10 frasi dei bergamaschi a Pasqua

Riti antichi e un po’ magici per proteggere la vista, privazioni scelte volontariamente e tradizioni che si ripetono da secoli, ma anche voli di colombe fuori stagione, delusione per il contenuto delle uova di cioccolato, week end all’aperto con menu fisso. Un piccolo spaccato sulle nostre abitudini a Pasqua e dintorni. A proposito, auguri a tutti.

 

1) I colombine i è ‘n giro de fevrér

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Riflessione tra il cinico e il disincantato sulla dimensione consumistica dell’evento. È sospetto anche il fatto che le colombine sugli scaffali sostituiscano senza soluzione di continuità i panettoni. [Trad. Le colombine sono in giro da febbraio]

 

2) Daga l’ulìv a la nóna

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Ottenuto il ramoscello benedetto, scatta la fase della distribuzione. Inevitabilmente, qualcuno viene dimenticato. Si è fortunati se non è la nonna, dotata di una memoria ferrea per queste dimenticanze. [Trad.Dai l’ulivo alla nonna]

 

3) L’è ndacia a benedì i őv?

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C’è sempre, all’interno di una famiglia, l’addetto alla decorazione e poi alla benedizione delle uova. Di solito è il figlio o la figlia più piccola, che normalmente si dimentica dell’incombenza. [Trad. È andata a benedire le uova?]

 

4) Ó mia biìt

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C’erano una volta i fioretti e il digiuno della quaresima. Oggi ciascuno sceglie una rinuncia personale. Quella qui riportata per un bergamasco è considerata particolarmente impegnativa. [Trad. Non ho bevuto]

 

5) L’è sèmper quarisma

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Espressione pronunciata quasi con fastidio da chi non è stato capace di alcuna rinuncia. Forse è convinto di farne abbastanza nella vita di tutti i giorni. [Trad. È sempre Quaresima]

 

6) I a desligàt i campane

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Un tempo si slegavano, insieme alle campane, i panni stretti che avvolgevano le estremità dei bambini. Oggi sarebbe impossibile. Non esistono più indumenti così costrittivi. E anche le campane non se la passano bene. [Trad. Hanno slegato le campane]

 

7) Regórdet de bagnàs i őcc

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Farse pronunciata dal genitore che tenta di tenere in vita una tradizione: bagnarsi gli occhi al primo suono di campane del sabato preserva la vista. Ma attenzione, occorre essere a piedi scalzi. [Trad. Ricordati di bagnarti gli occhi]

 

8) Gh’è dét dóma di cianfer

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Gli anziani di casa non rimangono abbagliati dalle confezioni multicolori delle uova giganti di cioccolato. Per esperienza personale, sanno che è sempre meglio non fidarsi delle sorprese. [Trad. Ci sono dentro solo delle stupidate (per di più, brutte)]

 

9) Lőnedé maie őv e scamősse

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C’è un menu che rimane invariato da decenni, o forse più, ed è quello di Pasquetta. La semplicità degli ingredienti permette anche un pic nic a bordo circonvallazione. [Trad. Lunedì mangio uova e radicchio]

 

10) Cassa dét ol có almeno dümìnica

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Inevitabile raccomandazione che l’incauto adolescente, o giovane, riceve in cambio di una sua visita forzata ai parenti più vecchi. Naturalmente si sta parlano della Messa di Pasqua. [Trad. lett. Caccia dentro la testa almeno la domenica. Ovvero: Vai in chiesa almeno domenica]