10 frasi dei bergamaschi
sui “carissimi” vicini di casa

Forse memori del nostro passato di valligiani o montanari, non amiamo particolarmente la condivisione degli ambienti vitali. Quando succede, non è raro assistere a discussioni sopra le righe. Basta partecipare a un’assemblea condominiale, o origliare le parole scambiate nel cortile, per avere un quadro poco idilliaco della nostra attitudine alla convivenza. Ovviamente, perché sono gli altri a comportarsi male.

 

1) La me fà ómbra coi lensöi

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La difficile arte dello stendere i panni costringe a veri e propri virtuosismi. Che i vicini, colpevolmente, non sempre apprezzano. Non è forse un beneficio l’ombra d’estate? [Mi fa ombra con le lenzuola]

 

2) I nèta mai

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Lodevole iniziativa, e fonte di risparmio per tutti, è suddividere i lavori di pulizia, invece di affidarli a professionisti pagati. Peccato che non tutti ci dedichino lo stesso entusiasmo. [Non puliscono mai]

 

3) I è dét in vinte

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Conclusione affrettata ed esagerata che alcuni condòmini traggono osservando il via vai in certi appartamenti. Magari si tratta semplicemente di parenti o amici in visita. [Sono dentro in venti]

 

4) Chèl cà lé l’cópe

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Anche l’amico degli animali più sincero raramente apprezza i latrati che il vigile cane del vicino sente il bisogno di emettere a ogni movimento di foglia, specialmente in ore notturne. [Quel cane lì lo ammazzo]

 

5) La sbàt la toàia söl mé pogiöl

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Se non hai un’estensione di braccia da albatros, è inevitabile che qualche microscopica briciola cada nel territorio sbagliato. Se l’attività è però sistematica, è lecito pensare a un crimine intenzionale. [Sbatte la tovaglia sul mio balcone]

 

6) I mèt sö la müsica ai sés de la matina

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Non ci fa certo paura svegliarci presto, è nel nostro codice genetico di contadini e muratori. Ma forse gradiremmo stabilire noi i modi e i tempi del risveglio. [Accendono la musica alle sei di mattina]

 

7) Al mèt la màchina denàcc al mé garàss

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Un dato di fatto inconfutabile e misterioso è che il parcheggio può essere vastissimo, ma c’è sempre chi riesce a ostruire un passaggio. Per poi sparire nel nulla per ore. [Mettono l’auto davanti al mio garage]

 

8) Gh’è udùr de maià in töte i scale

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Non tutti apprezzano la rara opportunità di gustare con l’olfatto, semplicemente salendo le scale, cucine di diverse provenienze. Il tono della frase cresce d’intensità quando è il giorno del cavolo. [C’è odore di cibo in tutte le scale]

 

9) I te salüda gnàch

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Usciti dalle vecchie corti cittadine e dai borghi collinari e montani dove si conoscono le vicende di tutti, mal sopportiamo l’odierna attitudine all’indifferenza. [Non ti salutano neanche]

 

10) L’è sèmper lé a controlà a la finèstra

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Esiste una posizione strategica per sbattere lo straccio delle polveri. È quella che permette di controllare il maggior numero possibile di movimenti. Farlo anche di notte può però portare a essere scoperti. [È sempre lì a controllare alla finestra]

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