10 frasi dei bergamaschi
sulla notte più lunga che ci sia

C’è una santa che ci unisce da generazioni, e che rappresenta un appuntamento irrinunciabile per genitori e figli. La chiesa a lei dedicata in via XX Settembre in questi giorni è meta di un pellegrinaggio di proporzioni bibliche, con centinaia di bergamaschi grandi e piccoli armati della famosa, magica e leggendaria “letterina”. Che nessuno mai oserebbe sostituire con una mail.

 

1) Öna ólta la te portàa ü mandarì e m’fàa i sàlcc vólcc

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Amara considerazione di nonni in fila alla cassa di un supermercato o di un negozio di giocattoli, sfiniti e carichi di pacchi più dell’asinello di santa Lucia. [Trad: Un tempo ti portava un mandarino e facevamo i salti alti di gioia]

 

2) Per fa zó la lèterina ghe ulìa la pèna dóra

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Non c’è povertà che tenga. Anche in tempi di miseria assoluta, per scrivere ai Santi era necessaria una penna di metallo nobile. Magari non proprio a 24 carati, ma in ogni caso degna dell’indirizzo “Via del paradiso”. [Trad: Per scrivere la letterina occorre la penna d’oro]

 

3) Se la te tróa ‘mpé la turna ‘ndré

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Minaccia che i genitori più scaltri applicavano a partire da ottobre, per abituare i pargoli a fare la nanna senza storie. E chi non dormiva strizzava gli occhi e s’immergeva nelle coperte. Rinunciare ai regali era fuori discussione. [Trad: Se ti trova in piedi, torna indietro]

 

4) De s-cèt stàe piö ‘n de pèl

S.Lucia

Era difficile tenere a bada l’emozione dell’attesa, che cominciava a manifestarsi appena dopo la fine delle vacanze estive. Osservando i visi dei bimbi in fila in via XX Settembre, verrebbe da dire che non è cambiato nulla. [Trad: Da bambino non stavo più nella pelle]

 

5) I öcc in del piatì i me fàa ‘mpressiù

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La classica iconografia della santa non incoraggia certo i più piccoli alla confidenza. Il dettaglio un po’ macabro degli occhi sul piattino ha turbato i sonni di più di un bergamasco. [Trad: Gli occhi sul piattino mi facevano impressione]

 

6) Ma la ria co’ l’àsen o col caàl?

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Domanda colta al volo in tempi recenti, in cui la conoscenza delle tradizioni non è così ferrea. In passato sarebbe stata considerata un’ignoranza scandalosa, oggi lascia lo stesso dubbio nell’interlocutore. [Trad: Ma arriva con l’asino o col cavallo?]

 

7) Regórdet ol fé e l’aqua

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Frase di rito che, la sera del 12 dicembre, rammenta al bambino di preparare il cibo per l’asinello della santa. Oggi il fieno, introvabile in città, è stato sostituito dal pan secco. [Trad: Ricordati il fieno e l’acqua (per l’asinello)]

 

8) L’è la nòcc piö lónga

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Non è solo una questione astronomica. L’attesa per l’arrivo dei doni rende la notte della vigilia interminabile, e spesso i più piccoli la passano senza chiudere occhio. E nemmeno i genitori, impegnati come aiutanti della santa. [Trad: È la notte più lunga]

 

9) A l’ sìet che l’éra de ‘nzó de là?

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La maggior parte di noi per lungo tempo ha pensato che Santa Lucia fosse di Valtesse, o al limite della Valseriana. La rivelazione delle sue origini siracusane per qualcuno è uno shock paragonabile a quello dei genitori quando confessano di essere i portatori di doni. [Trad: Lo sapevi che era di giù (meridionale)?]

 

10) A ‘Lzà a l’ ria San Martì

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L’appena accennato campanilismo bergamasco si manifesta a volte nei modi più inconsueti. Per esempio, con la rivendicazione del santo locale addetto all’elargizione di regali. [Trad: Ad Alzano arriva San Martino]

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