Dieci frasi in bergamasco
su Sant’Antonio del porcello

Nella nostra terra ci sono Santi più venerati di altri, o semplicemente più vicini ai sentimenti della gente. Uno di questi è senz’altro Sant’Antonio Abate, celebrato verso la fine dell’inverno e nunzio della primavera. Forse per questo è particolarmente amato e invocato, ed è patrono, tra l’altro, degli animali. Scoprire detti e tradizioni legati al suo culto rivela molte cose della nostra storia.

 

1. L’è chèl del porsèl

Il santo è rappresentato nell’iconografia tradizionale con un maialino che ha dato adito a molte leggende. Non tutti sanno che un tempo al suo posto c’era un cinghiale, probabile rappresentazione di una divinità celtica. [Trad: È quello del porcello]

 

2. A l’m’à fàcc troà i ögiài

Famosa l’invocazione: “Sant’Antóne de la barba bianca fam troà chèl che l’me manca”, Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca. Da numerose testimonianze, sembra che funzioni davvero. [Trad: Mi ha fatto trovare gli occhiali]

 

3. A l’m’à fàcc troà ‘l murùs

Una variante dell’invocazione precedente recita:”San’Antóne miraculùs fém la grassia de troà ‘l murùs”, Sant’Antonio miracoloso fammi la grazia di trovare il fidanzato. Completa la richiesta “Sant’Antóne del campanél fém la grassia de troàl pò a’ bèl”, Sant’Antonio del campanello fammelo trovare pure bello. [Trad: Mi ha fatto trovare il fidanzato]

 

4. L’è mia chèl de Pàdova

Sant’Antonio Abate non viene dal Veneto ma ha origine più lontane: è vissuto in Egitto tra il 250 e il 350, ed era un uomo di preghiera e fondatore del monachesimo cristiano. [Trad: Non è quello di Padova]

 

5. Mè fa benedì la màchina

Una tradizione molto sentita in questo giorno è quella della benedizione di macchine agricole e animali, che si è poi estesa alle autovetture. Così la protezione riguarda anche gli automobilisti. [Trad: Bisogna far benedire l’auto]

 

6. Öna ólta te portàet in césa pò a’ la sal

Un tempo si portavano in chiesa per la rituale benedizione anche il sale per la polenta o per le bestie, il mangime delle galline, gli attrezzi da lavoro e molto altro ancora. Non si sa mai, un aiuto dall’alto può sempre essere utile. [Trad: Una volta si portava in chiesa anche il sale]

 

7. L’è chèl del föch

Il nome del santo è legato anche a un’antipatica malattia, il Fuoco di Sant’Antonio. Anche per questo c’è una cura popolare: la benedizione di tre preti, ü bröt, ü méno bröt e ü bèl, uno butto, uno meno brutto e uno bello. [Trad: È quello del fuoco]

 

8. Ol só santì l’éra de per töt

Molti di voi avranno visto, sul muro di vecchie cascine o nelle stalle, l’immagine del Santo. Il segnale di una devozione molto forte e diffusa in tutte le nostre campagne. [Trad: Il suo santino era appeso ovunque]

 

9. A l’te fa ‘ndà ‘n paradìs

Tra le tante facoltà del Santo c’è anche quella di farci conquistare il Regno dei Cieli, attraverso l’ennesima invocazione, che fa riferimento a un altro dettaglio anatomico: Sant’Antóne di barbìs fém rià sö ‘n paradìs, Sant’Antonio dai baffi fammi andare in paradiso. [Trad: Ti fa andare in Paradiso]

 

10. Dópo Sant’Antóne i bala a’ i nóne

Curioso detto che anticipa il periodo del Carnevale, e più in generale festeggia l’uscita dall’inverno. C’è da dire che una volta l’inizio del Carnevale coincideva proprio con questo giorno. [Trad: Dopo Sant’Antonio ballano anche le nonne]

 

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