10 discorsi bergamaschi da bar

Per avere il polso della situazione politica, economica, morale e persino sportiva della nostra città non è necessario consultare compulsivamente internet. Basta frequentare un bar, preferibilmente di periferia, negli orari strategici del caffè, dell’aperitivo e del tè del pomeriggio per le signore. Emerge uno spaccato vivido, sincero e un filo tradizionalista che da un lato conforta e dall’altro spaventa, per la scarsa considerazione del futuro e dei giovani. E questi ultimi? Niente, loro il bergamasco non lo parlano (quasi) più.

 

POLITICA

1) I è töcc öna mànega de làder

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Inspiegabilmente le fazioni politiche si placano e le posizioni più radicali si ammorbidiscono quando di tratta di far fronte comune contro i politici in generale e contro il governo in particolare. [Trad: sono tutti una genìa di ladri]

 

2) Gh’è piö la destra e la sinistra

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Sintomo di smarrimento esistenziale e di perdita dell’orientamento, stavolta non dovuta a eccessive libagioni, la frase rimbalza di bocca in bocca affratellando anche gli storici avversari ideologici. [Trad: non ci sono più la destra e la sinistra]

 

3) I gh’à ‘n del có dóma la scagna

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Se il pensiero fisso degli avventori è arrivare alla fine del mese, per contrappasso quello dei politici sembra essere orientato alla conservazione di una sola specie, la propria. [Trad: hanno in testa solo la loro poltrona]

 

SPORT

4) Gh’è ìn bal tròp sólcc

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Ultimi eredi di generazioni intere che hanno patito la fame, riusciamo ancora a scandalizzarci per la massa di denaro che circola intorno agli intrepidi eroi del fùbol. [Trad: ci sono in ballo troppi soldi]

 

5) I parla dóma de balù

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Questa invece è un’espressione riservata di solito al pubblico femminile, oppure ai pochi che si interessano agli sport minori, vivono nell’ombra e tornano improvvisamente alla ribalta per una vittoria importante della Foppapedretti o di Michela Moioli. [Trad: parlano solo di calcio]

 

6) Anche st’an a m’se salva

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Non si contano i campionati dellAtalanta che si sono chiusi con questa affermazione. La maggiore o minore distanza dalla fine reale del campionato è inversamente proporzionale allo stato delle coronarie dei tifosi. [Trad: anche quest’anno ci salviamo]

 

GIOVANI

7) I ghe arda dóma a chi ciànfer lé

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I ciànfer in questione sono naturalmente gli smartphone, entrati talmente a far parte della vita di relazione da sostituirla quasi del tutto. Forse però è solo invidia dei più anziani, poco avvezzi alle meraviglie della tecnologia. [Trad: guardano solo a quegli oggetti lì]

 

8) I ‘nvidie mia

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Nonostante tutto, si pensa sempre che l’epoca passata sia migliore di quella presente, non considerando gli evidenti problemi di povertà, lavoro massacrante, famiglie numerose, presenza massiccia di inutili distese erbose in luogo degli attuali, efficienti agglomerati urbani. [Trad: non li invidio]

 

PENSIONI

9) Te gh’é de laurà finchè te scàmpet

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Amara constatazione di chi segue allibito la continua escalation dell’età pensionabile, che sta per arrivare al limite della tabella della tombola. È vero che amiamo il lavoro, ma quando è troppo è troppo. [Trad: dovrai lavorare fin che campi]

 

10) La pensiù i la ederà col binòcol

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Sempre riferita ai giovani, è una considerazione che esprime scetticismo sulle reali possibilità dei giovani di arrivare a questo importante traguardo, Le ultime dichiarazioni del presidente dell’INPS sembrano avvalorare la saggezza popolare. [Trad: la pensione la vedranno col binocolo]

 

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