A Bergamo il frisbee viaggia veloce
E la Nazionale azzurra ringrazia

I Mondiali Under 20 di ultimate frisbee, rassegna che ha visto protagonisti ben quattro rappresentanti della nostra provincia, si sono conclusi con un decimo posto per quanto concerne la squadra femminile e un settimo per quella maschile. La compagine femminile, allenata dalle bergamasche Vanessa Barzasi e Beatrice Sisana e che ha visto la presenza anche della classe 2001 Virginia Mauro, era partita forte aggiudicandosi i primi incontri. Le prime vittorie avevano fatto sperare in un grande piazzamento fra le prime sei al mondo, ma, strada facendo, le azzurre sono calate. «Noi avevamo una squadra relativamente forte – esordisce Barzasi, una delle due allenatrici della rappresentativa delle ragazze -. Dopo aver visionato il nostro roster ai raduni e ai tornei di preparazione, il nostro obiettivo era quello di chiudere nelle prime otto posizioni dietro Stati Uniti, Canada, Colombia e qualche altra formazione. Quando abbiamo iniziato le prime partite, la squadra ci ha stupito positivamente: abbiamo vinto contro l’Olanda campione europea in carica (l’Italia aveva chiuso l’Europeo in quinta posizione, ndr) e nel primo girone abbiamo battuto anche Messico e Cina. Poi siamo state sconfitte dal Giappone e forse il fatto di non riuscire a qualificarci tra le prime sei ci ha un po’ demoralizzato e portato alle battute d’arresto successive. Un peccato aver accarezzato la possibilità di raggiungere quel traguardo e non esserci arrivate. Soprattutto pensando a come era iniziata».

Vanessa, che oggi lavora come educatrice e a settembre si laureerà in Tecniche della riabilitazione psichiatrica, svolge questa attività per passione e ci racconta come è iniziato il suo percorso da allenatrice: «Questo è il nono anno che pratico questo sport, sia con la società Ultimate Bergamo – spiega l’allenatrice delle azzurrine – che in Nazionale, con cui ho fatto gli Europei di Copenaghen e i Mondiali di Londra. Poi ho iniziato ad allenare la squadra femminile di Bergamo con Beatrice (Sisana, ndr), di cui siamo entrambe allenatrici-giocatrici. Ci conosciamo sin da piccole e ci siamo ritrovate per caso qui. Avevo iniziato questo percorso a Bergamo, poi stavano cercando persone intenzionate a mettersi in gioco per allenare. Ci siamo candidate, ci hanno scelte e l’anno scorso abbiamo fatto il primo anno insieme con l’Under 20. È un percorso in cui ci siamo divertite parecchio, ci ha dato tante soddisfazioni e personalmente posso dire di essere stata contenta di aver iniziato. Inoltre abbiamo avuto feedback positivi dalle ragazze e questo ci ha riempito d’orgoglio. Soprattutto perché svolgiamo questa attività per passione: dobbiamo prenderci giorni di ferie da lavoro, non abbiamo sponsor, le ragazze si autotassano per poter prender parte a questi eventi ed è un enorme sacrificio per tutti».

 

 

L’ultimate frisbee non è certamente uno sport fra i più praticati e Vanessa ci confida come è nato l’amore verso questa particolare disciplina: «Avevo smesso di giocare a pallavolo e stavo facendo kung-fu quando la mia insegnante mi chiese di provare uno sport che lei stessa definì “particolare” – spiega l’allenatrice classe 1991 -. Andai a veder un allenamento alla Fara cercando di capire di cosa si stava parlando. Quel giorno ho capito che non si trattava solamente di lanciare un disco, ma che era uno sport dinamico, in cui c’era anche una parte tattica. Non era nulla di diverso da un qualsiasi altro sport di squadra. Mi piacque tantissimo, ho iniziato e ora sono qui. Poi una cosa che vorrei sottolineare è che in questa disciplina la squadra è fondamentale: si gioca in sette contro sette e devi avere totale fiducia in ogni tuo compagno. Ciò ci rende vicendevolmente importanti».

 

[Ragazzi e ragazze dell’Ultimate Bergamo]

 

E l’ultimate frisbee, una passione nata quasi per caso, si è poi trasformata in una passione di famiglia in casa Barzasi. David, classe 2001 che ha preso parte come atleta al Mondiale Under 20 maschile, è il fratello minore di Vanessa. La formazione maschile ha chiuso la competizione iridata canadese in settima posizione, con qualche rimpianto per non aver strappato un piazzamento migliore che probabilmente avrebbe meritato. «Ho iniziato a invitarlo a giocare con noi quando aveva 12 anni – continua l’allenatrice -. Non gli è mai piaciuto calcio, ma era ancora un po’ troppo giovane per praticare questo sport. Non avevamo squadre giovanili e faceva fatica. Poi, dopo qualche anno, ha ripreso in mano il frisbee e ha iniziato a fare qualche allenamento con noi fino a quando la squadra maschile gli ha chiesto di iniziare a giocare con loro. Da due anni anche lui gioca in Nazionale».

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