Dieci frasi in bergamasco
sulla situazione economica

Molti di noi hanno guardato con attenzione al programma del nuovo governo, per capire se migliorerà la propria situazione personale. C’è da dire che, posseduti dal nostro genetico scetticismo, non ci facciamo facilmente illudere. Però andiamo avanti a testa bassa come sempre. Perché siamo convinti che il mondo non può cambiare un bergamasco, ma che un bergamasco può cambiare il mondo.

 

1) Ol laurà a l’gh’è, l’è assé iga òia

Principio supremo del bergamasco, che lo applica indistintamente anche nelle contingenze economiche più drammatiche. La crisi è un concetto astratto, sicuramente non applicabile a noi. [Trad. Il lavoro c’è, è abbastanza avere voglia]

 

 

2) Adèss i mèt la tassa piata

Siccome spesso lavoriamo in proprio, siamo obbligati a informarci su tutte le novità in ambito fiscale. Ultimamente poi siamo incuriositi dal fiorire di nuove terminologie che, ricondotte al linguaggio quotidiano, risultano persino simpatiche. [Trad. Adesso mettono la tassa piatta]

 

 

3) Sito che fòrse ‘ndó ‘n pensiù

L’affascinante formula del “totale 100” ha riaperto uno spiraglio di speranza per chi si vedeva al lavoro fino alla soglia della sepoltura. Come fare a reperire i fondi per farlo, in fondo non è affar nostro. [Trad. Zitti che forse vado in pensione]

 

 

4) Per crompà i serése te gh’é de ‘ndà a robà

Chiunque abbia provato ad acquistare i gustosi frutti che ci ricordano gli orecchini dell’infanzia, ha dovuto subire un salasso. Forse conviene aspettare che arrivino le nostre. [Trad. Per comprare le ciliege devi andare a rubare]

 

 

5) Gh’è ‘nfina chi ch’i fà l’mutuo per indà ‘n férie

La recente notizia sull’ammontare dei prestiti per andare in vacanza, vicina ai 100 milioni di euro, è un insulto al nostro carattere parsimonioso, e alla nostra tendenza a non fare mai il passo più lungo della gamba. [Trad. C’è persino chi fa il mutuo per andare in ferie]

 

 

6) L’è piö malfà mèt sö öna faméa

Legati ai valori della tradizione, non possiamo fare a meno di considerare le oggettive difficoltà dei giovani. Anche perché il confronto è costante, visto che spesso vivono ancora con noi. [Trad. È più difficile mettere su famiglia]

 

 

7) I banche i se salva sèmper

Diffidenti di natura verso qualsiasi istituzione, a maggior ragione se finanziaria, guardiamo con indignazione ai salvataggi effettuati dalle banche, anche se ancora non abbiamo ben capito la differenza tra gli oscuri termini bail in e bail out. [Trad. Le banche si salvano sempre]

 

 

8) Lira o euro, ghe n’ó mai gna ü

C’è un confortevole senso di continuità, quando al cambiare della valuta non corrisponde un mutamento della nostra situazione economica. Per questo non ci sconvolgono nemmeno i profeti della “Italexit”. [Trad. Lira o euro, non ne ho mai uno in tasca]

 

 

9) Per fürtüna ó metìt vià ergotina

Grandi risparmiatori, in genere riusciamo a mettere da parte nel corso degli anni un gruzzolo che ci possa difendere dagli imprevisti. La nostra naturale modestia ci impedisce però di esaltarne l’ammontare. [Trad. Per fortuna ho messo da parte qualcosa]

 

 

10) Gh’è de fà e de dì a rià a la fì del mis

Non è sempre semplice barcamenarsi tra tasse, bollette, costo della vita e spese straordinarie. E lo dice una cartina di tornasole infallibile, lo svuotamento dei bar nell’ultima settimana del mese. [Trad. Bisogna fare e dire per arrivare alla fine del mese]

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