883 e Forty-Eight sono molto accattivanti esteticamente, si possono comunque customizzare e hanno una cilindrata inferiore – 1200 cc – rispetto ai più classici 1750 e 1860 cc. Con le “piccoline”, per modo di dire, «si va benissimo anche in città – spiega Nembrini -, mentre le medie e le touring sono perfette per fare turismo. L’harleista non ama molto le autostrade: meglio passaggi più panoramici, tra le montagne e le colline, sulle rive dei laghi e sulle litoranee».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.