Dieci frasi dei bergamaschi
sui nostri carissimi cani e gatti

I cappottini per i cani, gli smalti per unghie feline e altre amenità contemporanee non fanno per noi. Con gli animali domestici abbiamo un rapporto franco e diretto, spesso basato sull’utilità. Un chiaro esempio è il pastore bergamasco, che si guadagna il rispetto badando alle pecore, cioè lavorando. Capiamo già meno l’esistenza del gatto, se rinuncia al suo ruolo di cacciatore di topi. Per questo capita di sentire frasi che non depongono certo a favore del nostro amore per le “bestie”. Ma sono asprezze della lingua, non del pensiero.

 

1) Ó facc du chilometri col sachèl in di mà

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La sensibilità ecologica si è diffusa. Non altrettanto hanno fatto i cestini per la raccolta delle deiezioni canine. Così capita di camminare con l’imbarazzante carico. Augurandosi di non incontrare nessuno a cui stringere la mano. [Trad. Ho fatto due chilometri col sacchetto in mano]

 

2) A l’ pórte a castrà

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Il miagolio del gatto in amore può evocare, all’inizio, pensieri romantici. Dopo alcuni giorni si arriva a immaginare, e spesso a mettere in atto, la soluzione più drastica. [Trad. Lo faccio castrare]

 

3) A l’ lassa péi despertöt

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Accolto con gridolini d’approvazione, il cucciolo suscita sempre ondate di tenerezza. Che  si smorzano quando, in periodo di muta, le pulizie di casa diventano un incubo. [Trad. Lascia peli dappertutto]

 

4) Me tóca ndà fò sóta l’aqua

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C’è sempre chi è addetto all’indispensabile ora d’aria dell’animale di casa. Anche in inverno, anche quando il tempo consiglierebbe il contrario. Lo sfogo è quindi ampiamente condivisibile. [Trad. Mi tocca uscire sotto l’acqua]

 

5) A l’m’à pissàt sö la tastéra

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Càpita che l’educazione al controllo di cani e gatti passi attraverso spiacevoli episodi, che mettono a dura prova l’affetto nei loro confronti. L’avvento della tecnologia ha moltiplicato le occasioni di sconforto. [Trad. Mi ha pisciato sulla tastiera]

 

6) L’è ű dèbet

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Nel segreto della confessione tra cinofili pentiti, in un clima da segreto massonico, ci si può lasciare andare ad affermazioni che contraddicono le appassionate e pubbliche dichiarazioni d’amore incondizionato. [Trad. È un debito]

 

7) Chèl bambo del mé cà

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Contro ogni legge della statistica, ognuno di noi è convinto di possedere l’esemplare meno intelligente della specie. C’è da temere che la convinzione sia condivisa dal cane nei confronti del padrone. [Trad. Quello stupido del mio cane]

 

8) A l’ bór adóma quando l’gh’à mia de bór 

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Attivissimo, ululante e guardingo quando parenti e amici ci visitano, spesso il nostro guardiano di casa sceglie di astenersi quando la minaccia è reale. Un aspetto psicologico che sarebbe opportuno indagare. [Trad. Abbaia solo quando non deve abbaiare]

 

9) Me piaserèss fa la sò éta

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Lunedì mattina, ora della sveglia.Il gatto vi guarda e si stira pigramente. Poi torna a raggomitolarsi sulla vostra poltrona. Fuori piove. E per un lungo momento pensate che vi piacerebbe fare cambio. Almeno per un po’. [Trad. Mi piacerebbe vivere come lui]

 

10) I bestie, o èndele o tèndele

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La saggia conclusione, argutamente enigmistica, con la sottrazione di una sola consonante ci fa capire che esiste solo un’alternativa alla cura quotidiana dei nostri amici. E per qualcuno il guadagno non è solo economico. [Trad. Gli animali, o venderli o prendersene cura]

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