10 frasi degli artigiani bergamaschi

Sono idraulici, carpentieri, elettricisti, falegnami: frequentano le nostre case e svolgono il loro lavoro, riparando i danni del tempo e dell’incuria. Eppure forse non li conosciamo davvero, non sappiamo cosa pensano perché siamo abituati a pensare solo alla loro efficienza. Invece loro su noi, intesi come clienti, ne pensano parecchie di cose. Eccone alcune.

 

1) I te fà tribülà

Non esistono più i clienti di una volta, concilianti e quasi complici. Oggi si esige un servizio perfetto, anche se il lavoro supera oltre la cifra pattuita. E l’insoddisfazione, nonostante tutto, rimane. [Trad: ti fanno tribolare]

 

2) I fà passà di mis a pagà

Una lamentazione diffusa, che la dice lunga sulla criticità dei tempi. In molti rimpiangono la cara e vecchia, puntigliosa puntualità bergamasca nei pagamenti. [Trad: lasciano passare dei mesi prima di pagarti]

 

3) I öl saìghen de piö de té

Molto irritante è il padrone o la padrona di casa che, come i memorabili omini del cantiere, si piazza accanto all’artigiano dispensando consigli. Quasi mai graditi. [Trad: pensano di saperne più di te]

 

4) I te dis i laùr ch’i lèss sö internet

Anni di esperienza vengono spesso spazzati via da visioni di tutorial o letture di manuali sul web. A volte però i danni causati dal fai da te costano più dell’intervento di un esperto. [Trad: ti dicono le cose che leggono su internet]

 

5) I gh’à sèmper frèssa

La velocità fa parte del nostro codice genetico, ma oggi tra la nascita di un’esigenza e la sua soddisfazione deve passare un lasso di tempo irrisorio. Che, ovviamente, non è adeguato a un lavoro fatto come si deve. [Trad: hanno sempre fretta]

 

6) I ghe arda al pél

Sono cresciute anche le esigenze, e l’attenzione anche ai minimi dettagli. L’omogenea produzione industriale ha fatto dimenticare che un piccolo difetto di esecuzione è un segno di personalità. [Trad: stanno a guardare il pelo nell’uovo]

 

7) I è mai contécc

Per quanto ci si impegni, è raro ricevere delle lodi aperte. Anzi, in molti casi vengono espresse delle critiche, ad ampio raggio: dal tempo di esecuzione al grado di rifinitura, fino alla condizione in cui è stata lasciata la casa. [Trad: non sono mai contenti]

 

8) I ghe ria mia a fàs capì

I nostri artigiani formano una sorta di corporazione, con un proprio modo di pensare e un linguaggio autonomo. Pretendere di passargli informazioni con espressioni troppo tecniche o troppo forbite è chiaramente un errore di comunicazione. [Trad: non riescono a farsi capire]

 

9) I te lassa mia laurà

La presenza sul posto del committente non sempre è una garanzia di buona riuscita del lavoro. Anzi, sentirsi osservati o essere coinvolti in discussioni inutili nuoce in primo luogo all’umore. E poi al risultato. [Trad: non ti lasciano lavorare]

 

10) I te dà gna ü café

Qualcuno rimpiange anche l’antica cortesia, quella che induceva a scambiare anche due chiacchiere, oltre alle richieste professionali. Ma anche questo fa parte dell’evoluzione dei tempi. [Trad: non ti offrono neppure un caffé]

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