10 frasi in bergamasco sul lavoro

Grandi lavoratori, ci dividiamo tuttavia in due categorie: gli autonomi e i dipendenti. Naturalmente, ognuno ritiene di svolgere l’attività più faticosa e mal remunerata, e di subire una serie d’ingiustizie quotidiane. Una rapida rassegna di alcune tra le affermazioni più diffuse dell’una e dell’altra parte ci permettono di tracciare un quadro, seppure approssimativo, del nostro atteggiamento verso l’attività che svolgiamo.

 

LAVORATORE AUTONOMO

1. Cönte mia i ure

Spesso per chi lavora in proprio pretendere di contenere la propria giornata lavorativa nelle fatidiche otto ore è pura utopia. Da lì l’invidia per la regolarità del dipendente. [Trad: Non conto le ore]

 

2. Pöde mia malàm

Altro cavallo di battaglia del lavoratore autonomo è l’impossibilità di ottenere gli agognati giorni di malattia dall’INPS. Con il conseguente obbligo di svolgere la propria attività anche in condizioni fisiche precarie. [Trad: Non posso ammalarmi]

 

3. Ghe n’è sèmper öna

Fare l’imprenditore di se stessi comporta una serie di problemi quotidiani, che vanno dalla gestione dei clienti alle tasse, passando per l’acquisto o la manutenzione degli strumenti di lavoro. Non c’è da annoiarsi, quindi. [Trad: Ce n’è sempre una]

 

4. I tasse i me cópa

Non esiste chi, avvicinandosi la dichiarazione dei redditi, non lamenti spaventose vessazioni statali che riducono al lumicino il proprio guadagno. Spesso però la valutazione è viziata dal punto di vista troppo soggettivo. [Trad: Le tasse mi uccidono]

 

5. I clièncc i fà tribülà

Il sereno e quasi amichevole rapporto con i clienti di una volta è scomparso, sostituito da un braccio di ferro continuo, da cui nessuno esce vincitore. Non si risolve più nulla con una semplice stretta di mano. [Trad: I clienti fanno tribolare]

 

DIPENDENTE

1. Me tóca fa la nòcc

L’apparente regolarità del lavoro dipendente non è tutta rose e fiori. Basta chiedere a chi deve per obbligo inserire tra i suoi turni anche quello della notte. [Trad: Devo fare il turno di notte]

 

2. Ol padrù l’è sèmper ol padrù

Frase a doppio senso. Da un lato riconosce le capacità imprenditoriali e gestionali del proprietario, dall’altro ne denuncia la storica collocazione su un piano sociale più elevato. [Trad: Il padrone è sempre il padrone]

 

3. Ol mé capo a l’rómp sèmper

Molte volte si ha a che fare con persone che, dotate di una minima autorità conferita dall’organigramma aziendale, ne abusano e sfogano sui sottoposti le proprie frustrazioni. [Trad: Il mio capo rompe sempre]

 

4. Ciape negót

Lo stipendio nella maggior parte dei casi viene ritenuto misero, specialmente se paragonato all’importo lordo. Segue una serie di imprecazioni sulle modalità di tassazione in vigore, e di invettive contro il lavoro in nero di alcuni autonomi. [Trad: Non guadagno niente]

 

5. Gh’ó de timbrà ‘l cartelì

Obbligo che certifica lo stato di dipendenza, è ben lontano dalla apparente libertà di cui gode chi non ha nessuno che certifichi l’effettiva durata del suo lavoro. L’atto del timbrare però si rivela utile nel caso di ore straordinarie ben pagate. [Trad: Devo timbrare il cartellino]

 

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