Dieci frasi dei bergamaschi
per rendere omaggio alla Madonna

In copertina, il dogma dell’Immacolata nella cupola di Santa Maria delle Grazie, a Bergamo.

 

Se intratteniamo un rapporto di rispettosa devozione con l’Onnipotente, a cui ci rivolgiamo con l’appellativo di “Signùr”, consideriamo la Madonna molto più vicina alle quotidiane angustie, veramente un’«avvocata nostra» che invochiamo spesso, magari non con tutti i crismi della formalità, ma con un familiare «Madóna mé» che testimonia una consuetudine  da frequentazione quotidiana. Oggi, nella festività a lei dedicata, ricordiamo una parte dei nostri molteplici modi di renderle omaggio.

 

1) Dì sö öna avemaria prima de ‘ndà ‘n lècc

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Chiunque abbia avuto un’educazione cattolica, ma forse anche chi non l’ha avuta, ricorda e a volte mette in pratica questo consiglio delle nostre nonne, che doveva preservarci da ogni male. E lo faceva davvero. [Trad. Di’ un Avemaria prima di andare a letto]

 

2) L’à salvàt Bèrghem

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Alla Madonna, secondo alcuni, dobbiamo la sopravvivenza stessa della nostra città ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La sua voce stessa avrebbe dissuaso il pilota addetto all’operazione bellica. Se non è vero, ci piace pensarlo. [Trad. Ha salvato Bergamo]

 

3) Ghe pórte i fiùr ala madunina

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Per estensione, ogni edicola oche contenga al proprio interno l’effigie della Madonna è un degno luogo di culto. Anche la stampa fotografica, il popolare “santino” con la Sua immagine viene da noi chiamata “madunina”. [Trad. Porto i fiori alla Madonnina]

 

4) Gh’è gna sàncc gna madóne

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Frase che significa l’impossibilità di portare a termine un’impresa, è pronunciata solo in casi estremi, dopo averle provate davvero tutte. D’altronde, siamo bergamaschi. [Trad. Non ci sono né santi né madonne]

 

5) Imacolada a l’völ dì vèrgen

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Perpetuando un vecchio errore, la tradizione popolare traduce Immacolata Concezione con “parto di una vergine”. In realtà è opportuno ricordare che la definizione si riferisce all’assenza del peccato originale. [Trad. Immacolata vuol dire vergine]

 

6) L’à salvàt pò a Treì

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Non solo Bergamo. Alla Madonna dobbiamo anche la salvezza di Treviglio, quando dall’affresco che oggi è diventato il Santuario della Madonna delle Lacrime sgorgò sangue, e il generale Odet de Foi, visconte di Lautrec, rinunciò al sacco della città. [Trad. Ha salvato anche Treviglio]

 

7) Dümìnica a m’và a Medjugorje

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I pellegrinaggi mariani non si limitano alle numerose chiese di Bergamo e provincia, e si estendono oltre i confini nazionali, a confermare una devozione che non teme le distanze. [Trad. Domenica andiamo a Medjugorje]

 

8) A l’fà ü frècc de la madóna

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Sicuri di non incrinare un rapporto di affettuosa devozione, a volte leghiamo il nome della Madonna anche a eventi non proprio religiosi o memorabili. Certi che verremo perdonati dalla sua infinita indulgenza. [Trad. Fa un freddo della madonna]

 

9) Ò ‘mpiàt sö öna candèla a la césa di Grassie

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Questo sarà un atto che oggi molti di noi compiranno. La Parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie, per noi semplicemente “i Grassie” sarà il luogo deputato alla richiesta d’intercessione per noi e i nostri cari. [Trad. Ho acceso una candela alla chiesa delle Grazie]

 

10) Chi di Gère i à ciama i “madóne”

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Fonte immagine, qui.

Il soprannome o scotöm di chi abita alle Ghiaie di Bonate ricorda la discussa apparizione della Madonna nella località bergamasca, a una bambina di 7 anni. Una devozione popolare che dura da oltre 70 anni.

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