Dieci frasi in bergamasco
sul nostro dialetto bergamasco

Dopo un periodo di relativo abbandono, in cui il bergamasco scritto sembrava confinato a rare pubblicazioni e a concorsi di poesia provinciali, ha ritrovato un’insperata vitalità proprio con i moderni mezzi di comunicazione, come il web e i social. È solo un fenomeno folcloristico o rivela un interesse rinnovato? Non lo sappiamo ma, nell’attesa di una risposta, contribuiamo a mantenerlo in vita.

1. A l’ dóvre quando só gnèch

Anche se la nostra sovrastruttura linguistica è l’italiano, nei momenti in cui la tensione sale ecco che esplodiamo in pittoresche esclamazioni in dialetto. Si può dire che sia il modo migliore per esprimere le emozioni forti. [Trad: Lo utilizzo quando sono incazzato. Nel disegno, l’insulto Somia dal cul pelat]

 

2. L’è malfà a lèsel

Essendo ovviamente tramandato per via orale, il bergamasco scritto non è d’immediata comprensione anche per chi lo parla benissimo, ma ha un rapporto difficile con accenti e dieresi. [Trad: È difficile da leggere]

 

3. Öna ólta i a parlàa pò a i sciòr

Fino alla fine dell’Ottocento tutti gli strati sociali si esprimevano nella nostra lingua, che veniva utilizzata in ogni ambito. Da lì il lento declino, che qualcuno sta cercando fortunatamente d’interrompere. [Trad: Un tempo lo parlavano anche i ricchi]

 

4. I s-cècc i a parla dóma in di ài

Mentre è quasi del tutto scomparso nelle fasce giovanili di città, il bergamasco vive e prospera ancora nelle nostre valli, preziose roccaforti della tradizione orobica. [Trad: I ragazzi lo parlano solo nelle valli]

 

5. L’è ü laùr de ècc

Alcuni sono portati a considerare il nostro vernacolo come un retaggio del passato, un utensile che una volta aveva un senso e adesso non ne ha più. Per fortuna non rappresentano la maggioranza. [Trad: È una lingua da vecchi]

 

6. I gh’avrèss de ‘nsegnàl a scöla

C’è anche chi pensa a una rivalutazione del bergamasco, che dovrebbe diventare materia d’apprendimento scolastico. Difficile, però, mettersi d’accordo su metodi e obiettivi. [Trad: Dovrebbero insegnarlo nelle scuole]

 

7. L’è mèi parlà ‘nglés

L’inglese è ormai diventata una lingua universale, ponte tra culture diverse e indispensabile requisito nel mondo del lavoro. Ma noi sosteniamo che col bergamasco ti capiscono ovunque. [Trad: Meglio parlare l’inglese]

 

8. Ü de Gandì a l’capéss mia ü de Treì

Legati come siamo al nostro orticello, abbiamo elaborato una versione diversa del dialetto per ogni contrada. E càpita spesso che il bergamasco della bassa non capisca quello delle valli. [Trad: Uno di Gandino non capisce uno di Treviglio]

 

9. A l’parle al mar per fàm mia capì

In presenza di estranei la nostra lingua risulta utile come codice criptato, di comprensione pressoché impossibile. Peccato che i vicini di ombrellone siano molto spesso conterranei. [Trad: Lo parlo al mare per non farmi capire]

 

10. Mè mia pèrdel

Orgogliosi e gelosi della nostra tradizione, siamo conservatori di natura e non vorremmo perdere il sapere che si è accumulato nei secoli. Anche la nostra lingua ne fa, naturalmente, parte. [Trad: Non bisogna perderlo]

 

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